2 luglio 2023
Oggi per la prima volta ho sentito la tua voce. Ero in macchina e non volevi che ti scrivessi mentre guidavo, allora mossa da curiosità ho provato a buttartela lì, come se fosse una battuta, forse presa da un po' di coraggio: "perché non mi chiami?". Tempo un minuto e vedo lo schermo del telefono illuminarsi e al centro il tuo nome scritto. Perdo un battito e nel più totale imbarazzo rispondo, ed è lì che sento per la prima volta la tua voce. Il tuo "Hey" risuona in auto e mi accorgo subito del fatto che sentire la tua voce forse non farà altro che peggiorare le cose.
Credo che sia stato quello l'istante che per me ha cambiato tutto: dare una voce al tuo viso mi ha inconsapevolmente fatto percepire che tu sia una persona reale, in carne ed ossa, come se fino ad adesso le nostre fossero state parole vuote perché digitate su una chat; mentre adesso le tue parole le sento forti, vere, spiazzanti.
Parliamo di nulla per più di un'ora, ma la maggior parte del tempo è riempito da risate di imbarazzo, fatto sta che arrivata a destinazione, quell'ora ho la sensazione che sia volata. Rimango in macchina al parcheggio altri dieci minuti prima di salutarti e scendere, ma sarei rimasta molto di più.
"Se ti va domani ti chiamo" si, mi va.
La strada fino alla porta di casa è riempita da pensieri e dalla tua voce che mi risuona in testa, so solo che se ripenso a quella telefonata sorrido.
"Ci sentiamo domani allora" e so già che lo faremo, e molto probabilmente non solo domani.
"Comunque mi piace la tua voce" e probabilmente questo non avrei dovuto dirtelo. Ma probabilmente è troppo tardi.











