Fine art spoon
todays bird
Sweet Seals For You, Always
art blog(derogatory)
official daine visual archive
The Bowery Presents
cherry valley forever
Show & Tell
TVSTRANGERTHINGS

shark vs the universe
taylor price
𓃗
Cosimo Galluzzi
Today's Document
noise dept.
Mike Driver

JVL

tannertan36
$LAYYYTER
we're not kids anymore.
almost home
seen from United States
seen from United States
seen from Malaysia
seen from Malaysia
seen from Singapore
seen from United Kingdom
seen from Netherlands
seen from Germany
seen from Netherlands
seen from Germany
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from United States
seen from United States

seen from Malaysia

seen from United States

seen from Germany
seen from United States
seen from United States
seen from United States
@poesiabarbara
Fine art spoon
norcia-abitanti-in-strada-dopo-il-sisma
Non si molla. Ci rialzeremo <3
Maison Carrée - the only completely preserved temple of the ancient roman world. Built in year 16 AD, Nîmes, France
Lemon Fettuccine with Pecorino Romano
In principio fu il Fanciullino pascoliano: la poetica delle piccole cose che svela la verità del mondo, il cuore della poesia ricondotto alla capacità di un animo non sovrastrutturato di entrare in contatto con la natura profonda delle cose, di coglierne il senso nelle manifestazioni più semplici e poi esprimerlo attraverso un linguaggio conforme a questo intimo sentire primordiale. Un linguaggio pregrammaticale, di cui l’onomatopea è parte integrante: i suoni come comunicazione vitale, priva di mediazioni, della realtà che ci circonda.[...]
Dope…Roman Statue, Loggia dei Lanzi, Florence - Italy
A GIF version of the staircase projection I made for the Loop Dreams show last weekend. I took a short video of the real thing which I should be posting later tonight.
paralipòmeni s. m. pl. [dal lat. tardo paralipomĕna, adattam. del gr. παραλειπόμενα, neutro pl. del part. pres. passivo di παραλείπω «tralasciare»]. – 1. Propr., cose tralasciate, cose omesse. La parola, usata assai raram. come nome comune, è il titolo attribuito, nella versione greca dei Settanta, a due libri dell’Antico Testamento (le Cronache del testo ebraico), probabilmente perché integrano o comunque confermano fatti e vicende narrati nei precedenti libri di Samuele e dei Re, relativi allo stesso periodo della monarchia israelitica. 2. Per estens., opera o scritto che sia, o si immagini che sia, la continuazione, il completamento di altre opere o scritti; quasi esclusivam. come titolo: per es., i Paralipomeni della Batracomiomachia (v.) di G. Leopardi.
[...] Del tutto diverso è un altro uso di ovvero, dal Grande Dizionario Italiano dell'Uso di De Mauro (Torino, UTET, 1999-2000) addirittura dato come quello principale: l'uso esplicativo, dichiarativo o anche correttivo. I termini, in questo caso, non si escludono più ma si precisano, si chiariscono o si ridefiniscono. Ovvero condivide questa funzione con o, mentre oppure mi sembra poco usato in questo senso. "Oggi o domani" sono due giorni diversi, che si escludono; in "domenica, o/ ovvero il giorno del signore", si tratta dello stesso giorno, presentato con una circonlocuzione alternativa. È questo il significato che incontriamo nel titolo del noto romanzo del 1759 di Voltaire (e su questa falsariga anche Sciascia: Candido/ ovvero/ Un sogno fatto in Sicilia, 1977), o nella didascalia "loligine, overo calamaro" (P.M. Matthioli, 1568, cit. in «La Crusca per Voi», 26). Si tratta pur sempre di una scelta fra due termini, poiché non sparisce il valore disgiuntivo, ma i due elementi si riferiscono alla stessa realtà. De Mauro dà come esempio: "mia zia, ovvero la sorella di mia madre, viene a trovarci". Sinonimi per quest'uso sono: cioè, ossia, o piuttosto, e o meglio. Nel seguente brano, un po' sorprendente, ovvero apre una frase e vale cioè, in altre parole, vale a dire: "Hanno avuto la bella idea di regalare un volume di oltre ottocento pagine con il quotidiano. A parte gli ovvi problemi di magazzinaggio e trasporto, la questione è che non riusciamo a capire ormai qual è la pubblicazione che acquistiamo e quale l'allegato. Ovvero, compro Repubblica perché mi interessa leggere il giornale, oppure per l'oggetto che mi viene gentilmente omaggiato, a patto che poi, naturalmente a mie spese, completi la serie?" («Sottovoce», 6 settembre 2003). Il primo termine, che apparentemente manca, è costituito dall'intera frase precedente, mentre l'oppure interno struttura la scelta fra i due motivi per comprare il giornale: il piacere della lettura e l'omaggio incluso. Più ricercata per introdurre una parafrasi è la congiunzione ovverosia (in disuso ovvero sia e o vero sia). Sul sito internet del dipartimento di ingegneria elettronica dell'Università di Firenze (Telematic Lab) si può leggere, fra i protocolli di sicurezza, che "Questo certificato deve essere «firmato», ovverosia deve contenere una firma elettronica di un ente che garantisca che il certificato in questione sia valido e corrispondente ai dati in esso riportati".La differenza fra i due usi di ovvero è prevalentemente semantica e quindi contestuale, gli indizi sintattici sono pochi. Fornaciari notava giustamente che "in senso di dichiarazione o correzione la congiunzione non si suole porre davanti al primo concetto, ma solo ai seguenti" (p. 285). Si potrebbe aggiungere la presenza frequente della virgola per separare la congiunzione dal termine precedente, ma l'uso certamente non è generale: negli esempi dati dallo stesso Fornaciari manca più volte e con un secondo termine breve non sempre si mette.
disdòro s. m. [dallo spagn. desdoro, der. di desdorar, propr. «togliere la doratura»], letter. – Disonore, vergogna, infamia: sia detto a suo disdoro; era ritenuto il disdoro della sua casata.
https://www.facebook.com/Commenti-Memorabili-1487220384886016/
Gold finger-ring with open-work decoration. Inscribed: “Take it, sweet one, for many years.”
Roman, 2nd - 3rd century A.D.