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Sorridi ogni tanto, no?!
Domani!
Soffia sul fuoco 🔥
Dopo la morte sotto tutela della polizia di Fakir Abderrahim e gli scontri di ieri a Bologna, Salvini dice di voler venire in città per dimostrare la sua vicinanza alle forze dell'ordine.
In realtà Salvini e la Lega sono in una campagna elettorale permanente da oltre un anno nei confronti della giunta bolognese, e non hanno mai perso occasione per metterla in difficoltà e creare scompiglio. La ventilata sortita bolognese di Salvini rientra dunque non tanto in un supporto alle forze di polizia, ma in una operazione già ben consolidata da precedenti di portare scontro e polarizzazione.
Se Salvini dovesse venire in città in questo momento in questo contesto lo scenario che si preannuncia è scontato.
Se Salvini verrà a Bologna però saremo lì ad aspettarlo, e credo a questo giro assieme centri sociali e società civile.
Tensione
A Bologna c'è tensione, e dopo i fatti di ieri che si sommano a mesi di tensione tra il governo forze dell'ordine e l'amministrazione, tra le componenti antagoniste, quelle dei centri sociali e della società civile più volte prese di mira nel dibattito, e non solo, dalle forze di maggioranza che hanno fatto di tutto per creare il substrato a una polarizzazione sempre più folle, ancora di più. La si percepisce mentre striscia sibillina, mentre tutto ancora è all'apparenza calmo, anche ieri dopo il presidio spontaneo al Pilastro quartiere dove è avvenuto il fatto (che scusate ma io non riesco a chiamare disgrazia, sfiga o altro ), ma basta un non niente. Pochissimo.
Notizia di poco fa l'attivazione del nuovo scudo penale. E questo farà già incazzare tantissimo. A me fa incazzare, soprattutto a fronte di una continua volontà di rifiutare il codice identificativo. Senza quel codice, almeno quello, ma protetti da scudi penali, la continua e perenne miopia dei sindacati a voler difendere a spada tratta, si è reso impossibile o quantomeno molto difficile credere. E se le forze dell'ordine non hanno credibilità è un problema e serio. Qui non voglio fare di tutta l'erba un fascio, ma la miccia è molto corta e non si fa altro che provare ad accorciarla di più.
Lo scrivevo oggi, che l' aria era tesa.
L'inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir al Pilastro di Bologna. Non ci sono indagati, si procede per il reato di omicidio colposo. Al va
Te guarda Salvini ora..
Salvini: la famiglia di Fakir non parli di vendetta Rispetto a quanto è successo ieri a Bologna che ha portato alla morte di Fakir Abderrahim, «invitiamo tutti alla prudenza, a partire dal sindaco di Bologna che rappresenta tutta la città, quindi al di là di fare il militante del Pd, prima di invocare la piazza e prima che qualcuno indichi i due poliziotti come i responsabili, serve prudenza». Fonte: Corriere
Ah si? Salvini, che non è mai partito all'attacco accusando a caso a momenti a fatti ancora caldi, Salvini che non ha mai scatenato gogna mediatica su presunti colpevoli poi risultati ignari alle vicende. Quel Salvi?
Urban furniture and Sanctuary of Merciful Love (Santuario dell'Amore Misericordioso), by Julio Lafuente (1968).
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Come vorrei il mio ufficio e i colleghi che lo popolano.
Tensione
A Bologna c'è tensione, e dopo i fatti di ieri che si sommano a mesi di tensione tra il governo forze dell'ordine e l'amministrazione, tra le componenti antagoniste, quelle dei centri sociali e della società civile più volte prese di mira nel dibattito, e non solo, dalle forze di maggioranza che hanno fatto di tutto per creare il substrato a una polarizzazione sempre più folle, ancora di più. La si percepisce mentre striscia sibillina, mentre tutto ancora è all'apparenza calmo, anche ieri dopo il presidio spontaneo al Pilastro quartiere dove è avvenuto il fatto (che scusate ma io non riesco a chiamare disgrazia, sfiga o altro ), ma basta un non niente. Pochissimo.
Notizia di poco fa l'attivazione del nuovo scudo penale. E questo farà già incazzare tantissimo. A me fa incazzare, soprattutto a fronte di una continua volontà di rifiutare il codice identificativo. Senza quel codice, almeno quello, ma protetti da scudi penali, la continua e perenne miopia dei sindacati a voler difendere a spada tratta, si è reso impossibile o quantomeno molto difficile credere. E se le forze dell'ordine non hanno credibilità è un problema e serio. Qui non voglio fare di tutta l'erba un fascio, ma la miccia è molto corta e non si fa altro che provare ad accorciarla di più.
19 Luglio 1992: Strage di Via D’Amelio
On 19 July 1992, Italian anti-mafia magistrate Paolo Borsellino was killed by a car bomb in Via D'Amelio, near his mother’s house in Palermo, less than two months after the death of his good friend, the anti-mafia magistrate Giovanni Falcone. The bomb attack also claimed the lives of five police officers: Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi (the first Italian policewoman to be killed in the line of duty), Vincenzo Li Muli and Claudio Traina.
Ci mancava solo GianCazzo psicotico sulla vicenda del gioielliere.
Sulla morte di un uomo per mano della polizia e della feccia disumana che gode della morte altrui.
I commenti al video della morte di Abderraim Fakir ieri a Bologna per mano della polizia, dunque dello stato che in ogni caso dovrebbe essere garante a prescindere della tua incolumità, e davanti a sanitari del 118 che osservavano senza muovere un dito sono atroci.
