Trono
Si nasconde dai molti occhi della creatura vivente sotto le coperte. Reiner le chiede se è ancora a letto, che oramai è tardi, le dice che sta uscendo. Reiner sembra arrabbiato, stamattina. Esce irritato da camera sua anche se vorrebbe fermarlo, chiedergli di restare, che oggi ha bisogno di lui, invece si copre le orecchie col cuscino per non sentire il rumore viscido di carne smossa, per soffocare i sussurri allusivi che le raccontano tutti i suoi peccati e che le suggeriscono quelli futuri, che le dicono che i suoi sogni, come la sua vita, non hanno alcun significato. Non avere paura, ha una voce metallica la creatura vivente, come se le parlasse sott’acqua, ma lei sta tremando, ha paura di bagnare il letto come faceva da piccola. Papà quando lo scopriva al mattino gliene dava di santa ragione, quindi succedeva anche la volta dopo. E quella dopo ancora. Tutto perchè non si metteva certo a controllare che non ci fossero mostri sotto al letto, papà.
Smette di respirare, rimane sotto le coperte e decide che può rimanere lì per tutto il giorno, può stringere i denti e quella può diventare la sua personalissima battaglia. Sarebbe più facile, però, con solo un po’ di polvere di perla dalla sua parte. Quando lentamente, per non farsi vedere, lascia scivolare fuori dalle coperte il braccio per allungare la mano verso il cassetto in cui la nasconde, cercandone il pomello a tentoni, senza nemmeno vedere, sente l’aria pungente del mattino pizzicarle il polso e farle venire la pelle d’oca sul braccio. Viene interrotta, proprio mentre lo apre, dal suono lontano ma distinto di qualcuno che bussa al portone di casa sua, e poi una voce conosciuta che la chiama.
Quando finalmente si risolve ad uscire dalle coperte e a poggiare i piedi nudi sul pavimento freddo, sa che la creatura vivente è ancora lì, ne sente i mille occhi sulla nuca, ma si muove comunque verso il balcone scegliendo deliberatamente di non guardarla mai, nemmeno attraverso lo specchio, altrimenti potrebbe impazzire.
- Non avere paura. Le dice la creatura vivente, con quella sua voce metallica, i suoi mille occhi, il suo corpo fatto di carne che ruota e si contorce.








