Le rose di Versailles (2025) - Lady oscar (1979) - Parliamone!
Questo commento mi voleva, mi ha chiamato lui dal profondo del mio cuore e memoria. Ricordo quando da piccola il pomeriggio scattavo come un orologio svizzero, staccavo da tutto quello che facevo e mi piazzavo davanti alla tv, perché trasmettevano quel cult dell'animazione giapponese diventato famoso ed imperituro in tutto il mondo, Le Rose di Versailles o Berusaiyu no Bara, in Italia tristemente chiamato Lady Oscar. Facendole oltretutto un torto immane perché metti un titolo inglese quale quello di Lady ad una nobile francese, che infatti in tutta la storia viene chiamata Madamigella. La Mediaset già negli anni 70-80 mieteva vittime coi suoi titoli del menghele. Ma vabbè.
L'anime storico consta di 40 episodi, e copre gli anni dall'arrivo della giovane Maria Antonietta a Parigi quale delfina di Francia, fino alla presa della Bastiglia nel 1789. E' importante citare anche se mooooolto sommariamente (non sono una storica) il contesto storico in cui si sviluppa l'anime, perché è indissolubilmente intrecciato agli altri eventi narrati. Non voglio parlare in questa sede nemmeno del manga, che ho letto molti anni addietro e dunque non sarei una fonte attendibile per eventuali confronti o ricordi. Voglio confrontare qui, dove fondamentalmente parlo da sola, l'anime del 1979 e il film del 2025, diretto da Ai Yoshimura. Prendete il fioretto, indossate la divisa e seguitemi verso la rivoluzione, e mi raccomando, seguite i vostri cuori (wink wink).
ANIME E FILM, DUE VISIONI DIVERSE Lo Studio MAPPA, già ampiamente amato dalla sottoscritta per Yuri On Ice, o le ultime stagioni di Shingeki no Kyojin, tanto per citare due cosette, si è rimesso all'opera, ed anche piuttosto bene. La sfida non era indifferente, perchè il tratto dell'anime era complesso: c'era forza, dolcezza, passione, sbrilluccichio, ma anche dolore, angoscia, lutto, e soprattutto struggimento (dirò spesso sta parola). Era un tutto che non lasciava spazio per nient'altro, ti inglobava nel suo vortice di rose e spine e ti lasciava inebriato e graffiato. E lo amavi per questo. I disegni sono ovviamente e giustamente diversi, ma MAPPA si sforza di onorare quelli che sono i segni distintivi dell'opera, come gli occhi, i capelli, i dettagli sugli abiti; in particolare su Oscar, hanno mantenuto il taglio maschile degli occhi, quando ogni altra dama li ha tondeggianti, e l'ho apprezzato molto. Io sono sempre rimasta ammaliata da Oscar, e lo sono rimasta anche nel film. Tuttavia i visi rimangono un poco bambineschi fino alla fine, mentre nell'anime si allungavano e maturavano in maniera evidente, gli occhi si rimpicciolivano ed assottigliavano, ed in ciò vedevi trascorrere del tempo. Inoltre, una cosa che ho notato molto, in ogni personaggio, è che gli occhi hanno poca profondità, le "stelline" tipiche del prodotto originale non danno, nel film, spazio al colore dell'occhio, e dunque paiono, boh, costantemente allucinati, vacui, senza un focus preciso.
Nel film hanno deciso di correre in alcuni pezzi e fermarsi in altri, e non è una scelta che condanno, poichè non puoi stringere 40 episodi in due ore e pretendere di metterci tutto. Molte vicende, per forza di cose, son state tagliate, o nel migliore dei casi solo accennate.
