Padroni di niente, servi di nessuno
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Padroni di niente, servi di nessuno
A teatro a vedere IL CANTO INVISIBILE
Cinque vite di cui i giornali non parleranno mai, ma che per QUALCUNO sono sempre in prima pagina, come la storia di ognuno di noi... Da qui ci sembra di int...
Pregare La Legge Scout
1 LO SCOUT CONSIDERA SUO ONORE IL MERITARE FIDUCIA
Sir 44, 19-20
Il grande Abramo fu padre di molti popoli: niente ha mai oscurato la sua gloria. Egli ubbidì alla legge di Dio, l’Altissimo ed entrò in alleanza con lui. Nel suo corpo portò il segno dell’alleanza e restò fedele anche nel momento della prova.
Signore che hai detto: “Voi siete la città posta sul monte”, fa che io ami rettamente il l’onore mio e di tutti gli Scouts. Fammi preferire a qualunque ricchezza l’essere stimato degno di fiducia e aiutami a non tradire mai chi si fida di me. Che io non lo tradisca né apertamente né di nascosto, per essere dentro come tengo ad apparire fuori.
2 LO SCOUT E’ LEALE
Prv 12, 17-23
Se dici la verità fai trionfare la giustizia,
se testimoni il falso fai trionfare la bugia.
Le parole di un chiacchierone son colpi di spada,
i discorsi dei saggi son rimedi salutari.
Un uomo sincero vive in eterno,
un uomo bugiardo dura un istante.
Chi progetta il male raccoglie delusioni,
chi consiglia la pace avrà la gioia.
Per il giusto non ci sono malanni,
per i malvagi un sacco di guai.
Il Signore odia la lingua bugiarda,
vuole sincerità e coerenza.
Chi sa molte cose nasconde la sua scienza,
ma lo stupido predica a tutti la sua ignoranza.
Signore Gesù, tu sei la Verità che non inganna, la Fedeltà che non viene meno, fa che come te io sia verace e fedele: quello che affermo sia come lo penso e quel che ho promesso lo mantenga ad ogni costo. Chi mi crede non s’inganni, chi a me si appoggia non mi senta mancare.
3 LO SCOUT E’ SEMPRE PRONTO A SERVIRE IL PROSSIMO
Mt 20, 25-28
Ma Gesù li chiamò attorno a se e disse:
“Come voi sapete, i capi dei popoli comandano come duri padroni; le persone potenti fanno sentire con la forza il peso della loro autorità. Ma tra voi non deve essere così! Anzi, se uno tra voi vuole essere grande, si faccia servitore degli altri. Se uno vuole essere il primo, si faccia servo degli altri.
Perché anche il Figlio dell’uomo è venuto non per farsi servire, ma per servire e per dare la sua vita come riscatto per la liberazione degli uomini.”
Signore Gesù, che non hai voluto essere servito sulla terra, ma sei venuto per servire e salvare gli uomini, tieni lontano da me il pensiero di sfruttare il prossimo per il mio tornaconto. Fammi sentire l’umiliazione di pesare sugli altri e dammi l’ambizione di essere utile a tutti. Che io serva ai grandi senza viltà e serva ai piccoli senz’aria di superiorità. Fammi semplice e retto nel mio servizio, per non esaltarmi davanti alla riconoscenza, per non scoraggiarmi davanti all’ingratitudine.
4 LO SCOUT E’ AMICO DI TUTTI E FRATELLO DI OGNI ALTRO SCOUT (A QUALUNQUE PAESE, CLASSE SOCIALE O RELIGIONE ESSO APPARTENGA)
Gn 18, 1-8
Abramo abitava presso le querce di Mamre. Un giorno, nell’ora più calda, mentre stava seduto all’ingresso della sua tenda, gli apparve il Signore. Abramo alzò gli occhi e vide tre uomini in piedi, davanti a lui. Appena li vide dall’ingresso della tenda, subito corse loro incontro, si chinò a terra e disse:
Mio signore, ti prego, non andare oltre. Fermati! Sono qui per servirti. Vi farò subito portare dell’acqua per lavarvi i piedi. Intanto riposatevi sotto quest’albero. Poi vi darò qualcosa da mangiare. Dopo esservi ristorati, potrete continuare il vostro viaggio. Non dovete essere passati di qui inutilmente.