Quelli raccolti qui sono alcuni, ma fatevi ad esempio un giro sul reel col video di tgcom24. Quasi ogni commento è una esultanza per la morte di una persona. Commenti atroci, ovviamente non moderati (figuriamoci). Questo è il livello indegno, disumano di una parte del paese. Questo è anche il risultato di una strategia infame portata avanti da certe destre. Freccia della peggior specie che non dovrebbe meritare nessun rispetto.
Giovanna Cosenza
MARIO ROGGERO: DA CITTADINO QUALUNQUE A FENOMENO POLITICO E IDEOLOGICO TRANSMEDIALE
Oggi sul Resto del Carlino è uscita questa mia analisi della comunicazione di Mario Roggero.
La parabola mediatica di Mario Roggero, culminata con la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi, è già un caso di scuola, che potrei riassumere così: da cittadino qualunque a martire della legittima difesa, fino a brand politico-mediatico. L’analisi dei suoi canali evidenzia una strategia gestita da professionisti della comunicazione e del digital marketing e studiata per trasformare un profilo individuale in un fenomeno ideologico e politico transmediale.
La comunicazione di Roggero è un ecosistema integrato. Roggero gestisce un account Instagram, una pagina Facebook, spesso focalizzata sulla solidarietà territoriale, un canale Telegram per mobilitare la community più radicale, e ora anche il sito graziaroggero.it. La regia è marcatamente strategica: la cadenza delle pubblicazioni è passata da episodica (post-fatto nel 2021) a una pianificazione capillare nei mesi precedenti la Cassazione (2-3 contenuti settimanali, con picchi quotidiani). La grafica è affidata a esperti: lo si vede dall’uso di palette cromatiche sobrie per la gioielleria e dalla capacità di alternarle a grafiche impattanti, con contrasti netti e scritte da breaking news (nero/rosso/bianco).
Anche le competenze di digital marketing sono chiare: video verticali ottimizzati per gli algoritmi, uso strategico dei sottotitoli per massimizzare la fruizione silenziosa, target audience focalizzata su almeno un paio di “personas”: il piccolo commerciante o lavoratore autonomo schiacciato dalle tasse e preoccupato per la sicurezza della sua attività e della sua famiglia; Il cittadino tradizionalista e conservatore, disilluso dalla giustizia ordinaria. La curva di crescita dei follower ha registrato tre picchi: nell’aprile 2021 (il fatto di sangue), con la riduzione della pena in Appello a dicembre e durante la settimana della sentenza definitiva (luglio 2026), quando l’engagement, spinto da commenti molto polarizzati, ha toccato livelli da influencer politico.
La comunicazione online di Roggero non può essere separata dalle sue apparizioni televisive, concentrate nei talk-show di Rete 4. In questo quadro, i social fungono da amplificatore: lo spezzone TV è ogni volta rieditato, privato del contraddittorio e riproposto online per validare la coerenza narrativa dell’uomo qualunque indifeso (segue qui sotto)
Ecco il link all’articolo online https://www.quotidiano.net/cronaca/gioielliere-mario-roggero-brand-politico-mediatico-uomo-indifeso-pc1efhav
Il 19 luglio del 2001 ricordavo facesse un gran caldo, alla manifestazione per i migranti.
La massima quel giorno è stata di 25 gradi, con il 69% di umidità. Oggi , in piazza Alimonda, 25 anni dopo, ce ne sono 31, di gradi (solo 61% di umidità).
Siamo circa due miliardi in più da allora, ma sempre uno di meno.
Leggo che un professore di greco del Liceo classico Vivona di Roma è finito sotto inchiesta per aver scritto ai suoi studenti, ormai diplomati, di non dimenticare Gaza e di restare umani.
Non è il primo caso.
Il 23 ottobre 2025, durante l’occupazione del Liceo Tasso per Gaza, entrai nella scuola su invito degli studenti. Un professore di matematica finì sotto inchiesta, accusato di avermi fatto entrare. In realtà lo avevo conosciuto a piazza Testaccio soltanto la sera prima ed ero stato io a dirgli che sarei andato al Tasso. Ho testimoniato raccontando esattamente come erano andate le cose. Ma la verità non bastava: il mio nome era già diventato un problema.
Il 12 novembre 2025 ero stato invitato dagli studenti a parlare anche al Vivona. All’ultimo momento mi dissero di non andare. Pensai a un problema organizzativo. Qualche dubbio mi rimase.
Oggi quel dubbio ha un nome.
Prima il Tasso, poi il Vivona. Prima si colpisce un professore perché una voce scomoda entra in una scuola. Poi se ne colpisce un altro perché chiede ai suoi studenti di non dimenticare Gaza.
Mentre Gaza viene distrutta, in Italia si sorvegliano i professori che la nominano. Non chi arma Israele. Non chi lo protegge. Non chi giustifica il massacro.
I professori.
Questo non è zelo amministrativo. È disciplina politica. È il tentativo di insegnare alla scuola che esistono verità da non pronunciare, nomi da non invitare, popoli che si possono massacrare purché nessuno disturbi il silenzio.
Era già accaduto. Avevamo detto: mai più.
Hanno ricominciato dalla scuola.
Abbasso la scuola dei Balilla.
Vincenzo J. Fullone
comunque i fasciati che difendono gli ebrei israeliani a prescindere, pur di scodinzolare al nuovo padrone (ieri volevano lo sterminio con hitler, oggi il diritto a sterminare con trump) è davvero una ironia atroce della storia
speriamo moiano gonfi
The Eclipse of the Sun in Venice, July 6, 1842, by Ippolito Caffi
Mission: Impossible
(Brian De Palma, 1996)
Grazie a 0zen_