CANZONI, FORSE UNA SCELTA AZZECCATA Grande spazio hanno dato alle canzoni, scelta coraggiosa, perchè i musical non sempre trovano pubblico favorevole, io per prima non ne vado matta. Ma in questo caso devo ammettere che le ho trovate ben calibrate, anche se non tutte; certe canzoni, ad esempio quelle in cui reiterano le scelte di vita prese dai personaggi, potevano tranquillamente essere accorpate o tolte; ciononostante, non danno la sensazione di obnubilare l'intero prodotto, anzi, costruiscono un contesto che se fosse stato affidato ai dialoghi avrebbe occupato molto più tempo. Nelle canzoni ci si può permettere di saltare anni, di veder cambiare il carattere dei personaggi, di capire come alcuni eventi conducono ad altri, senza soffrire la velocità della narrazione, è un espediente che ho trovato vincente. Ho apprezzato molto anche la ripresa in più parti della canzone Versailles, canzone d'apertura in cui parla della speranza che il popolo ripone nella famiglia reale, degli amori che sbocciano a corte, della bellezza e dell'eleganza accecante, per poi trasformarsi nelle scene della rivoluzione in un canto di battaglia che spinge donne e uomini a combattere per i propri ideali e risollevarsi dal giogo dei potenti. Chiarissima la vicinanza all'anime, e se mi chiedeste se potete guardare il film senza prima aver visto l'anime, vi direi di filare a guardare l'anime sedutastante, e senza fiatare. Quei 40 episodi, nonostante sembrino tanti, ti prendono per mano ed aiutano a costruire un mondo, un universo, sul quale il film inevitabilmente si accomoda. Non potete certo sedervi su una sedia senza gambe, no? Anche gli episodi apparentemente riempitivi contribuivano a dipingere lo sfondo davanti al quale la storia si srotolava.
DU BARRY E INIZIO A CORTE La Contessa Du Barry, favorita di Luigi XV, grande assente nella parte iniziale, era grazie a lei che conoscevamo l'ambiente in cui si insedia la piccola Maria Antonietta, un ambiente fatto di intrighi, favoritismi, ruffiani, protocollo e mani legate dalla ragion di Stato. Ma forse sia lei che le figlie del re che aizzavano la faida tra lei e la delfina si sono intraviste nella canzone Vie En Rose. Ciò mi basta per non definire assente un personaggio. Avrei comunque preferito un accenno al discorso del rapporto col re da mantenere, Maria Teresa d'Austria che si abbassa a chiedere alla figlia di salutare la Du Barry, la Du Barry che tenta di portare la madre di Oscar dalla propria parte, coinvolgendo dunque anche Oscar, poi la malattia di Luigi 15 che porta la Du Barry a tentare di allacciare i rapporti con Maria Antonietta, invano, per poi essere allontanata dalla corte…tutto ciò è stato del tutto annullato, ma in due ore che vogliamo (ripeterò spesso anche questa frase). E' anche per questo che l'anime va guardato prima.
E GLI UOMINI? Nulla da dire sulla scena del ballo in maschera a Parigi, la scena in cui conosciamo Fersen, perfino i dialoghi tra lui ed Oscar mi sono sembrati quasi uguali all'anime; il tutto risulta un pochetto affrettato, certo, si capisce che l'hanno messa solo per farti conoscere il personaggio, ma non potevano tralasciarla. E continuando a parlare degli uomini, inseriscono la vicenda della delfina che vuole montare a cavallo facendo la splendida col risultato che lo fa imbizzarrire, e la cosa sfocia in un incidente che rischia di finire con la morte di Andrè, in quanto era lui che s'occupava del cavallo; come sappiamo, Oscar, Fersen e pure Maria Antonietta intercedono presso il re per salvare il poveretto, e ciò permette ad Oscar di cominciare a stimare Fersen, e ad Andrè di giurare di ricambiare un giorno il favore ad Oscar, salvandole la vita così come lei ha fatto con lui. Carina anche la scena in cui la nonna di Andrè deve cambiare la fasciatura al braccio di Oscar e quando Fersen ed Andrè non accennano ad uscire dalla stanza, la nonna li caccia lanciandogli dietro oggetti e maledizioni, lì ho riso di cuore. Insomma la storia va avanti, la morte del re, l'incoronazione, Fersen e Maria Antonietta che mandano a quel paese tutti e si mettono insieme. A tal proposito, bella la sequenza di loro due che danzano una volta riconosciuto il loro amore, mi ha fatto emozionare e mi ha ricordato l'anime; allo stesso tempo però, non posso non notare la gravissima (per me che sono innamorata da 20 anni di Oscar) mancanza della scena in cui Oscar, per evitare che Rimbambito 1 e Rimbambita 2 ballino davanti a tutta la corte francese, peggiorando le voci che già circolavano, indossa l'alta uniforme e balla con la regina per tutta la sera. Mi risuona ancora in testa la frase di Andrè "E' splendida in alta uniforme"; è vero Andrè, è proprio splendida. Io quella scena la ESIGEVO, ne avevo bisogno, ma pazienza, digrignando i denti mi dico che non si possono strizzare 40 episodi in due ore.
