Expongo la mia idea
Mike Driver

shark vs the universe

ellievsbear
taylor price
Monterey Bay Aquarium
he wasn't even looking at me and he found me

Love Begins
RMH
KIROKAZE
Stranger Things
Xuebing Du
Three Goblin Art
Alisa U Zemlji Chuda

JBB: An Artblog!
d e v o n

PR's Tumblrdome

★
noise dept.
No title available
h
seen from United States
seen from France

seen from United States

seen from France

seen from United States

seen from Türkiye

seen from Colombia
seen from United States
seen from Australia
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from Malaysia

seen from Türkiye

seen from Malaysia
seen from Germany
@pedoniluca
Expongo la mia idea
Terzo Stato. #villaverucchio #vigne
Road to Maioletto
sabato 21 giugno 2014
Camminando tra i paesaggi del vino a San Clemente
La sera e la notte del 21 giugno, solstizio d’estate, andremo camminando per tappe tra le colline e le vigne di San Clemente, alla scoperta dei vini e delle cantine per degustare gli straordinari prodotti che hanno fatto meritare a questo borgo dell’entroterra riminese la definizione di ‘Città del vino’. Passeggiando dal tramonto tra gialli campi di grano, odorosi campi di cipolle e di coriandolo, scopriremo un paesaggio dolce disegnato dalle colture, che il lavoro costante dei contadini ha reso un giardino variopinto, ricco di forme e profumi. Durante la serata effettueremo tappa presso le aziende vitivinicole del Galavotto e di Ottaviani, ove per chi lo desidera sarà possibile degustare vino locale e cena.
Settembre è un mese inquieto, più fitto di buoni propositi che la notte di San Silvestro. A mezzogiorno ti sorprende il caldo, ma la sera, prima di dormire, chiudi le finestre, per paura che l’autunno venga d’improvviso e ti trovi avvolto in un panno leggero. La decima estate del Terzo Millennio sembrò finire in anticipo, con un martedì piovoso e le scuole riaperte, ma nel fine settimana c’era di nuovo il sole, e Gerolamo portò i bimbi a caccia d’impronte sui sentieri fangosi del Parco della Chiusa. Avevano comprato un libro per cercatori di tracce e dopo aver catalogato dieci cani, tre cavalli, un cinghiale e due formiche, fu seguendo le peste di un capriolo che si ritrovarono alla passerella sul fiume Reno, un luogo dove Gerolamo non arrivava da anni, perché Dario e Lucia volevano sempre fermarsi prima, nei grandi prati da corse più vicini all’entrata. Era la passerella una sorta di finis terrae, colonne d’Ercole in acciaio e bulloni che segnavano la fine del parco e l’inizio della Barlaita, un bosco fitto di umidità e di zanzare tigri. Le famiglie in passeggiata percorrevano il ponte per metà, si affacciavano sull’acqua color caffellatte e poi tornavano indietro, mentre i ciclisti da fango pedalavano fino all’altra sponda, alla strada di servizio delle cave Sapaba, e poi di lì a Casalecchio e magari a Bologna, per farsi una doccia prima del pranzo con i suoceri. Passando sotto la struttura, invece, ci si addentrava nella giungla, sempre che la golena fosse all’asciutto, lungo un sentiero disegnato da bici e piedi ardimentosi. Più di questo Gerolamo non sapeva, non si era mai spinto oltre quel confine, mentre i bimbi già lo superavano di slancio, cercando nella melma il segno degli zoccoli. Il babbo li richiamò: se si bagnavano i piedi, lo attendevano i rimproveri di Lara per aver portato i pargoli in un posto “poco adatto”. Tornarono indietro di malavoglia e Dario si consolò indicando un rettangolo bianco e rosso sulla spalla del ponticello. La caccia ai segnavia del Cai era sempre aperta e questo aveva pure una scritta sulla banda centrale. Lucia lesse lo stampatello una sillaba per volta e compose il nome “Firenze”. «Ci vai a piedi alla riunione di domani?» domandò al padre con gli occhi sgranati. Gerolamo rise e rispose che no, aveva già comprato il biglietto del treno. Poi guardò il sentiero e immaginò una sequela ininterrotta di segni bianchi e rossi, come la strada di mattoni gialli che porta Dorothy nel regno di Oz. Tra Bologna e Firenze correvano talmente tante strade e ferrovie, che solo un percorso magico poteva aggirare autotreni ed Eurostar, e condurre il camminatore sano e salvo alla meta.
Il Sentiero degli Dei (Wu Ming 2)
Questa è musica per bambini, se capite di chi si sta parlando, vincete dello zucchero filato. "Tira una carriola di carriole, piene di ogni cosa che si vuole, solamente lui la vede vuota, perché il mondo è la sua ruota (guardalo negli occhi). Negli occhi chiari, pupille brune, la testa vuota come oasi di fiume, in calde lune di desideri e di fortune. Tira una carriola di carriole, piena di ogni cosa che si vuole, ma che non si potrà mai avere per un calcio nel sedere (e la dannazione). Negli occhi chiari, pupille brune, la testa vuota come oasi di fiume, in calde lune di desideri e di fortune. Negli occhi chiari, pupille brune, la testa vuota come oasi di fiume, in calde lune di desideri e di fortune. Tira una carriola di carriole, la consegnerà in cambio del sole, la vorranno il povero e l'abbiente, perché dentro non c'è niente (tranne altre carriole). Negli occhi chiari, pupille brune, la testa vuota come oasi di fiume, in calde lune di desideri e di fortune. Negli occhi chiari, pupille brune, la testa vuota come oasi di fiume, in calde lune di desideri e di fortune".
No panic
Stop motion of ocean creatures made from man-made objects. (via)
The Deep by PES
…
Facebook | Google + | Twitter
“Superheroes – Past / Present” Posters by Khoa Ho
Wow
Assetto Sammarinese
Sono Ben, risolvo problemi
Old Kitty School
Mangiate frutta
Skull of Water