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@promeda
Oggi non voglio parlare solo della maleducazione di chi continua ad abbandonare rifiuti in via Trento, all’angolo con via Zara. Tra questi,
Oggi nessuna lamentela per la scarsa educazione dei nostri concittadini — e dei tanti che, presumibilmente, arrivano perfino da Cabiate, visto che le auto che abbandonano rifiuti in questa zona sono targate CO — e lasciano i rifiuti in via Trento, angolo via Zara.
Oggi, invece, un encomio va ai dipendenti di Econord che quotidianamente, tra improperi e arrabbiature, malgrado tutto continuano a pulire la nostra area.
Il cestino è crollato perché la base è marcita. Essendo un cestino da rifiuti di passaggio, non si aspettava certo di dover sopportare buste e borse, perfino con il logo dei supermercati, appese ai suoi sostegni. Anche lui, forse complice il caldo 😊, alla fine ha ceduto.
È però imbarazzante vedere l’inventiva di certi italiani che, anche quando trovano un cestino a terra, si affrettano comunque ad abbandonarvi i rifiuti.
Certo, non saranno loro a pulire. Se fossero chiamati a lavorare per tenere in ordine, sarebbero probabilmente i primi a chiedere il rispetto del decoro e delle regole.
Ma costoro sanno di essere tra i primi responsabili dell’aumento dei costi di smaltimento dei rifiuti.
Ps - Ho provveduto a presentare denuncia ai Carabinieri per abbandono di rifiuti, ma in altra provincia, così rimamarrà traccia perchè i Carabinieri di Como dovranno trasmettere denuncia la comando di competenza per il tramite del Comando Legione.
ilfedozzo
Sole omofobo!! #fedozzo
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Matteo Brandi
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Mense: integrazione o imposizione?
Giusto per dire
Ripartire dal territorio: questo vuole fare Pro Italia. L'apertura della sede romana è l'occasione per rimarcare i nostri punti fermi, la nostra visione e la nostra volontà di confrontarci con tutte le realtà coraggiose. L'idea di uno Stato umile, di una vita finalmente con un senso, fuori dalle imposizioni assurde a cui siamo sottoposti.
Intervento del presidente di Pro Italia, Matteo Brandi.
È INIZIATO IL MONDIALE 🇺🇸 - Parodia
🤣🤣🤣🤣
La gestione dei beni comuni, come il sistema dei trasporti, mette in luce le criticità di un’amministrazione spesso orientata più da logiche
Non si comprende la scelta di realizzare, in una zona già caratterizzata da una cronica carenza di parcheggi, un impianto di ricarica elettrica ad altissima potenza da 300 kW, intervento che ha comportato la perdita di circa dieci posti auto. Sarebbe stato auspicabile adottare una soluzione meno invasiva, prendendo ad esempio quanto realizzato a Cabiate, dove è disponibile un’ampia offerta di gestori di ricarica — ne abbiamo contati fino a cinque — con conseguenti diverse possibilità di scelta in termini di tariffe e contenimento dei costi per gli utenti. Nello stesso contesto sono presenti numerose colonnine, più di dieci, sia slow sia fast, con potenze fino a 60 kW. La realizzazione di due sole colonnine fast avrebbe probabilmente consentito di ridurre l’impatto acustico dell’impianto e di limitare la perdita di posti auto ai soli stalli destinati ai veicoli in ricarica.
Di fronte a una scelta così invasiva, la domanda sorge spontanea: cui prodest?
Mauro Delendi, classe 1955, in qualità di sindaco di Martignacco (UD), ha imposto con un’ordinanza il divieto di giocare a pallone nei parchi attrezzati per i bambini.
Fateci caso: la generazione che negli anni ‘70 urlava in piazza “VIETATO VIETARE” è la stessa che ha fatto del “VIETATO DIVERTIRSI” il principio fondativo della Repubblica italiana.
P.S. Ovviamente nei suddetti parchi si può tranquillamente continuare a spacciare. Basta non essere italiani.
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