Aleksandr Vasilevič Suvorov
(1729 - 1800)
Mastro di milizia
Che del lottar sapeva tutte l’arti
Generalissimo delle forze terrestri e navali della Russia, Maresciallo di Campo degli eserciti dell'Austria e Sardegna, Principe d’Italia, Conte del Sacro Romano Impero
Fu uno de’ più nobili, e de’ più magnifici Signori per titolo d’onore e di autorità
Principe Capitan nella guerra dei Sette anni, si distinse nel conflitto russo-polacco e poscia contro i Turchi, anco annientò le truppe di Pugacev sugli Urali. Governator di Crimea, nella guerra russo – ottomana riportò brillanti vittorie, in supremo grado di comando
Esperto di ingegneria bellica, guerra d’assedio, artiglierie e fortificazioni
Definito il più grande comandante militare di tutti i tempi
I più sottili, notarono in lui un frastaglio di finimento bizzarro:
Andava a letto con una busta di acqua fredda in testa
Si svegliava ogni due ore e se la versava in testa al grido di
KU-KA-RI-KU
Incontrava gli ospiti illustri in mutande
Cavalcava in pantofole
Era terrorizzato dal giuoco del Tennis
Amava percorrere il Palazzo d’Inverno saltando su un solo piede
Portava all’occhiello una foglia di lattuga
Dava gli ordini in rima
Durante le missioni belliche era solito anticipare il levar del sole, mettendosi al centro dell'accampamento sul proprio cavallo, in camicia da notte, imitando il canto del gallo
Spesso prendeva due servi a caso e li sposava tra di loro
Uomo grande oltre il natural uso
Sempre dai suoi armigeri ottenne riguardo, perfetta fede e passion d’animo
In prim’ordine sul fronte di battaglia, per fermezza sua invincibile, non venne mai sconfitto
E ancora fa menzion, la sua leggenda
Per dignitade d’onoranza fu:
Insignito dell'Ordine di Sant'Andrea, Ordine di San Giorgio il Trionfante di Prima Classe, Ordine di San Vladimiro, di Sant'Aleksandr Nevskij, di Sant'Anna, Gran Croce dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, Ordine militare di Maria Teresa, dell'Aquila Nera, dell'Aquila rossa, Menzione Pour le Mérite, Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro), di San Gubert, la Leonessa d'Oro, Ordine della Carmelitana Vergine Maria e San Lazzaro, dell'Aquila Bianca, di San Stanislao
E DICO POCO
Morì di crepacuore perché lo Zar Paolo I non era contento di lui
(ingrato e fuor del giusto)
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Signore invitto, acuto e fiero
Nel viso di luce mirabile, tanto splende la bontà
e Cavalleria
che in Te regnò
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Titolo di maggioranza, e riverenza

