Va bene, - risposero, - fa’ come hai detto.
Abramo entrò di fretta nella tenda, da Sara-
Presto, - le disse, - impasta tre razioni di fior di farina e prepara alcune focacce.
Egli stesso corse dove teneva gli animali, scelse un vitello tenero e buono e lo diede ad un servitore che subito si mise a prepararlo. Prese del burro, del latte, la carne che era stata preparata e portò tutto agli ospiti. Mentre essi mangiavano sotto l’albero, egli sta in piedi accanto a loro.
Padre celeste, che fai piovere sui buoni e sui cattivi, fammi amico di tutti e nemico a nessuno. Fammi padrone dei miei nervi, perché possa disprezzare il litigio e non rispondere all’insulto pungente. Fammi la grazia di avere un cuore grande e generoso, per dimenticare le offese e voler bene a chi mi vuole male. Stringimi agli amici con un legame che non si spezzi e perduri al di là della morte.
5 LO SCOUT E’ CORTESE E CAVALLERESCO
Is 1, 17
E’ ora di smetterla di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
aiutate gli oppressi,
proteggete gli orfani
e difendete le vedove.
Signore che hai detto: ”Quanto avete fatto a uno dei miei fratelli, l’avete fatto a me”, dammi gli occhi per vedere la tua immagine nel mio prossimo. Fa’ che io mi sorvegli per non disgustare chi è più grande di me e non umiliare chi è di me più piccolo; fa’ che io misuri il mio gesto ed il mio dire per rallegrare tutti con la mia gentilezza. Mandami l’occasione di difendere gli umili ed i deboli, come grandi del Regno dei cieli.
6 LO SCOUT VEDE NELLA NATURA L’OPERA DI DIO: AMA LE PIANTE E GLI ANIMALI
Lc 12, 24-28
Osservate i corvi: non seminano e non raccolgono, non hanno né dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Ebbene voi valete molto di più degli uccelli! E chi di voi con tutte le sue preoccupazioni può vivere un giorno in più di quello che è stabilito? Se dunque voi non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto?
Osservate come crescono i fiori dei campi: non lavorano e non si fanno vestiti, eppure io vi assicuro che nemmeno il re Salomone, con tutta la sua ricchezza, ha mai avuto un vestito così bello. Se dunque Dio rende così belli i fiori dei campi, che oggi ci sono e il giorno dopo vengono bruciati, a maggior ragione procurerà un vestito a voi, gente di poca fede!
Dio, che nutri gli uccelli del cielo e neppure uno di essi è dimenticato da te, rendimi facile il pensare a te quando vedo le tue creature. Che io le rispetti tutte, anche le più piccine, e mai ceda al capriccio di farle inutilmente soffrire.
7 LO SCOUT UBBIDISCE PRONTAMENTE
Zc 7, 8-13
E il Signore dell’universo mi chiese di dire di nuovo queste sue parole:
“Siate onesti quando giudicate, comportatevi con amore e bontà gli uni verso gli altri. Non opprimete le vedove, gli orfani, gli stranieri ed i poveri. Non progettate di fare del male gli uni agli altri.”
Ma la gente si è rifiutata di ascoltare, ha voltato le spalle, si è tappata le orecchie per non sentire. Hanno reso il loro cuore duro come diamante. Non hanno voluto accettare gli insegnamenti che il Signore dell’universo mandava loro, grazie al suo spirito, per mezzo dei profeti di quei tempi. Allora il Signore si è violentemente adirato e ha dichiarato: “Non mi hanno ascoltato quando io, il Signore dell’universo, parlavo; ora io non li ascolterò quando mi pregheranno”.
