“La differenza è questa: io non trascino le mie palle in giro per la casa vantandomi delle esperienze che hanno fatto. Non mi servono i dettagli. Non mi serve conoscere i posti e gli espedienti, i passi che ti hanno portato alla mia porta. Sei qui. Ti amavo senza condizioni. Perché? Perché do valore al mistero, all’ignoto, è ciò che sostiene la tensione di un rapporto e ci obbliga a essere la versione migliore di noi stessi. Il fattore “chissà”. Chissà se qualcuna l’ha amato meglio. Una più carina, intelligente, che lo svegliava ogni giorno con la colazione e un bel pompino. Chissà se ha avuto ragazze migliori, chissà se sogna qualcun’altra, più loquace, una ragazza con dei fianchi e un vero sedere invece di questi fagiolini coperti di pelle. Senti, credo di sapere qual è il tuo tipo, ma non arrivo a farmi paralizzare dall’insicurezza e dai dubbi. Così ogni giorno quando mi sveglio e ti parlo e metto questi vestiti firmati del cazzo e ti tengo la mano, io provo ad essere la ragazza migliore che tu abbia mai avuto. E tu vieni a dirmi che devo competere con questa Kiki? Di St. Louis?! In una vasca a forma di cuore! A quel punto me ne strafrego alla grande. Ho capito anche un’altra cosa. Il motivo perché tu non sei geloso è che tu non dai valore a quel mistero vero? E tu non gli dai valore per la stessa ragione per cui tu non ti chiedi se io mi sia mai fatta di meglio, se sia mai stata con una persona più brillante e gentile, o con più talento. E’ perché è inconcepibile per te che altri uomini a questo mondo siano più interessanti di te. La tua mancanza di curiosità è una semplice estensione del tuo narcisismo, della tua megalomania, della tua visione egoistica del mondo. E non dubitando mai di te stesso non hai mai pensato di chiederti “Come divento un compagno migliore?” Sei a posto. Ti basta così. L’uomo che ho davanti in questo momento è al suo apice. Quando hai urlato mentre ero in vasca che puoi spezzarmi come un rametto è il meglio e il peggio dell’uomo che sarai in questo nostro rapporto. Ed ecco perché puoi dimenticare di ringraziarmi nel tuo discorso. Perché non hai paura che tornati a casa dirò “Sai che c’è? Mi hai perso stasera, vaffanculo a tutto, io me ne vado!”. Ma se annienti con regolarità ogni persona che ti circonda, finirai col vivere in una cazzo di realtà fatta di finzione. Guardami, io sono l’unica superstite. Sono l’ultima rimasta a guardarti, a dirti “Ora basta, prova a fare qualcosa di meglio”. Se non per me, almeno per il tuo lavoro. Se questo fosse un film ti aggrapperesti a me come un’ancora di salvezza. E’ questo che siamo stati l’uno per l’altra. Tu lo sei stato per me come io per te, fin dai primi momenti. Dal giorno dell’overdose al mercato da quando mi portasti al centro recupero. Dal giorno in cui ho letto il tuo copione, che parla di me. Che parla di noi. Che parla del nostro rapporto. Di come la droga stava uccidendo la mia capacità di amarti e la tua di amare me. Stasera volevo soltanto un grazie Malcolm. Tutto qui. Nient’altro. “Grazie Marie. Grazie per il tuo amore. Grazie per arricchirmi la vita e aver sistemato la tua. Grazie per aver letto 100 stesure e guardato 100 montaggi diversi. Grazie per i tuoi consigli, la tua esperienza, la tua pazienza, la tua cazzo di autenticità, che hai portato al film. Grazie. Grazie per esserti drogata ed esserti disintossicata. Grazie per quelle scemenze, come comprare carta igienica e latte e organizzare il casino del trasloco, grazie! Sono cose a cui non ho voglia di pensare, grazie perché mi fai il caffè la mattina, perché mi fai sorridere. Grazie per il buon sesso e le coccole. Grazie per il bucato, per aver ritirato il mio abito stasera, per aver preparato a questo ingrato di merda i maccheroni al formaggio anche se ho dimenticato di ringraziarti. Grazie. Per gli sbagli che hai commesso, per la magia che mi dai, la vita che mi dai e grazie perché mi ami. Grazie per aver sorvolato, voltato pagina, per essere come sei. Grazie per tutte le cose per cui dimentico di ringraziarti. E grazie per quanto eri dannatamente sexy in quel vestito stasera. Mi fai fare bella figura. Mi rendi una persona migliore. Grazie perché comprendi che non sono sempre bravo a esprimere i sentimenti e che li tiro fuori nel mio lavoro più che nella vita vera. Grazie perché lo so che non è sempre piacevole ma spero che tu riesca a conviverci. Grazie. Lo so che sono ottuso emotivamente a volte, però sono grato che tu non me lo rinfacci mai. Grazie. Perché presumi il meglio. Ti amo tanto Marie. Ti amerò sempre, sei la mia Marie. Grazie. Dal profondo del mio cuore, grazie”.”
— Malcolm & Marie.
















