Ci sono volte in cui bisognerebbe accettare un passaggio. Un piccolo assaggio. Ci sono cose che vale la pena di asportare dal contesto materno. var _gaq = _gaq || []; _gaq.push(['_setAccount', 'UA-3336660-2']); _gaq.push(['_trackPageview']); (function() { var ga = document.createElement('script'); ga.type = 'text/javascript'; ga.async = true; ga.src = ('https:' == document.location.protocol ? 'https://ssl' : 'http://www') + '.google-analytics.com/ga.js'; var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s); })();
Un lupo della steppa smarritosi fra noi nelle città, nella nostra vita di mandrie: non vi poteva essere immagine più azzeccata per definire quel suo schivo isolamento, la sua aria selvatica e irrequieta, la sua nostalgia senza patria
La ragione per cui ogni volta che buttiamo via qualcosa ci assale la nostalgia è che abbiamo paura di evolvere. Di crescere, cambiare, perdere peso, reinventare noi stessi. Di adattarci.
“Dimmi, tu che hai girato il mondo: è dappertutto così? Chi si piega e chi si spezza, chi resiste oggi ma si piegherà domani e posdomani si spezzerà. Perché la sorte ci stronca così, come canne? “Sì” egli disse allora “siamo proprio come le canne al vento, donna mia. Ecco perché! Siamo canne, e la sorte è il vento.””
“Stiamo formando e condizionando tutta una nuova generazione, per cui se ci sentiamo a disagio abbiamo un ciuccio digitale che sta atrofizzando la nostra capacità di affrontare le situazioni”.
“We’re training and conditioning a whole new generation of people… that when we are uncomfortable or lonely or uncertain or afraid, we have a digital pacifier for ourselves that is kind of atrophying our own ability to deal with that.”
“To chart the life of each word, we must start with a record of its birth, when it was first written down. From there, words come down to us through the ages, twisting and turning, weaving their way. Their meanings, slipping and slivering, fishlike, adding and shedding subtleties of nuance to and from themselves. But they leave tracks. In the great expanse of the literature of the English language.”
— William Chester Minor’s character
in The Professor and the Madman, directed by P. B. Shemran, 2019
Ma suppongo che si possa comunque parlare di fedeltà, quando un uomo ritorna sul luogo del proprio amore, anno dopo anno, nella stagione sbagliata, senza nessuna garanzia di essere riamato.
Bagnarsi prima che piova è atteggiamento giudicato sempre troppo severamente. Quando si è già zuppi, in fondo, pioverà sul bagnato. Tutto qui. E così acqua dentro, acqua fuori, acqua nelle scarpe, acqua nei pensieri. Un tripudio d’acque che si rompono spesso è indizio di nascituri che vengono al mondo.
Non esiste né può arrivare alcun grande amore senza che prima si sia coltivato il coraggio, c'è poco da fare. Il coraggio è una specie di propedeutica all'amore.
[Del resto, se si chiama coraggio ci sarà un motivo.]
In piedi sul terrapieno, con lo sguardo concentrato sulla corrente, mi resi conto che - nonostante tutti i pericoli - è sempre meglio ciò che è in movimento rispetto a ciò che sta fermo; che il cambiamento è sempre più nobile della stabilità. Ciò che non si muove è soggetto alla disintegrazione, alla degenerazione e a ridursi in cenere, mentre ciò che si muove potrebbe durare addirittura per sempre.
Il mattino d’autunno nella vigna
fila per fila nodo per nodo i ceppi si ripetono
sui ceppi, i grappoli
sui grappoli, gli acini
sugli acini, la luce
nella luce, il mio amore.
Il miracolo del rinnovamento, mio cuore,
è il non ripetersi del ripetersi.