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@sonosoloiochescrivo
Il tempo mi bistratta
Ho provato ad analizzare gli ultimi periodi della mia vita e ho appena realizzato una cosa. Ecco il percorso che ho fatto per arrivare a tale conclusione:
All’inizio dell’anno scolastico ero preso benissimo su tutti gli aspetti della mia vita. Era appena iniziata il triennio dove finalmente avrei imparato concretamente le cose per cui ho scelto la scuola che ho scelto e mi sono trovato in una classe rinnovata, colma di persone simpatiche con le quali ho legato molto velocemente. Io non studio molto a casa perché quello che apprendo in classe ammirato e stupito mi basta per il resto dell’anno, e quindi sono soddisfatto nelle relazioni sociali, nell’andamento scolastico e nel fatto che ho molto tempo libero.
Poi arriva l’inverno, che pensavo adorassi, ma quest’anno mi ha distrutto. Quando facevo le 6 ore a scuola tornavo a casa alle 16 circa; neanche il tempo di mettere qualcosa sotto i denti che era già buio pesto. E così mi rimaneva del tempo che non potevo utilizzare se non all’interno della casa, che se circondata dal buio mi provocava comunque tristezza. Quindi sfruttavo male il mio tempo.
Quando le giornate ricominciano ad allungarsi mi riprende di nuovo benissimo: sono soddisfatto nuovamente della mia vita e comincio a fare cose nuove e sfrutto al massimo il mio tempo.
Ora è estate e porcoddio è già passato un mese senza accorgermene senza fare un cazzo (tempo sprecato). Ho però iniziato a lavorare come aiuto cameriere in una pizzeria. Il problema di questo lavoro è che mi tiene occupato dalle 18:00 a mezzanotte/01:00, l’orario in cui di solito passavo il tempo con gli amici sul lungomare. Quindi ho dovuto ridurre al minimo le mie relazioni sociali. Poi, torno a casa e il tempo di cazzeggiare un po’ al telefono e farsi una doccia si fanno le 03:00. Questo provoca il risveglio mattutino posticipato a poco prima di pranzo, dopo il quale mi dovrò preparare per andare di nuovo al lavoro. Ho quindi un’ora libera di tempo al giorno. Non posso godermi neanche i soldi che guadagno.
Ho quindi dedotto che il mio umore varia principalmente a come impiego il mio tempo. E la cosa che mi spaventa di più è di non riuscire a sfruttare bene il periodo spensierato e tranquillo che mi rimane prima di prendere le grosse responsabilità che mi aspettano e ho paura di non riuscire a leggere tutti i libri che voglio leggere, vedere i film e le serie che voglio vedere, giocare i videogiochi che voglio giocare e di perdere l’abitudine di giocare a calcio.
Io ci provo ogni tanto a fare pensieri super positivi ma durano qualche ora, come un’illusione e poi svaniscono. Mi sento poco produttivo e mi sento solo. Molto più di quanto mi senta di solito.
L’ozio è il padre dei vizi e il fratello di mio papà
Madonna che palle. Mi sto facendo di nuovo mangiare dal senso di vuoto e dall’ozio che ne consegue.
Ho delle robe di scuola da finire, delle faccende da sbrigare e vorrei andare al mare, ma passo le giornate a giocare alla playstation e a cazzeggiare ore e ore su Instagram, che sta diventando una droga per me. Non riesco a mobilitarmi, a fare qualche cosa seriamente.
Ma come cazzo si fa, dico io? La sera vado a letto pieno di propositi e voglia di fare e la mattina sparisce tutto nella noia che mangia il mio cervello.
Soffro, soffro tanto a non riuscire a fare quello che vorrei. Il mio cervello odia il mio corpo annoiato che non vuole fare niente. Mi faccio un po’ rabbia.