Signore Gesù, che sei venuto per fare non la tua ma la volontà del Padre, dammi la grazia di ubbidire sempre e non fare nulla a metà. Insegnami ad accettare gli inviti che mi vengono rivolti dai miei genitori e dai miei educatori per crescere vero uomo e vero cristiano.
8 LO SCOUT SORRIDE E CANTA ANCHE NELLE DIFFICOLTA’
Mt 8, 23-27
Gesù salì in barca e i suoi discepoli lo accompagnarono. Improvvisamente sul lago si scatenò una grande tempesta e le onde erano tanto alte che coprivano la barca. Ma Gesù dormiva. I discepoli si avvicinarono a lui e lo svegliarono gridando:
Signore, salvaci! Affondiamo!
Gesù rispose:
Perché avete paura, uomini di poca fede?
Poi si alzò in piedi, sgridò il vento e l’acqua del lago, e allora ci fu una grande calma. La gente rimase piena di stupore, e diceva:
“Ma chi è mai costui? Anche il vento e le onde del lago gli ubbidiscono!”
Signore Gesù, che hai comandato la gioia ai tuoi amici, aiutami a conservare la tua amicizia. Dammi un cuore indomito che il dolore non abbatta e non snervi la malinconia. Che io sia contento di lavorare più degli altri, perché è segno che ti fidi di me; che io sia fiero di essere il più sacrificato, perché è segno che hai più stima di me. Dammi una letizia gioviale e comunicativa, per consolare chi è triste e rianimare chi è senza speranza.
9 LO SCOUT E’ LABORIOSO ED ECONOMO
Prv 20, 13
Se dormi troppo diventerai povero;
se tieni gli occhi aperti, ti sazierai di cibo.
Mt 25, 14-30
Così sarà il Regno di Dio.
Un uomo doveva fare un lungo viaggio, chiamò dunque i suoi servi e affidò loro i suoi soldi. A uno consegnò cinquecento monete d’oro, a un altro duecento e a un altro cento; a ciascuno secondo le sue capacità. Poi partì. Il servo che aveva ricevuto cinquecento monete andò subito ad investire i soldi in un affare e alla fine guadagnò altre cinquecento monete. Quelle che ne aveva ricevute duecento fece lo stesso, e alla fine ne guadagnò altre duecento. Quello invece che ne aveva ricevute soltanto cento scavò una buca in terra e vi nascose i soldi del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone tornò e a casa cominciò a fare i conti con i suoi servi. Venne il primo, quello che aveva ricevuto cinquecento monete d’oro, portò anche le altre cinquecento e disse:
Signore, tu mi avevi consegnato cinquecento monete. Guarda, ne ho guadagnate altre cinquecento.
E il padrone disse:
Bene, sei un servo bravo e fedele! Sei stato fedele in cose da poco, ti affiderò cose importanti. Vieni a partecipare alla gioia del tuo signore.
Poi venne quello che aveva ricevuto duecento monete e disse:
Signore, tu mi avevi consegnato duecento monete d’oro. Guarda, ne ho guadagnate altre duecento.
E il padrone gli disse:
Bene, sei un servo bravo e fedele! Sei stato fedele in cose da poco, ti affiderò cose importanti. Vieni a partecipare alla gioia del tuo signore.
Infine venne quel servo che aveva ricevuto soltanto cento monete d’oro e disse:
Signore, io sapevo che sei un uomo duro, che raccogli anche dove non hai seminato e che fai vendemmia anche dove non hai coltivato. Ho avuto paura, e allora sono andato a nascondere i tuoi soldi sotto terra. Ecco, te li restituisco.
Ma il padrone gli rispose:
Servo cattivo e fannullone! Dunque sapevi che io raccolgo dove non ho seminato e faccio vendemmia dove non ho coltivato. Perciò dovevi almeno mettere in banca i miei soldi e io, al mio ritorno, li avrei avuti indietro con l’interesse.
Via toglietegli le cento monete e datele a quello che ne ha mille. Perché, come dice il proverbio, chi ha molto riceverà ancora di più e sarà nell’abbondanza; chi ha poco, gli porteranno via anche quel poco che ha. E questo servo inutile gettatelo fuori, nelle tenebre: là piangerà come un disperato.
