Non sono mai stata la tipica ragazza del sud, quella che inneggia alla sua terra, alle tradizioni, alle sue origini, quella che ama il sole, il mare, il parlare a voce alta e il gesticolare per farsi vedere e sentire (nonostante mi sia stato fatto notare che faccio entrambi, eccome). Non ho mai amato il caldo, i semafori rossi che a volte è come se fossero verdi, la “controra” e il dialetto. Eppure lo rispetto.
Non ho vissuto bene grande parte della mia vita al sud, ma non è colpa della terra, è colpa mia e delle circostanze. Ho avuto a che fare con stereotipi che ho considerato sempre veri, almeno in parte, a volte grossa e a altre minima. Eppure, da che vivo al nord vedo gli stereotipi opposti messi in pratica. Il mondo è paese, quant’è vero. Però, i terroni son disprezzati, i polentoni meno. Perché? Perché è così, sempre lo è stato e sempre lo sarà.
Si parla adesso di una notizia piuttosto futile e di poca rilevanza: pare che la Crusca voglia ammettere espressioni come “uscire il cane”, quindi far passare l’intransitivo come transitivo, che al sud è legge più che optional. Che sia vero o no, che sia una fake news o lercio o altro, si sono scatenati insulti verso il sud, verso le espressioni insite nella cultura meridionale, verso abitudini considerate gravi tanto che, secondo alcuni, chi vorrebbe anche solo contemplarle come ammissibili dovrebbe “essere sparato”, cito testualmente. O altre perle del tipo “hanno rinunciato a insegnare ai terroni a parlare italiano”, “prima o poi si uscirà qualsiasi cosa”. A tutti questi gentiluomini e gentildonne direi che la loro opinione nazista è gradita quanto un dito nel sedere, o quanto “la Martina” e “la Federica”, “figa” e “pota”, “zio” e “tac”. A ciascuno il suo. E così come personalmente mi piace ogni tanto aggiungere il determinativo davanti ai nomi, o rendere più aperte le vocali, o dire “che du cojoni”, allo stesso modo voglio essere libera di “ritirarmi” la sera a casa, “salire” l’olio, “uscire” le chiavi, fare i “servizi”, dire “chi t’è muort” o “agguent”, o “sciammanin” (chiedo venia per come scrivo in dialetto, amicy pugliesi).
Amo i panzerotti come il tiramisù e la pizza come il sushi, la cotoletta e pasta e cozze. C’è nord e sud in tutto e tutti noi. Mi fa tristezza e rabbia leggere su internet ancora di questi insulti ormai decrepiti. Suvvia.
USCITELA un po’ di decenza, no?
Lettera di una ragazza del sud trapiantata al nord,