il socialmitomane
taylor price

Discoholic 🪩
Xuebing Du
Cosimo Galluzzi
★
almost home
art blog(derogatory)
Cosmic Funnies
No title available

oozey mess
Misplaced Lens Cap
🩵 avery cochrane 🩵
No title available

No title available
h
Doug Jones
The Bowery Presents
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year
Noah Kahan

titsay
seen from Ukraine
seen from Sweden
seen from United States
seen from Canada

seen from Italy

seen from Germany

seen from Malaysia

seen from Singapore
seen from Venezuela
seen from India
seen from Türkiye
seen from Malaysia
seen from China
seen from South Korea
seen from United States
seen from Colombia
seen from Colombia

seen from United States

seen from United States
seen from Venezuela
@parceseppuku
il socialmitomane
Il Ministro dell’Inferno Minacce, insulti, disumanità. L'ipocrisia di richiamarsi al ruolo del padre di famiglia, di mettere in mezzo Dio, il Vangelo e la Bibbia come nella migliore teocrazia. Non ce la facevo più a tenermi dentro lo schifo che provo per quest'uomo, e siamo solo al primo mese, ma già la misura è colma per quanto mi riguarda, nei suoi confronti e di chi lo sostiene e difende. E' un catalizzatore del male, del peggio di noi, che serpeggiava già da tempo e che ora non ha più il pudore di strisciare e continuare a nascondersi. Probabilmente è un'illustrazione poco provocatoria e molto didascalica, ma voglio che sia chiaro che con lui al potere non mi sento rappresentato né al sicuro.
Not all superheros wear capes
life hacks per il clero.
Basta un botox di zucchero e la pillola va giù.
50 sfumature di ipocondria
L’avete sicuramente letto in giro un po’ dappertutto, viene usata spesso come esempio per spiegare che la luce non è istantanea, ma viaggia a una certa velocità. È la storia per cui se degli alieni a 65 milioni di anni luce da noi osservassero la Terra vedrebbero i dinosauri. Ora, in teoria la cosa è vera, nel senso che alcuni fotoni che quel giorno del Cretaceo rimbalzarono sul muso di un bel lucertolone alto 10 metri sono effettivamente partiti per un viaggio interminabile nello spazio, ma in pratica, se un alieno provasse a osservare quei fotoni molto probabilmente distruggerebbe una bella fetta di universo. Andiamo con ordine, prima di tutto ci piace fare le cose per bene, quindi i nostri alieni non sarebbero alla ricerca dell’ultima luce dei dinosauri da un punto imprecisato dell’universo, ma da una galassia che già conosciamo che si trova a 65 milioni di anni luce da noi: NGC4845, nella direzione della costellazione della Vergine, la potete vedere nell’immagine che fa da sfondo ai nostri due bei lucertoloni. Adesso che abbiamo scelto il nostro punto d’osservazione ci serve un telescopio. Un telescopio non funziona per magia, ma secondo le leggi dell’ottica. Queste legano in maniera indissolubile il diametro della lente con la grandezza minima che è capace di osservare, si chiama “potere risolutivo” o “risoluzione angolare”. Se volessimo osservare la Terra da 65 milioni di anni luce ci servirebbe un telescopio grande. Ma molto grande. 50 milioni di km. All’incirca grande quanto l’orbita di Mercurio. Mica male, eh? Una costruzione del genere per noi è impensabile, ma magari per una razza aliena super-evoluta potrebbe essere un gioco da ragazzi. Ma c’è un problema: con un telescopio del genere sarebbe possibile osservare la Terra come un singolo pixel, un puntino. Difficile riconoscere i dinosauri con quella risoluzione. Ci serve un telescopio più grande. Molto più grande. Se volessimo avere un potere risolutivo di, diciamo, 10 metri, che ci permetterebbe di vedere un dinosauro bello grosso come un singolo punto, avremmo bisogno di un telescopio il cui diametro sarebbe di 4.4 anni luce. Un telescopio che inizia qua e finisce oltre Proxima Centauri, la stella più vicina. Un telescopio così grande sarebbe un prodigio della tecnica, una meraviglia della meccanica, uno stupore dell’ingegneria. E la fine di una buona fetta dell’universo. Una lente di quella dimensione non avrebbe mai la capacità di mantenere la sua forma. L’enorme massa di vetro, sotto la sua stessa attrazione gravitazionale, collasserebbe in un buco nero. Tanta fatica per niente. Mi spiace, niente immagini di dinosauri per gli alieni, per nessuno a dirla tutta. Quella luce sarà persa per sempre, come lacrime di triceratopo nella pioggia di meteore. [Alberto] Ad Astra Per Aspera Grafica: Mirko Baglivo Design Approfondimenti: http://www.thedailystar.net/top-news/nasa-spots-supermassive-galaxy-65-million-light-years-away-199816 http://quarksandcoffee.com/index.php/2015/07/08/aliens-and-dinosaurs/
Ricomincio a fare ritratti, se siete interessati contattatemi in privato, e passate parola se vi va!
pi
pi—the ratio between the circumference and the diameter of a circle.
Calculation of pi: Archimedes around 250 B.C.E. gave the first recorded algorithm for rigorously calculating the value of the ratio between the circumference and the diameter of a circle, but he didn’t use the letter pi. Archimedes’ method was tocompute successive upper and lower bounds of the number by drawing successivelycomplex polygons inside and outside a circle.
Computation of pi took a step forward when methods for using infinite series to compute it. Here for instance is Gottfried Leibniz’ simple infinite series that converges closer and closer to π.
Use of “π” as the symbol for the ratio: The earliest known use of the Greek letter π to represent the ratio of a circle’s circumference to its diameter was by mathematician William Jones in 1706, but didn’t come into wide use until Euler started using it 1736.
Origin of the Greek Letter pi: The Greek letter pi (π) was adopted from the letter peh of the Phoenician alphabet. The earliest examples of the Greek alphabet surprisingly come from Italy. This came about because of a close trading connection between the Greek island of Euboea and the Phoencians from what is today Lebanon. The two founded trading centers in the Mediterranean including the western coast of Italy. It is here that we have the first evidence of the adoption of the Phoenician alphabet for use in writing the Greek language. The first examples of Greek letters are fragments of Homer’s Iliad and Odessy as if the phonetic alphabet was being used to record and memorize the stories that had previously been orally transmitted by travelling singers.
Some color!!!!!
Blame @slewdbtumblng for making me realize maleficient was a new kink
DAMMIT