Signore Gesù, che possedendo ogni cosa ti sei accontentato di così poco sulla terra, fa’ che io sappia disprezzare il lusso che infiacchisce e la comodità che avvilisce. Fammi amare la vita semplice e dura; fammi preferire i divertimenti puri e arditi, perché il corpo sia forte e lo spirito sano.
10 LO SCOUT E’ PURO DI PENSIERI, PAROLE ED AZIONI.
Mt 15, 17-20
Non capite che quello che entra in bocca va allo stomaco e quindi va a finire in una fogna?
Ciò che invece esce dalla bocca viene dal cuore dell’uomo e per questo può renderlo impuro. Perché, è dal cuore che vengono tutti i pensieri malvagi che portano al male: gli assassini, i tradimenti tra marito e moglie, i peccati sessuali, i furti, le menzogne, gli insulti… Sono queste le cose che fanno diventare impuro l’uomo. Invece, mangiare senza purificarsi le mani, questo non fa diventare impuri.
Signore che hai detto: ”Beati i puri di cuore”, dammi la forza di vincere le insidie del male, perché io rispetti il mio corpo come cosa sacra. Tieni lontana dal mio affetto ogni bellezza, dalle mie parole ogni volgarità, dalla mia volontà ogni debolezza. Rendimi cauto senza ansietà; franco e sereno senza imprudenze; modesto senza ostentazione; sincero senza indiscrezione. Dona calma e luce alla mia adolescenza.
Mi sembra che la felicità sia soprattutto attiva e, solo in piccola parte, passiva. Passiva perché il godere la bellezza della #natura, la magnificenza di un tramonto, la maestosità delle montagne, le meraviglie della vita degli animali, il profumo di un fuoco da campo, insieme alla gioia di un focolare felice, suscita verso il Creatore un senso di gratitudine, che però può trovare la sua espressione solo nell'attività:
Ciò che conta è fare del bene realmente.
Una casa gioiosa unitamente alla capacità di servire gli altri è la miglior fonte di felicità.
Uno dei tanti compleanni di gennaio
Forno ultimato
Testimonianze sul Vizio del Gioco
Vizio del Gioco fumo e Video Poker
Mi chiamo Franco, sono abruzzese e vivo al nord da molti anni. Soffro da molti anni di vizio del gioco. All’inizio da ragazzo ero appassionato del gioco delle carte come la scala quaranta o il ramino. All’età di 24 anni andai per la prima volta in un casinò e fui folgorato dai tavoli verdi. Il poker diventò la mia passione e da li è cominciato l’inizio del baratoro, perché una cosa è giocare con le persone in carne e ossa ed una cosa è giocare con una macchinetta. Mi spiego meglio il poker è fatto di statistiche, intuizioni e bluf … tutto questo dà pepe al gioco. Il video poker è come fumare le sigarette nel senso che ti godi la prima sigaretta e le altre le accendi per vizio. Con le macchinette è uguale il primo gettone lo vivi come sfidare la fortuna … tutti gli altri, li butti giù e neanche te ne accorgi finché non sono finiti i soldi.
Prima di ammettere con me stesso la gravità del problema ho evitato per anni le situazioni che potevano farmi scoprire, finché un giorno con il conto in rosso o chiesto ad un mio amico in prestito 500 € fingendo un debito con il mio dentista. Quando ho giocato i soldi, non miei, è come se fossi sceso in un altro girone dell’inferno. Prima mi sono sentito un verme, ma dopo sono andato da una mia amica adducendo che dovevo pagare l’assicurazione della macchina e mi mancavano 150 €. queste sono solo le prime 2 menzogne di una catena che si è interrotta quando sono stato scoperto.
Mia sorella mi ha parlato di un associazione che organizza della serate sulla ludopatia. Non è stato facile ma quando mi sono reso conto che non ero solo, ma che siamo in tanti ad essere schiavi del vizio del gioco mi sono fatto forza.
