ho solo un po’ di timore

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@raccontiacapo
ho solo un po’ di timore
Ma c'è che ti ritrovo in ogni dove,
Vorrei fingere che non sia dolore,
Respiro, sì, però respiro male,
Rimani tra il pensiero e le parole
E allora, benché fossero le dieci del mattino, cominciai a bere. Il vino accarezzava la mia gola e dava calore al mio corpo, sostituendosi prepotentemente alle tue mani. Le giornate erano interminabili, infinite, faticose. Il silenzio mi avvolgeva e, nonostante il sole fosse alto nel cielo, non sentivo che freddo.
E ho il terrore del tuo letto, Che ci sia già dentro un altro, Che ti sia sceso l'effetto Della droga che ti davo io
E allora iniziai a scrivere, per mettere ordine nei miei pensieri. Ma l'ordine non riuscivo a trovarlo e non trovavo neanche i miei pensieri. Cercandoli finii per perdermi io e nel disordine della mia mente trovai solo te. Cercai di annegare il tuo ricordo, bevendo tutto il vino che mi entrava in corpo. Annegai io, e solo tu avresti potuto salvarmi. E poi quante parole sprecate, quanti sentimenti calpestati, quante lacrime ad allagare quelle notti infinite.
E ora tu sei lontano,
Così lontano,
Non riesco neanche a pensarti
mi esplode
il cuore,
i tuoi occhi
dinamite
la tua voce
tritolo
dove sei?
perso nel mondo
nella mia mente
ubriaco
dove sei?
ultima spiaggia
annego
affanno
infarto
ma dove sei?
bevo
piango
stanco
ubriaco
solo
rotto
strano
muoio
dove sei?
E ora tu sei lontano,
Così lontano,
Non riesco neanche a pensarti
Poi tutto finì, la magia si spense e la vita tornò quella monotona di un tempo. La sveglia alle 6:41 del mattino, l'odore della moka che annunciava per tutta casa che il caffè era pronto, il vapore dell'acqua calda della doccia che appannava lo specchio del bagno e non mi permetteva di vedere neanche che viso avessi. E forse era meglio così, perché tutte quelle gocce sulle mie guance non capivo se fossero lacrime o semplicemente l'acqua che cadeva giù dai miei capelli. L'umore mi ingannava. E in quel mondo appannato dal vapore o forse dalle lacrime, mentre il sole entrava dalla finestra cercando di illuminare il buio nel quale ero avvolto, pensai che più nessuno ricordava quella storia. Forse non la ricordavi più neanche tu. Ma io non potevo dimenticarla e non potevo dimenticare i giorni nei quali, incredibilmente, vedevo la luce nel buio. I tuoi occhi, il tuo sorriso, le tue mani, il tuo corpo. Sentirmi in un posto sicuro tra le tue braccia e pensare che al mondo, forse, a qualcun altro importava di me. Poi tutto finì, la magia si spense e la vita tornò quella monotona di un tempo. E mi trovai davanti a uno specchio a non capire se ad essere appannato fosse quello o i miei occhi pieni di lacrime.
E allora iniziai a scrivere, per mettere ordine nei miei pensieri. Ma l'ordine non riuscivo a trovarlo e non trovavo neanche i miei pensieri. Cercandoli finii per perdermi io e nel disordine della mia mente trovai solo te. Cercai di annegare il tuo ricordo, bevendo tutto il vino che mi entrava in corpo. Annegai io, e solo tu avresti potuto salvarmi. E poi quante parole sprecate, quanti sentimenti calpestati, quante lacrime ad allagare quelle notti infinite.
Sei bello come Kurt Cobain, Hai sogni così grandi che starebbero benissimo coi miei
I tuoi capelli ricci
Dentro i miei vestiti
Non li levo mai.
Ma cosa ti gridi?
Ma cosa mi dici?
Ma cosa mi fai?
Il tuo bacio era bello Perchè mi zittiva sempre
E ho il terrore del tuo letto, Che ci sia già dentro un altro, Che ti sia sceso l'effetto Della droga che ti davo io
Non serve incaricare il tempo a prendersene cura, Perché l'amore vero può durare pure un'ora, E quando sarò vecchio e toglierò via l'armatura, Sarei felice se per caso ti pensassi ancora
E vorrei chiamarti "amore mio", Dio, come vorrei cantarlo.. Come se non esistesse neanche una canzone E fossi il primo a farlo