Estate
Sento l’atmosfera estiva che mi preme sul cervelletto. Si respira un’aria diversa la sera, un’aria che porta più fresco e più silenzio rispetto al solito. C’è troppo silenzio fuori e troppo baccano nella mia testa. Sarà che m’è scesa un po’ la malinconia da quando è finita la scuola; può sembrare strano ma è così. A scuola vado molto bene e non mi impegno troppo quindi la vedevo più come l’opportunità di passare del tempo con i miei compagni a cui mi sono affezionato un sacco in quest’anno. In particolare nell’ultimo periodo dell’anno scolastico mi era salito un ottimismo da paura, mi sentivo di poter cambiare il mondo con la forza delle parole, mentre da un po’ di giorni mi sento assalito dall’ozio e mi sto dando al pessimismo.
Sta cosa mi fa un poco di paura: il fatto che io sia sciallo solo durante il periodo scolastico, dato il fatto che tra una decina di anni finirà completamente, non mi vorrei ritrovare ad annegare nella tristezza a 25 anni.
Rimorso
C'è questa ragazza che vedo ogni matrina prima di entrare a scuola che è bellissima e mi fa impazzire ogni volta che la vedo. È un po' bassina, ha i capelli ricci neri e degli occhi verdi da paura. È capitato anche che mi abbia ricambiato lo sguardo. Il fatto è che il 14 febbraio scorso all'uscita da scuola, essendo il giorno di San Valentino, si erano appostati dei venditori ambulanti di rose davanti alla piazza. Stranamente quel giorno avevo 10 euro in saccoccia, che non è mio solito. Comunque esco, la vedo e vedo i camioncini ricolmi di rose rosse e mi si palesa in mente un idea folle quanto coraggiosa e intrigante. Ho pensato: "Mo faccio 'na pazzia e gliene compro una". Io non la conosco minimamente ma l'idea mi era sembrata tanto efficace nella testa che ero davvero sul punto di farla. E non mi sembra neanche una che se la tira, quindi penso che l'avrebbe accettata, magari arrossendo un po' creando la situazione perfetta. Sarebbe stato un gesto davvero molto coraggioso e forse poteva essere la buona occasione di conoscerla.
La mia mente ha però optato per il silenzio, come al solito, presentandomi subito lo scontrino di pentimento e rimorso, ma ancora oggi se ci penso mi mangio le mani come un coglione. Ogni tanto ci vuole coraggio. Senza di quello non si ottiene niente.
La mia mente piena di lei
Mi succede sempre ogni volta che la vedo o che la penso. Mi emoziono, seriamente e non so cosa fare davvero. Sto pensando ultimamente al fatto che se continuo così non riuscirò mai a dimenticarla, e penso che sarebbe pesante per me dover sopportare una storia con qualcuno che non sia lei.
Premettendo che transita per la mia testa almeno una volta al giorno, vi volevo raccontare un fatto: un mio amico oggi aprendo il telefono mi ha mostrato una sua foto, una banalissima foto di lei anni fa e io mi sono emozionato. Non appena il mio sguardo si posa su qualcosa che la raffigura un brivido pervade il mio corpo finendo nel mio cuore che comincia a fare il cazzo che gli pare. Non so davvero disintossicarmi da lei. Sto anche dedicandole delle poesie, ma già da molto tempo, e farlo mi rende felice e scarica un po del mio amore sulle mere parole che vengono intrappolate nella carta. E anche se esse non bastano a descrivere il sentimento che provo per lei è comunque meglio di niente. Magari qualche volta ne porto qualcuna qui su.
E comunque i miei occhi sono sempre più stupiti dalla sua infinita bellezza. Cazzo, sembra sempre più bella, ogni volta che la guardo in qualche foto, perché ormai non parliamo di persona da anni a parte un incontro per sbaglio quest’estate chiuso semplicemente a dei freddi “Come stai?”. E comunque non ce la farei a parlarle adesso. Andrei in panico come faccio ogni volta che ho il sospetto di poterla incontrare. E’ come quando vedi qualcuno e non sai che livello di confidenza riservargli, ma in questo caso l’imbarazzo è amplificato dal sentimento che mi lega a lei. Solo mi pento di non aver mai aumentato la confidenza durante gli anni in cui avrei potuto.