Frettolosa, ma almeno presente invece, la scena in cui finalmente Oscar si veste da donna e partecipa ad un ballo in cui danza proprio con Fersen, perché riconosce i propri sentimenti, ovviamente non corrisposti, per lui. Dico frettolosa perché non è ben chiaro come Oscar arrivi a provare tali sentimenti, non si capisce cosa succede mentre i due ballano, non si capisce perché lei scappi via da Fersen per andare a piangere su un muretto, né che Fersen l'abbia in sostanza friendzonata senza nemmeno accorgersi che aveva davanti proprio lei. Affidano ad una canzone (neanche molto utile, poiché ci sono solo i 4 personaggi principali che parlano della vita che hanno scelto) il compito di riempire questa scena, quando invece andava, andava fatta in parlato, bisognava che i personaggi parlassero, non farli parlare mettendo una canzone di sottofondo equivale a inquadrare Jack e Rose sul Titanic ma mettere l'audio dei discorsi dell'inaffondabile Molly Brown. Qui la scusa delle due ore non regge, perché i secondi per tutta una canzone son stati spesi, mentre invece parlando avrebbero reso più chiaro lo struggimento di Oscar e Fersen in molto meno tempo. Ahi Ahi.
QUELLE MANCANZE CHE NON DOVEVANO MANCARE Intanto andiamo incontro al problema sociale ed economico, e qui son state messe insieme diverse cose e tagliate altre. Tra le cose mancanti, in ordine di importanza, il Duca D'Orleans, Jeanne Valois e lo scandalo della collana, la vicenda del cavaliere nero ed il duello tra Oscar ed il duca di Germain che spara al bambino a Parigi (nel quale il Duca D'Orleans mette lo zampino). Innanzitutto grande, grandissimo assente il Duca D'Orleans. Io posso capire che abbiano voluto rimarcare più le romance che la storia, ma tagliare lui l'ho trovato discretamente grave. Lui attenta alla vita del futuro Luigi XVI, lui aiuta la Du Barry a tentare di avvelenare Maria Antonietta, lui diventa mecenate ed offre rifugio ai liberi pensatori che parlano di libertà e giustizia nei suoi salotti. E' il suo palazzo che viene usato come covo dal cavaliere nero e i suoi aiutanti, ed è durante la vicenda del cavaliere nero che Andrè perde l'occhio per sempre.
Per quanto riguarda Jeanne Valois (essendo Valois dava anche occasione di conoscere un pochetto di storia in più) e lo scandalo della collana, almeno un accenno andava fatto raga, è stato un discorso molto importante su come Maria Antonietta fosse vista dal popolo, e nell'anime storico viene data un'interpretazione di come invece la regina venga solo incastrata nello scandalo senza che lei stessa ne sapesse nulla; era importante anche perché Jeanne porta dritta al personaggio di Rosalie, che a sua volta era legata alla contessa di Polignac (personaggio facente parte in seguito della cerchia di Maria Antonietta) ed alla figlia Charlotte, che tutti noi ricordiamo per quella allegrissima scena colma di brio con la quale ci saluta (chi sa, sa).
