E’ da tempo che non scrivo più ormai, qualcuno potrebbe pensare perchè sono stata bene in quest’ultimo periodo, o magari semplicemente nessuno lo pensa. In effetti nessuno tra chi legge mi conosce per cui nessuno potrebbe preoccuparsene, non sono così importante, nessuno di noi lo è se non per le persone che ci stanno accanto. L’ultimo periodo non è stato dei migliori, ma nemmeno dei peggiori, so che non mi è stato chiesto, ma non è questo di cui voglio parlare stasera. Diciamo che ultimamente alcuni problemi si sono un po’ risolti, pur essendo stati sostituiti da altri ma sono sopportabili, non li definirei problemi perché sono cose di quotidianità che tutti almeno una volta nella vita vivono. Mi sono resa conto che scappando dai problemi ho finito solo col perdere la mia essenza, ciò che differenzia una persona da un’altra, dimenticando i miei valori per gli altri ma soprattutto dimenticando chi sono e cosa voglio. Oggi sono qua per fare un appello a tutti coloro che soffrono, che hanno un qualsiasi problema o più di uno. Voglio raccontarvi brevemente di me. Non c’è effettivamente molto da sapere, ma come chiunque nella mia adolescenza sto passando un momento un po’ così, in particolare perché sono lunatica a livelli elevati, davvero. Sono cresciuta senza l’affetto di mio padre, ne ho sofferto molto, chiedendomi sempre se mi abbia mai voluto davvero bene, chiedendomi il perché della sua scarsa presenza nonché scarso interesse nei miei confronti piuttosto che verso chiunque altro, cosa che invece non ho mai provato con mia madre, una donna forte, splendida, ogni tanto lo dimentico, non mi confido mai con lei nè tanto meno le dico il bene che le voglio, tengo tutto per me, cosa che in realtà è sbagliata dal momento che è stata proprio questa la causa dei miei attacchi di panico, i quali oggi giorno sono sempre più frequenti in noi ragazzi. Potreste dirmi che sono stupida a tenere le cose per me, ma alcune situazioni mi hanno portato a farlo, il punto è che non mi fido, non so se credere a mia madre o mio padre, sono entrambi parti di me ma con visioni differenti. Ho scelto di essere neutra riguardo ciò che è successo tra loro, ma non riguardo il rapporto con mio padre, penso che uno dei miei genitori avendo visioni diverse crede alla propria versione dei fatti che non sto qui a raccontare. Ecco perché preferisco tenere le cose per me, inoltre non voglio aggiungere loro altri pensieri, non posso dar loro ogni colpa, ho imparato a gestire la cosa ormai, in particolare grazie all’appoggio delle persone che mi sono state vicine. Ma il problema si pone quando si da troppa fiducia a qualcuno che prima ti tira su, ma poi ti butta del tutto giù e inoltre calpesta la tua dignità, pur conoscendo il tuo stato d’animo. Come ho superato questo? Beh non l’ho ancora fatto del tutto, non è semplice darsi pace se non si hanno delle risposte, ma col tempo si capisce che forse non c’è mai stato bisogno di avere delle risposte, perché ognuno di noi ha un cervello che rielabora le situazioni diversamente rispetto ad altri, ecco perché si matura attraverso delle esperienze. Per tutto il tempo ho preferito tenermi occupata scappando dai miei stessi pensieri, scappando da me stessa. Inizialmente è stato un bene, ma dopo un po’ di tempo mi sono persa, non mi riconoscevo, non mi riconosco tutt’ora. Pensavo fosse a causa di quel qualcuno che mi aveva buttata giù ma una persona, qualche sera fa, mi ha fatto notare che in realtà non ero realmente innamorata di questo qualcuno, ma mi ero solo aggrappata al fatto che fosse lì con me in quel momento portandomi a credere che fosse tutto ciò per cui valeva la pena vivere. Beh non è così. È proprio qui che volevo arrivare. Ognuno di noi ha un proprio pensiero, una propria visione per situazioni diverse e la maggior parte di noi crede che sia finito il mondo ma in realtà non è così, è solo un pensiero passeggero. Col tempo ci si accorge che si riesce a vivere comunque, a discapito di avvenimenti passati. Vale davvero la pena rovinarsi la vita per una rosa piena di spine?