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@pulcioz
È amore?
La follia cieca del dolore.
Lo strazio.
Leggo delle urla di Achille e un urlo lontano risuona nella mia testa. Lo stesso strazio. Lo stesso dolore. La stessa perdita dell’amore di una vita.
Io assisto, empatica testimone del dolore altrui.
Soffro, lo sento, lo urlo, lo prendo. Ma non è mio, lo posso solo rubare dagli altri, l’amore.
un anno dopo
Non so di preciso cosa sia la magia, ma so che inizia sempre, quando non te ne vuoi più andare. Dai luoghi, dai pensieri, dalle persone.
Cesare Pavese
why do all the words sound heavier in my native language?
— @metamorphesque, Yoojin Grace Wuertz (Mother Tongue), Still Dancing: An Interview With Ilya Kaminsky (by Garth Greenwell), Jhumpa Lahiri (Translating Myself and Others), @lifeinpoetry
˗ˏˋ☕ˎˊ˗
Tutto questo esiste. E io ci esisto dentro.
Sembra che tutto si allinei.
Li vedo sfiorarsi e poi stringersi e abbracciarsi.
Guardarsi con la coda dell’occhio, cercarsi tra gli altri. Ogni parte del loro corpo è libera per l’altro, senza imbarazzi, anzi, con una sicurezza che mi lascia un sorriso.
Al tempo stesso, un vuoto grande. Dentro e fuori.
every day i wake up alone in my little creaky beloved bed and I look around with sleepy eyes and realize it’s a “remember, loneliness is still time spent with the world” kind of morning
È amore?
La follia cieca del dolore.
Lo strazio.
Leggo delle urla di Achille e un urlo lontano risuona nella mia testa. Lo stesso strazio. Lo stesso dolore. La stessa perdita dell’amore di una vita.
Io assisto, empatica testimone del dolore altrui.
Soffro, lo sento, lo urlo, lo prendo. Ma non è mio, lo posso solo rubare dagli altri, l’amore.
Madeleine Miller, “La canzone di Achille”
““A volte mi capita di voler tornare indietro. Di sfogliare vecchi diari, o biglietti del cinema, scontrini; rileggere vecchie conversazioni. Ci sono due possibili reazioni: scoppiare a ridere, o scoppiare a piangere. Ridere. Ripensando a un episodio divertente o qualche figuraccia. O piangere. Piangere, perché alla mancanza di qualcuno, non ci si abitua mai.””
—
❤️🩹
““Hei. Mi manchi. Mi manchi tantissimo nonna! Mi manchi nella quotidianità. Nel preparare ogni giorno la tavola, nello scegliere i programmi in tv. Mi manchi quando vedo il posto che di solito occupavi tristemente vuoto. Qualche volta risento la tua voce, la tua risata. Allora, con le lacrime agli occhi, mi siedo. E ripenso a te. A quando da piccola ti chiedevo di raccontarmi una storia e tu mi recitavi quella filastrocca. A quando mi infilavo nel tuo letto e mi raccontavi di come tu e il nonno vi eravate conosciuti. A quando vedevamo Walker insieme, io dovevo andare a dormire e ti dicevo ” domani mi racconti come finisce" A quanto sono cresciuta. E a quanto tu c'eri sempre. Quando mi davi ragione, e mi difendevi. Quando ti parlavo e tu mi rispondevi ridendo. All'ultima volta che ti ho vista. Che ho visto quella risata. Che ti ho abbracciata. La paura di perderti. E il giorno dopo non c'eri più. Avevi quel sorriso accennato sulle labbra, mentre eri distesa tra tutte quelle rose. E io mi ripetevo “ ha superato le fasi più critiche della malattia, e se ne è andata nel momento in cui stava meglio”. Sei la persone più forte che io abbia mai conosciuto. Hai lottato. E ce l'hai sempre fatta. Per te, per nonno, per noi. So che ci sei. Che sei qui, con me, sempre. Ma mi manchi. Come l'aria. Stammi sempre accanto nonna. Ti voglio bene.“ -Veronica”
—
Quasi non le ricordo più queste cose.. ma ho trovato nuovi modi di ritrovarti. Adesso che siete insieme non litigate troppo e vegliate su di noi. Vi porto sempre accanto
Non so più che mi succede. L'ansia e la stanchezza mi possiedono, il nervosismo mi pervade. Ultimamente non so che mi stia capitando. Sono io il problema o sono loro? Me lo domando, perché ultimamente mi offendo, rimango male per tutto: un messaggio senza risposta, la mia compagna di banco che mi zittisce mentre le parlo, la mia migliore amica che non si rende conto di quanto sia importante per me, io che ci rimango male quando sono l'unica a non essere invitata. Il peso. L'extra. Non ne posso più. Sono in ogni momento sull'orlo delle lacrime. Ed è brutto, ogni giorno peggiore del precedente e tutti che lentamente si allontanano da me; lo ripeto quindi: sono io il problema o sono loro?
Non sei tu. Non sei mai stata tu. Lo capirai. Le persone giuste ti aiuteranno a capirlo, promesso.
Un’altro capitolo di questo magico libro.
Un apostrofo di troppo. Una voce da bambina che non riconosco come la mia. Intonazioni sbagliate, vocali troppi aperte, dizione terribile, descrizione del libro discutibile.
Eppure, leggo ancora i capitoli dei libri ad alta voce registrandomi, solo per il piacere di farlo. Eppure, ricordo perfettamente a memoria ogni parola di queste pagine. Ricordo cosa significarono per me, quanto mi ci ritrovavo. In inglese imparare a memoria si dice learn by heart, e credo che il mio cuore abbia registrato queste parole e siano ancora li.
Ma con più consapevolezza, e anni di studio di dizione alle spalle.
Sei bella cazzo, sei bella! Hai quel viso, sempre sorridente, le lentiggini, quegli occhi castani, e quei capelli, che tanto odi, che vuoi cambiare in ogni modo, anche quelli sono parte di te, e ti rendono bellissima; i difetti? Ma i difetti ce li hanno tutti, chi in un verso chi in un altro. C’è chi ha la pancia, chi ha le cosce troppo grandi, chi il cervello troppo piccolo e chi, nella propria mentalità ristretta, crede di essere perfetto. Ma alla fine tutti, tutti hanno qualcosa che non va e tu, tu cazzo, non devi vergognarti, tu devi aprirti al mondo, non devi sempre stare indietro, avere paura di parlare, avere paura di dire quello che pensi, avere paura. BASTA! A che serve tutto questo? Trova il modo di piacerti, perché sei bella così, così come sei.
-pulcioz-
Avevo 15 anni
““Gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d'averne sparse tante; c'era in quel dolore un non so che di pacato e profondo, che attestava un'anima tutta consapevole e presente a sentirlo.””
— -Alessandro Manzoni, I promessi sposi
Sempre stata la tipa che sottolinea le frasi nei libri, anche quelli da cui non te lo aspetti.
Poi ti guardi indietro e pensi “che capolavoro”
““Io che con tutti i passi avanti che ho fatto, ormai ti ho superato.””
— -pulcioz