Questi quattro personaggi e vicende, fondamentali, vengono messi insieme, e neanche tutti, in una sola, misera, scena: un nobile minaccia un bambino che gli aveva rubato un tozzo di pane, rosalie esce dalla folla per difenderlo, Oscar e Andrè accorrono, la folla accerchia loro e tra le legnate beccano l'occhio di Andrè, mentre il nobile sale in carrozza e scappa. Ecco, io non dico che il film non è un buon prodotto, ma ho appena finito di spiegare quattro personaggioni (Duca D'Orleans, Jeanne, cavaliere nero e Rosalie) dell'anime, e qui di loro c'è poco e niente. Capite quindi perché va guardato l'anime prima?
BENVENUTI SU AOT…ASPE'… Oscar, dopo l'incidente dell'occhio di Andrè, si informa sul malcontento del popolo, non riesce più ad essere capitano delle guardie reali, e chiede di essere messa a capo della gendarmeria, in pratica i soldati del popolo. Bello tutto, ma il motivo di Oscar è ben diverso, e secondo me andava seguito fedelmente. Lei, sebbene capisca che non verrà mai corrisposta, capisce che non sopporta più di vedere Fersen a corte, ed è per questo che chiede di essere trasferita; me l'avete voluta fare di nobili ideali (per carità, ce li ha), ma è umana e piena di sentimenti come ognuno di noi, e qui andava fatto vedere. I soldati della gendarmeria che prima non vogliono accettare come capo una donna e poi cambiano idea quando lei li difende dopo che hanno venduto i fucili te lo posso accettare pure, ma il discorso cringissimo in pieno stile Aot di Oscar che addirittura si mette a piangere davanti ai soldati e blatera sul cuore degli uomini che è libero e bla bla bla…ragazzi, non è l'attacco dei giganti, non spunta Eren pronto a mordersi una mano in difesa degli abitanti di Paradis, qui la gente si punta i fucili addosso, non filosofeggia, specialmente se è il capitano di un gruppo di soldati.
Non era con la filosofia che Oscar conquistava la gente, bensì con la forza e la sincerità cristallina delle sue azioni. Se diceva una cosa la faceva. Non blaterava sul cuore e sul cielo, gli animali, le piante, nomi, cose e città. Mi è mancato questo suo comportamento schietto, pane al pane e vino al vino, in questo film l'ho trovata più ricca di parole e mancante di fatti (e ti credo, il duello contro il nobile non c'è, il viaggio ad Arrais dove capisce le pessime condizioni del popolo nemmeno, Lei che si oppone alle guardie reali per far entrare i rappresentanti del popolo dall aporta principale invece che da quella secondaria come invece avevano ordinato i nobili e il clero, Chatelet solo accennato e Robespierre tolto del tutto...).