Attraverso lo psicologo dell’associazione ho compreso che dietro la mia dipendenza c’era l’isoddisfazione lavorativa. Io faccio il capomastro in edilizia e tutte le volte che un lavoro mi veniva contestato andavo in crisi. E per sentirmi meglio andavo a giocare alla macchinette. Economicamente perdevo tanti soldi ma non mi sentivo un fallito, perchè una volta durante una serata vinsi alle macchinette, questo mi faceva sentire un vincente, almeno in un campo della mia vita. Con lo psicologo durante le sedute siamo risaliti alle innumerevoli volte in cui, quando sbagliavo con mio nonno, lui mi criticava aspramente e mi diceva “ sei un fallito nella vita sbaglierai sempre”. Questa frase me la sono sempre sentita tatuata sulla pelle. Seduta dopo seduta ho lavorato per ristabilire la mia autostima e, giorno dopo giorno mi sono allontanato dal video poker . Poi un giorno ho detto allo psicologo: "da oggi andrò a bere il caffè in bar privi di macchinette" e ci sono riuscito! Da quel giorno ho capito che potevo realmente sconfiggere il mio male. Dopo 6 mesi ho chiesto al mio psicologo che mi sentivo pronto ad andare a prendere il caffè nei vecchi bar dove c’erano le macchine infernali. Lui mi ha confermato che potevamo fare una prova. Anche questa battaglia era vinta, dopo qualche mese sono andato anche a mangiare in quel posto ed è stato fantastico. Sento di aver vinto la guerra contro il il vizio del gioco, ma come mi ricordano in associazione non bisogna mai abbassare la guardia contro le dipendenze.
Spero che questa mia storia possa aiutare e dare speranza a chi come me era nel buoi dei debiti e del vizio del gioco.
Franco
Ludopatia, Vittorie e Sconfitte
Scusate se non vi racconterò in quale sport sono stata campionesse, ma questa mia testimonianza spero serva a far capire come anche chi è abituata a vincere può cadere nel baratro di una dipendenza, la mia è stata il gratta e vinci.
Mi chiamo Giovanna e dall’età di 12 anni mi alleno duramente per vincere il quella che ho sempre definito la mia passione. Lo sport. Ad un certo punto nel culmine della mia carriera, prima di arrivare alle finali regionali, mi sono infortunata e la mia carriera si è interrotta. Mi sono impegnata con tutta me stessa a recuperare, ma i medici mi dicevano che il danno era irreversibile. Da quel giorno ho cominciato a giocare con i gratta e vinci. Prima uno, poi un altro e poi un’intera mazzetta. Dopo poco mi sono ritrovata schiava di questo “Grattare” fino al punto che delle sere con la scusa di andare a comprare le sigarette, mi ritrovavo a “grattare” le schedine e a spendere diversi soldi. Dopo diversi mesi ho cominciato a prelevare i soldi che avevo messo da parte con i miei sacrifici sportivi, fino a quando ho contratto anche un debito bancario. Ad un certo punto un giorno mio padre mi ha chiesto in quale città volessi frequentare l’università ed io sono scoppiata in lacrime dicendo che avevo prestato i soldi ad un mio amico. Dopo poco mio padre ha cito che qualcosa non andava ed io messa alle strette ho confessato tutto quello che era successo. A quel punto informandosi sul da farsi mi ha portato a fare diverse visite. Io ero riluttante all’uso dei farmaci per spezzare la mia dipendenza, perché essendo una sportiva ed una campionessa ero convinta di poterci riuscire da sola. Mio padre allora si è rivolta all’associazione che in una conferenza da fornito anche i giusti consigli ai partecipanti di come aiutare i loro famigliari. Successivamente mio padre mi ha chiesto di partecipare ad una conferenza sulla Ludopatia svolta da uno psicologo dell’associazione. Dopo quell’incontro dove ho ascoltato attentamente le storie di chi era riuscito a sconfiggere il vizio del gioco, ho preso la decisione di intraprendere un percorso psicologico. Dopo le prime sedute lo psicologo mi ha fatto comprendere come la causa della mia dipendenza era legata alla incapacità di accettare le sconfitte. Mese dopo mese ho compreso che aveva ragione e di come la mia superbia grande carburante, che in passato mi aveva fatto vincere, ora era la mia zavorra, che mi spingeva nella palude del vizio del gioco. Con l’aiuto delle sedute ho accettato finalmente che la mia carriera sportiva era finita, ma la mia vita “No”. E da questo momento ho definitivamente spezzato la catena con il vizio dei gratta e vinci. Ho deciso di iscrivermi all’università ed ora mi sono anche laureata. Spero che questa mia storia scritta di getto come l’ultimo fiato dopo essere uscita dalla schiavitù del vizio del gioco.