Madonna se me ne pento.
Avidità
Non riesco a capire la sete di potere e di soldi che hanno certe persone. Secondo me se si vuole morire felici non bisogna accumulare ricchezze o potere ma fare cose buone. Se nella vita hai fatto del bene e ti sei circondato di buone persone morirai col sorriso. L’altra strada più la si percorre e più le persone vicine divengono finte. Forse qualcuno potrà dire che non capisco certe cose ma le cose che non capisco non hanno senso. Che senso ha sfruttare le persone per fare più soldi che poi non sai neanche dove spendere. Scommetto che se gli imprenditori si mettessero a pagare i dipendenti come si deve guadagnerebbero lo stesso un sacco ma farebbero felici molte altre persone. Questo è un discorso disordinato ma il concetto è chiaro. Fare del bene paga alla fine. Fare i soldi sulle spalle degli altri non paga mai.
D’estate il tempo corre più velocemente
Non lo sopporto. L’orologio che scorre. E’ curioso quest’oggetto. Uno strumento che misura qualcosa che non esiste. E d’estate mi sembra che si muova più veloce. Le giornate passano come minuti. E io spreco il mio tempo. Mi ero promesso di andare a correre la mattina e non lo sto facendo. Mi ero promesso di andare a mare e non lo sto facendo. Passo le giornate saltando da un divano all’altro perché non ho voglia di fare le cose che dovrei fare. E non posso fare le cose che vorrei. Manca solo un messe alla fine dell’estate e non ho scritto neanche mezzo del libro che sto scrivendo, non ho perso peso e sono andato poche volte al mare. E pensare che all’inizio dell’estate pensavo che già in un mese avrei fatto un sacco delle cose di cui parlo. Forse non bisogna fare troppi progetti quando si ha molto tempo libero. Cerco di combattere invano l’ozio che mi assale nelle giornate. E’ una sofferenza atroce. Sembra poco ma pesa. E questo peso mi sta schiacciando mentre io me la rido e mi diverto con gli amici la sera. Mentre gioco a calcio. Mentre guardo la tv. Dentro di me sento che devo fare qualcosa di grande. Che dovrei. Ma chi ci dice che la nostra esistenza debba per forza lasciare il segno in quella degli altri. Da piccoli tutti sogniamo in grande ma quanti di noi riescono a realizzare il proprio grande sogno. E’ un po’ triste questa cosa. Ma bisogna conviverci. Bisogna rassegnarsi all’ennesima triste verità che la realtà crescendo ci racconta nella maniera più tetra possibile.
Problemi sociali e temporali
Questa sarà l’estate dei giochi. Sto cercando di perdere peso per mostrarmi un po’ più in forma quest’estate. Ma ho ancora dei problemi a socializzare con ragazze che non conosco. Quando arriva qualcuna nel gruppo mi sento leggermente a disagio: non riesco a mantenere il contatto visivo, trovo difficoltà nel parlare e mi astraggo per non sembrare a disagio. Non so perché mi succede, in genere sono una persona estroversa e che fa subito amicizia, ma queste caratteristiche pare che vadano via via sfumando.
Inoltre ultimamente, vista la fine della scuola, ho un problema con l’impiego del mio tempo. Spesso dopo aver fatto colazione, mi sento un po’ d’apatia addosso e penso a tutte le cose che potrei fare ma per ogni cosa penso che sarebbe uno spreco di tempo. E così mi ritrovo a passeggiare per casa cercando di pensare a come usare il mio tempo senza sprecarlo. Ma così non ne esco mai, e i giorni passano, i mesi, l’estate finirà in men che non si dica, neanche me ne accorgerò e mi renderò conto di aver sprecato il mio tempo a sprecare tempo.
Il problema è che non riesco a trovare un interesse che sia continuo nel tempo. Solo nell’ultimo anno mi sono interessato: alle automobili, alla politica, alla fisica, alla filosofia, all’informatica, alla scrittura e al design. Quelli che sono comunque più continui sono l’informatica, il design e la scrittura.