POTEVO ACCETTARE TUTTO… Intanto il padre di Oscar la promette in sposa a Girodelle, che perdonami Girodelle, ma qui ti hanno fatto uguale a Saotome di Kiss me licia, quasi quasi ti metto in mano una chitarra e ti chiedo di smetterla di chiedere ad Oscar di unirsi ai Beehive. Come biondone ci basta Mirko nel gruppo. Ovviamente Oscar è in confusione da sto padre che prima lo vuole uomo, mo lo vuole donna per sfornargli eredi (ma le mille sorelle maggiori 'ndo stanno??), e piglia na decisione. Ma la scena ragazzi, LA scena che mi ha fatto urlare al mio povero pc (scusami pc) è Andrè che dopo l'annuncio del matrimonio di Oscar, poichè invece lui vuole stare con lei fino alla morte, in barba al proprio personaggio dolce, fedele, protettivo e non so quanti aggettivi positivi, prende due bicchieri di vino e li AVVELENA per ammazzare Oscar. Non è neanche chiaro che diavolo volesse fare, se avvelenare entrambi o solo lei, se ha sbagliato, se è un attentato, c'è solo lui che porge il bicchiere ad Oscar e poi glielo schiaffa via dalle mani urlando di non berlo e le finisce addosso. MAPPA, mio caro MAPPA, doveva essere un richiamo alla struggente scena del "una rosa non potrà mai essere un lillà"? In che maniera scriteriata Andrè che tenta di avvelenare la donna che ama da tutta la vita è riconducibile a quella scena lì?? adesso ci sediamo, tu ed io, tu fai finta di non vedere la mazza insanguinata che ho poggiato a terra, e insieme chiariamo questa cosa. Non so neanche chi cacchio è che ha deciso di fare sta cosa, é stato MAPPA? Ai Yoshimura? Il passante che stava andando a fare la spesa?? Chi devo prendere a fiorettate?? Me lo fate femminicida?? Andrè?? Lui che si getterebbe nel fuoco per Oscar, che preferirebbe vederla passare di uomo in uomo se ciò la rende felice, ma viva?? Ma tutto a posto? Passo su tutto, sui personaggi mancanti, sui motivi di Oscar sbagliati, sul cringe e sulla filosofia spicciola. Su questo no. Andrè non andava dissacrato così. Lo vedo il cuore messo in questo prodotto. Si vede. Ma non in questo frangente. Qui si è toppato. Alla grande. Voglio aprire una parentesi: direte voi "eh ma nell'anime Andrè faceva un'altra cosa, sempre grave e non proprio da gentiluomo" (non vi dico cosa ma vi assicuro che non avvelenava bicchieri a muzzo) E fareste bene a puntualizzarlo; ma io in quella scena lì voglio vederci tutta la frustrazione di un uomo che, a prescindere dall'amore che prova, vede una donna che conosce come le sue dita chiudersi e privarsi, a causa di un amore non corrisposto, di ciò che invece deve chiedere a gran voce, ovvero la libertà di essere se stessa, e felice. Forse è comunque grave e non va difeso, ma ragazzi il vino avvelenato è una cima irraggiungibile, abbiate pazienza.
La buona notizia è che da qui è tutta in salita. Non era difficile direte voi, dopo un Andrè femminicida. Andiamo avanti, Oscar rifiuta di entrare nei Beehive-cioè rifiuta di sposare Girodelle, riconosce i sentimenti di Andrè anche se ancora non sa se li ricambia, e tutto è bene quel che finisce bene; però boh, Oscar non so tu ma uno che mi rifila del vino avvelenato solo perché non accetta che mi sposi con un altro io lo terrei a debita distanza, è una red flag grossa come la Bastiglia. Niente, Andrè femminicida non mi cala. Tra l'altro manca pure l'epicità colossale di Oscar che si presenta in uniforme da capitano delle guardie a quel ballo di pretendenti organizzato solo per lei, dicendo con estrema nonchalance "signori, che strano ballo è questo, neanche una dama con cui danzare!" Manca, sempre parlando del rapporto tra Oscar ed Andrè, quel momento in cui viene assaltata la carrozza dei Jarjayes in cui viaggiavano entrambi, vengono divisi dalla folla in tumulto, lei si ritrova in un vicolo sanguinante salvata da Fersen che aveva riconosciuto la carrozza, e lei in preda all'angoscia si divincola da Fersen ed urla di lasciarla andare perché deve ritrovare il "suo" Andrè, perché il "suo" Andrè è in pericolo; dimenticata l'infatuazione di Fersen, chi è questo niente, qui Oscar si rende realmente conto che anche lei prova sentimenti forti e potenti per Andrè che non ha mai lasciato il suo fianco, che ha sacrificato il suo occhio per lei e che l'ha seguita perfino adesso nella gendarmeria.
Che bomba quel momento lì. Nulla di tutto questo nel film. Eeeeh le due ore bla bla.
