Names of Demons from Collin de Plancy’s ‘’Dictionnaire Infernal’’, 1818.
taylor price
h

@theartofmadeline
tumblr dot com
Game of Thrones Daily
AnasAbdin
ojovivo
Misplaced Lens Cap

Origami Around
Keni
Sweet Seals For You, Always
Alisa U Zemlji Chuda

Kiana Khansmith
Not today Justin
TVSTRANGERTHINGS
noise dept.
Sade Olutola

❣ Chile in a Photography ❣
Jules of Nature
Lint Roller? I Barely Know Her
seen from United States
seen from United States
seen from Poland
seen from United States
seen from United States

seen from Brunei

seen from United States
seen from United Kingdom

seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States

seen from Belarus
seen from Malaysia
seen from United States
seen from Malaysia

seen from United States
seen from Guatemala

seen from Malaysia
@sonqua
Names of Demons from Collin de Plancy’s ‘’Dictionnaire Infernal’’, 1818.
Franco Arminio
Franco Arminio, Cedi la strada agli alberi
Le nuvole negli occhi
Peccato che non sei con me quando guardo l’orologio e son le quattro compilo il modulo e penso dieci minutie stiro le gambe come ogni sera e muovo le spalle per rilassare la schiena e mi stringo le mani per far parlare le dita. Peccato che non sei con me quando guardo l’orologio e son le cinque e sono una macchina calcolatrice oppure due mani saltellanti sopra i tasti o un orecchio che ascolta il telefono latrare o uno che fa i conti per far cantare i numeri. Peccato che non sei con me quando guardo l’orologio e son le sei. Potresti avvicinarti innosservata e dirmi “Come va?” e poi restar segnati io con il rossetto tu col blu della mia cartacarbone.
Mario Benedetti
Franco Arminio
“«Troviamo di tutto nella nostra memoria: è una specie di farmacia, di laboratorio chimico, dove si mettono le mani a caso, ora su una droga calmante, ora su un veleno pericoloso».”
—
“Stamane bella passeggiata con mio padre, che invecchia con una filosofia piena di grazia. Paragonato api e farfalle con elefanti e pappagalli e parlato di contratti con il livellatore. Si ficcava tra le siepi e scavalcava muretti con l'aiuto della mia spalla, bestemmiava e si fermava a riposare con la scusa di ammirare il paesaggio. Non avrò nessun altro come lui.”
— Samuel Beckett a Thomas McGreevy il 23 aprile 1933 (dalle Lettere, Adelphi).
Alana Dee Haynes
“Nei ricordi di ogni uomo ci sono certe cose che egli non svela a tutti, ma forse soltanto agli amici. Ce ne sono altre che non svelerà neppure agli amici, ma forse solo a se stesso, e comunque in gran segreto. Ma ve ne sono, infine, di quelle che l'uomo ha paura di svelare perfino a se stesso.”
Fëdor Dostoevskij
Vorrei all’ombra del tuo
sguardo
sostare e con la
mano disegnare
la tua voce
che cala verso
me a raccontare.
Goliarda Sapienza
Carrie Mae Weems - The Kitchen Table Series, 1990
“Chi abbraccia una donna è Adamo. La donna è Eva. Tutto accade per la prima volta. Ho visto una cosa bianca in cielo. Mi dicono che è la luna, ma Che posso fare con una parola e con una mitologia? Gli alberi mi fanno un poco paura. Sono così belli. I tranquilli animali si avvicinano perché io gli dica il loro nome. I libri della biblioteca sono senza lettere. Se li apro appaiono. Sfogliando l’Atlante progetto la forma di Sumatra. Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco. Nello specchio c’è un altro che spia. Chi guarda il mare vede l’Inghilterra. Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia. Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine. Ho sognato la spada e la bilancia. Sia lodato l’amore che non ha né possessore né posseduta, ma entrambi si donano. Sia lodato l’incubo che ci rivela che possiamo creare l’Inferno. Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange. Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero. Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare. Chi dorme è tutti gli uomini. Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita. Non c’è nulla di antico sotto il sole. Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno. Chi legge le mie parole sta inventandole.”
— Jorge Luis Borges, Felicità (via ma-pi-ma)