In conclusione di questo post, mi sono reso conto che devo migliorare i rapporti sociali e devo capire come non sprecare tempo.
Sarà un duro lavoro.
Il numero 1 dei numeri 1
Come ho già detto sono un appassionato di calcio e sono anche juventino, ed è anche per questo che mi sento di scrivere adesso. Gigi Buffon, campione del mondo 2006, 9 volte Campione d’Italia, ha lasciato la Juventus e forse il calcio. Sento il bisogno di parlarne con qualcuno e visto che con la mia famiglia o con i miei amici non riesco mai ad esprimere veramente ciò che provo a livello emotivo, ne parlo qui, che magari qualcuno lo legge.
Scrivo di Gigi e non sono il primo. Lo sento vicino. Ho avuto la fortuna di vivere nella sua epoca, nell’epoca del portiere più forte della storia del calcio. Da piccolo lo vedevo volare nella porta e dopo la parata gridavo il suo nome in contemporanea con la telecronaca. In un attimo lui vedeva il tiro, stringeva i denti, saltava, allungava la mano, la metteva fuori dallo specchio, cadeva in terra, in un secondo sia rialzava, gettava un urlo ed esultava perché sapeva di aver fatto una gran bella parata. Fatto questo agiva da capitano e risistemava la difesa e la squadra. Il capitano migliore che ho avuto l’onore di vedere. Mi emozionava e mi ispirava nel vederlo lottare e crederci sempre. Non si arrendeva mai, MAI. Un vero uomo dentro e fuori dal campo. Dentro il campo dava il massimo, fuori ci metteva la faccia. Anche nelle situazioni peggiori lui ci ha sempre messo la faccia, non si è mai tirato dietro, soprattutto quando aveva qualche colpa. Più volte è stato insultato e screditato quando sbagliava qualcosa. Lo si è chiamato vecchio, ma chi lo ha fatto si è rimangiato le parole. Ha sempre smentito chi lo sottovalutava, ma senza parlare troppo, lui lo faceva in campo. Amava il suo pubblico, la sua squadra e la sua nazionale. Solitamente provavo le sue emozioni. Se lui gioiva io gioivo, se lui piangeva io piangevo, se lui si incazzava io mi imbestialivo. Non ho mai avuto niente da rimproverargli perché non me ne ha mai dato l’occasione. Un giocatore così non si può che amare. Non ha bandiere né colori. E’ universale. E’ il portiere più forte di sempre. E quando ripercorro i ricordi ancora vividi dell’Europeo 2016 e lo vedo piangere come un bambino mi si fa un nodo in gola perché mi è dispiaciuto un sacco per quella nazionale ma soprattutto mi è dispiaciuto per lui. Uscire ai quarti forse al suo ultimo europeo, dopo aver sfiorato la vittoria nel 2012, è davvero triste. E se adesso vuole andare al PSG che vada, a me non dispiace. Non ce l’avrò mai con lui. E’ stato una bandiera della Juve per 17 anni e, anche se mi dispiace vederlo andare via, in tutto questo tempo ha fatto il suo dovere di portiere e di capitano. E per questo gli voglio bene. Anche se non l’ho mai incontrato io gli voglio un bene dell’anima. Ed è anche ora che vada a fare un po’ di scuola all’estero anche se come lui non ce ne saranno mai più. E quando ripenserò a Buffon più tardi il primo pensiero che avrò sarà l’immagine del muro che si è alzato in quella calda notte d’estate a Berlino, quando Gigi ha messo le mani sulla coppa parando il colpo di testa a Zidane, con in sottofondo la voce di quel pazzo di Caressa che gridava il suo nome:”BUFFON!!!! BUFFON!!!!!”
Un inchino al portiere più forte che la storia del calcio abbia mai visto.
Chapeau a te, Gigi.