CHE L'ANIME ERA STRUGGENTE L'HO DETTO? Cancellato anche il principino Louis Joseph di salute cagionevole innamorato perso di Oscar che prima di morire le dichiara il proprio amore e le dice che quando sarà grande e forte la sposerà. Lo vedete cosa intendo quando dico struggimento, rose e spine, angoscia e commozione. Al posto di questa scena troviamo una Maria Antonietta che intima ad Oscar di tornare nelle guardie reali, e che quando Oscar rifiuta, si dimostra sprezzante nei confronti di Oscar e del popolo. Anche qui, io non so che dire, finito male il rapporto tra queste due grandi donne, da sempre legate per ammirazione reciproca, fiducia, sincerità, qui pare che si conoscano appena, mentre nell'anime si salutano con le lacrime agli occhi, in silenzio ma consapevoli che non ci sarebbe più stato un altro incontro, col vento che scompiglia i capelli ormai lunghi di Oscar e la chioma splendidamente acconciata di Maria Antonietta.
C'era una poesia, una commozione, uno struggimento appunto, che mi dispiace tantissimo, nel film non si è riusciti a ricreare.
E non ho neanche detto che Oscar si è malata di tisi, che sempre più spesso tossisce sangue nel fazzoletto, che Andrè sta perdendo anche l'altro occhio ed Oscar se n'è accorta ma si angoscia in silenzio perché non vuole che Andrè si senta umiliato da ciò, che Oscar ha ingaggiato un pittore per farsi fare un ritratto come figlia del dio Marte e che quando lo completa Andrè è talmente ipovedente che vede tutto un altro dipinto, mentre Oscar piange per il dolore dietro di lui che è ancora incantato dal quadro. Come ricreare tanto splendido struggimento e commossa angoscia? Guardate l'anime, non fate l'errore di guardare il film prima, vi rovinerà questa meravigliosa storia che merita tutta la fama che ha raggiunto e raggiunge tutt'ora.
CHE BELLO IL ROMANTICISMO…SE SOLO CE NE FOSSE Ma noi ci perdiamo in chiacchiere, la rivoluzione è vicina, gli Stati Generali sono stati convocati e non si è raggiunto un accordo definitivo, la rivolta è dietro l'angolo, e la squadra di Oscar ha avuto l'ordine di reprimere la folla. Ogni giorno che Oscar esce di casa per recarsi in città non sa se tornerà, e forse sentendo approcciarsi una sorta di fine, una sera che è nella sua stanza e Andrè le porta da bere, gli chiede candidamente se boh, gli va di fare robba, una Schweppes, tu ed io, io e tu, noi. Ho le braccia a terra, sia lui che lei hanno capito i propri sentimenti e si corrispondono, e Oscar sa solo dire "Rendimi la moglie di Andrè Grandier".
A parte il cringe di questa frase che vabbe, ma ragazzi nell'anime c'era una serietà che conferiva ancora più bellezza alla scena, i due si ritrovano braccati da dei rivoluzionari e si rifugiano in una radura vicino alla strada, son costretti a rimanere lì fino al giorno dopo, e lì si rendono conto del loro amore, di quanto abbiano brancolato nel buio, specialmente Oscar, non capendo che l'uomo che cercava, le braccia che l'avrebbero tenuta insieme durante ogni difficoltà, le aveva avute sempre al suo fianco senza mai capirlo.
Mi pare chiaro che una situazione del genere, un amore del genere così profondo e bruciante, sbocciato in mezzo alla rivoluzione, in una maniera così struggente, non è paragonabile a bicchieri di vino avvelenati e rapporti consumati al sicuro del palazzo Jarjayes. Nulla da dire sulle sequenze, le musiche, i disegni…ma è la trama che è mal gestita, poco intrecciata al contesto storico, qui fondamentale, alcune cose perfette nell'originale, deliberatamente cambiate per farle più banali e poco coinvolgenti.