Giovanna
Pubblicità contro il gioco d'azzardo
Video proposto da William
Cosa è il gioco d’azzardo.
Maurizio
Ma non credono che le affermazioni dei matematici valgano nel mondo reale. E purtroppo, nella maggior parte dei casi hanno ragione, in quanto in quasi tutte le situazioni di vita vissuta l'esperienza del passato consente di fare previsioni più fondate sul futuro. Il fatto è che le estrazioni del lotto sono per l'appunto uno dei rarissimi casi nei quali la teoria matematica corrisponde perfettamente alla situazione reale. I moderni mezzi di comunicazione di massa fanno più disinformazione che informazione, facendo diventare "notizia'' un fatto (il ritardo diun numero) che non è assolutamente "notizia'', e peggiorano ulteriormente la situazione dedicando spazio e attenzione ad "esperti'', e "maghi'', anche enfatizzando i rarissimi casi di qualche vincita cospicua, anziché rilevare l'eccezionalità di questi eventi a fronte di migliaia, milioni o decine di milioni di giocatori che non hanno vinto nulla. Tanto per fare un esempio, la probabilità che, se io gioco una schedina al superenalotto, esca proprio la sestina da me giocata è di circa 1 su 600.000.000 mentre la probabilità che io, in una giornata qualsiasi sia vittima di un incidente stradale mortale, è 200 volte superiore (circa 1 su 3.000.000)! In ambito scolastico si dovrebbe dare ampio rilievo alle modellizzazioni matematiche, discutendo a fondo la minore o maggiore aderenza tra modello matematico e situazione reale: aderenza in molti casi piuttosto scarsa (previsioni meteorologiche, leggi della fisica trascurando l'attrito, ecc.) e aderenza ottima in qualche rarissimo caso (le estrazioni casuali da un'urna, per l'appunto). Purtroppo, persino a livello universitario constato che anche chi sa la Matematica, nella maggior parte dei casi, non la sa applicare in situazioni di vita reale. Recentemente mi hanno colpito due iniziative ministeriali: Il ministro Moratti, a seguito delle tragiche conseguenze del terremoto verificatosi nel Sudest asiatico, ha sollecitato gli insegnanti di vari ordini scolastici ad inserire tra le attivita` didattiche anche le regole di comportamento da seguire in caso di eventi di questo tipo. Benissimo. Il ministro Sirchia sta attuando una battaglia contro il fumo: su tutti i pacchetti di sigarette sono stampate avvertenze sui danni che il fumo può provocare, sono previsti "spot'' televisivi, è vietato fumare nei locali chiusi, ecc. Benissimo. Perche' allora non si fa altrettanto nel caso del gioco del lotto? Il ministro Moratti potrebbe raccomandare agli insegnanti di Matematica di dedicare maggiore attenzione alle modellizzazioni, con particolare attenzione al gioco del lotto. Il ministro competente per lotto e lotterie potrebbe proibire ogni forma di pubblicità ingannevole e potrebbe ordinare di affiggere in tutte le ricevitorie del lotto avvertenze del tipo "Il gioco del lotto fa male'', oppure "Diffidate da chiunque vi propone un metodo sicuro per vincere al lotto''. Utopia?