Due bionde da impazzire
Sto pensando molto alla prossima estate. Vorrei espormi maggiormente, fino ad ora non l'ho mai fatto troppo, sono sempre stato con i soliti e difficilmente ho conosciuto gente nuova. Di solito l'estate lavoro per mettere i soldi da parte per spese grandi, tipo telefoni, computer o cose del genere. Con le mance, che in alta stagione superano i 10 euro al giorno, riesco a sostenere anche le piccolissime spese della sera sul lungomare e non devo spendere subito i soldi dello stipendio che non è neanche troppo alto visto che lavoro in una benzina. Quest'estate mi concentrerò sulle relazioni con gli altri, penserò di più ai falò con gli altri, alle serate a cercare di limonare. Soprattutto quest'ultima visto che io non ho mai tirato un limone. E' strano ma, anche se a volte mi colpevolizzo e mi sento in ritardo, tengo al come, al quando e al con chi. Piuttosto preferisco stare da solo che implicato in storie inutili e magari fatte solo per immagine.
E poi ho sempre un peso sulla testa.
E' una persona di cui non sono innamorato ma forse lo sono stato e mentre lo ero non me ne sono reso conto e questo si ripercuote ora in uno strano senso di colpa che mi porta a pensare che sarebbe potuta andare bene con lei. Spesso penso a lei e alle sue reazioni in determinate situazioni. Alle medie eravamo insieme e ora che i siamo divisi comincio ad apprezzare davvero la sua presenza che spesso in classe mi faceva saltare qualche battito. Ecco. Saltare i battiti è una sensazione bellissima. In particolare a me succede ogni volta che ho a che fare con delle ragazze che non conosco. Per quanto ne so potrebbero essere tutte quella giusta e questo mi pressa e mi mette ansia non a tal punto da svenire o da avere un'epistassi, ma al punto che il mio cervello si affatica per pesare e misurare le parole per non fare brutte figure. C'è un'altra ragazza delle medie a cui penso, a volte. E' bionda come l'altra ma con lei ho avuto un rapporto di simpatia abbastanza forte, ma comunque con entrambe non sono mai andato oltre. Lei mi ha fatto conoscere Tumblr. Questa ragazza mi stupisce ogni volta che la vedo: è davvero molto bella e da quando mi sono reso conto che mi piace in quel modo mi viene difficile parlare con lei o addirittura salutarla. Non riesco mai a capire se il nostro rapporto di amicizia sia da saluto con la mano alzata o da abbraccio. Comunque voglio molto bene a entrambe.
Girlswatching
Arrivo a casa. Mi spoglio di tutto ciò che non ho necessità di tenere addosso: chiavi, bracciali, maglietta, pantaloni, ma non la collana. Quella non me la levo mai. Ho le scarpe piene di sabbia, come ogni sera di ritorno dal mare. L'orologio segna circa l'una e mezza, che d'estate diventa un orario accettabile per tornare a casa.
E poi mi piace star sul lungomare che verso mezzanotte si svuota e vedere la gente che se ne va, ed essere uno di quelli che rimangono a coglioneggiare in confidenza con il barista che ci sta a guardare per riposare gli occhi. La musica diventa più lieve e le parole dette sono più nitide rispetto alla baraonda che c'è durante la serata piena. Nessuno che balla, nessuno che si eccita guardando gli altri ballare; solo poche persone che si fanno i fatti propri.
A me piace molto osservare le persone, non lo faccio con malizia, ma nascosto negli angoli bui della mia profonda timidezza guardo tutti e osservo pochi. Soprattutto le facce sconosciute, per cercare di immaginare la loro piccola storia. Se pensiamo che ognuno di noi si porta dietro una storia, non riusciamo a immaginare quanto davvero quelle storie pesino sulle persone. Guardo una ragazza: ha i capelli neri, leggermente mossi quasi come delle onde; ha un corpo esile e un viso graziato a parte un apparecchio dentale che le rendeva le labbra leggermente spinte verso l'esterno. Gira con dei ragazzi che conosco e so che sono dei bravissimi ragazzi, gente che non cerca rogne. Spesso portava la gonna e le stava molto bene. Sembrava simpatica. Cerco di scorgerla in un momento di sorriso e la trovo. E anche il sorriso le sta bene addosso.