SI PIANGE MA NON E' CHE MI MANCHERAI… Ciò che resta è storia, Oscar si sottrae al comando di sparare sulla folla e si unisce ai ribelli, rifiuta il proprio titolo di nobile e carica i suoi soldati contro le truppe schierate al giardino delle Tuileries, in aiuto del popolo. Qui Andrè viene colpito, e cominciano i pianti. Sia di Oscar che miei. Sia nell'anime che nel film. Perché non so, forse conosco la loro storia, e rivederla anche vestita con abiti nuovi è sempre emozionante come la prima volta. Ma se posso fare un raffronto tra le due versioni, nell'anime la morte di Andrè aveva molto più spazio, Oscar lo piangeva in maniera disperata e fino al giorno dopo rimaneva in un silenzio addolorato, quella notte la passa sulle scale della chiesa dove hanno posto il corpo del suo amato, dissociata dal resto delle persone, soldati e non, riunite tutte intorno che attendono di continuare a combattere il giorno dopo.
Nel film la morte di Andrè viene seguita dal giorno della presa della Bastiglia, e, perdonatemi, Oscar che a cavallo di fronte ai suoi soldati, non riesce a fermarsi dal piangere per Andrè l'ho trovato un poco non da lei. Si vede anche da questo il poco tempo a disposizione, poiché nell'anime tu avevi un episodio intero per piangere la morte di Andrè e vedevi Oscar letteralmente a lutto, nel suo silenzio, e ciò le dava la carica il giorno dopo di essere più agguerrita che mai, perché era anche il suo amore che combatteva assieme ai suoi soldati. Invece qui nel film la giornata la inizia piangendo, piangono anche i suoi soldati che boh, non li hai mai visti scambiare manco mezza occhiata con Andrè.
Eccole, le due ore, a fronte di 40 episodi. Guardate l'anime, lo ribadisco.
S'APPREZZA L'IMPEGNO…CREDO E insomma, 14 luglio 1789. Anche Oscar, dopo aver diretto l'assedio della Bastiglia, cade sotto i proiettili dei soldati rifugiati sulle torri, e pochi minuti dopo che viene portata al riparo, ormai morente, la Bastiglia alza bandiera bianca. La vittoria del popolo francese, assetato di giustizia, scatena le lacrime di Oscar, che nei suoi ultimi respiri nomina la sua amata Francia ed il suo adorato Andrè.
Non mi dilungherò sulla storia, nei titoli di coda vengono accennati gli episodi successivi alla presa della Bastiglia, così come nell'anime un intero episodio veniva dedicato al racconto della sorte dei regnanti ed in generale della Francia, nonché di Fersen e dei personaggi protagonisti della rivoluzione. Voglio più che altro dare uno sguardo complessivo al film, anche alla luce del romanzo che ho scritto adesso. E' una storia che conservo nel cuore, e forse sono a volte drastica ed a volte morbida, ma la mia sensazione generale è che con questo film si raggiunge la sufficienza. Non è un prodotto che Ommioddio guardalo ti cambierà la vita; ma non è neanche una perdita di tempo, anzi. E' una bella prova, si vede l'impegno, il cuore, si vede anche che l'anime fa da ispirazione e non si vuole nè annientarlo nè sostituirlo. Disegni, sfondi, musiche, canzoni, tutto tende a cercare di rendere omaggio ad una storia che, lo sappiamo benissimo, non troverà eguali. Ma certe scelte non possono passare, prima fra tutte quella di rendere Andrè un femminicida, poi molti personaggi assenti (e non li ho nemmeno citati tutti), scene frettolose o rese male, rapporti tratteggiati sommariamente, ed in sostanza tutto ciò che ho detto finora. Un 6 pieno, con bacetto in fronte doveroso per il lavoro che, nel suo piccolo, è risultato ispirato ed impegnato. Grazie a chiunque sia riuscito a leggere fin qui, davvero, ho tentato di essere sintetica ma con me è impossibile, si fa prima a conquistare la Bastiglia. Al prossimo commentone!












