cosa vuoi che ti dica? Complimenti. Mi devo proprio complimentare per la tua recita perfetta. Hai totalmente fatto vivere in un illusione, hai preso in giro, e hai giocato con i sentimenti e le ferite di una ragazza che ci teneva da morire a te, che ti considerava come un diamante che mai avrebbe abbandonato; e invece, sei tutto tranne un diamante.
Insomma, un applauso per aver trovato la mia ferita dolente originaria, fingendoti un angelo, e averla riproposta, solamente in maniera peggiore, dal momento che, per me, era impensabile che te fossi esattamente l'opposto di quello che mi hai mostrato, e che, in più, potesse qualcuno fare qualcosa del genere.
L'empatia, la comprensione, gli occhi sinceri iniziali, l'interesse, le lusinghe e i complimenti si sono trasformati nell'insensibilità più inimaginabile, in una inspiegabile cattiveria mascherata, in un egoismo e in un trattamento del silenzio devastante, buttandomi come se fossi spazzatura, come se fossi niente, esattamente quel niente che mi avevi detto, abbracciandomi, che non ero.
Con un battito di ciglia hai eliminato la mia esistenza dalla tua vita, dopo esserti presentato in modo perfetto, come tutto quello di cui avevo bisogno. Mi hai studiata, hai capito esattamente, in modo impressionante, come dovevi essere per farmi cadere ai tuoi piedi. La chimica che c'è stata sin dal primo sguardo, tra di noi, la connessione interiore travolgente che si percepiva pure dall'esterno, era solo un illusione. Eppure io ho vissuto realmente tutto questo, solamente che era una messa in scena. La maschera é caduta ed io mi sono innamorata di una persona che nemmeno esiste.
Mi sembra di essere stata in contatto con un fantasma, ripenso a quei momenti e mi sembri intangibile.
Hai detto che eri diverso dagli altri, ed avevi ragione. Sei molto peggio.
Mi hai distrutto il cuore, trattata come una pezza per i piedi, senza nemmeno il coraggio di dirmi che volevi chiudere con me; anzi, hai fatto talmente tanto bene il codardo, che mi hai riempito di altre bugie, in modo tale che tu fossi la vittima ed io dovessi provare comprensione per te. Io dovevo imbottigliare i miei sentimenti, fare finta di niente, non disturbarti con il dolore che mi hai causato, e tu rimanere confortevolmente a tuo agio, a distanza da me, a mettere sul piedistallo altre e altre persone.
La colpa la hai raggirata su di me, ho finito per scusarmi per aver solo provato a dirti come mi hai fatta sentire, senza accusarti peraltro. Sono stata sminuita, come se io e le mie emozioni non avessero valore; ed è finita con io che mi scuso per stare male per colpa tua, ma, ovviamente, quello che é apparso, e che mi hai fatto subdolamente credere, sono io che mi scuso per essere un peso per te, che non hai nessuna presa di responsabilità di niente. Tu sei stato sempre impeccabile, sono io quella fuori di testa. E sul divano stavi a guardare come mi struggevo per te, immagino anche con un sorriso, un senso di superiorità e sopraffazione.
Ma il peggio é che sapevi, esattamente, quanto ero fragile, e non hai esitato, perché non provi niente, non ti é mai importato nulla, se non di te stesso.
Sarei cambiata per te, avrei affrontato i miei mostri, solamente per te; mi hai detto che ci sarei dovuta arrivare alla maturità, che 6 mesi dopo io sarei dovuta essere ancora viva, e invece, sei stato proprio quello che mi stava per far ammazzare; non avevo mai voluto morire così tanto, e ancora ora sono in bilico; eppure mi avevi detto di dover vivere, e che tu ci saresti stato.
La mia testa non funziona più come prima, ti sei presentato come la salvezza e mi hai lasciata con l'anima in rovina. Mi hai succhiato l'anima.
Vorrei non averti mai conosciuto, perché ti amo ancora, ti aspetto ancora, ogni secondo della mia vita, anche se non so chi sei.