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“Certi ricordi bastano a profumare un’anima per sempre.”
— Gabriele D’Annunzio
Rassegnarsi all'idea di un rapporto che non potrà mai più tornare come prima, nonostante sia l'unica cosa alla quale tieni più di ogni altra, è un altro tipo di dolore
Ida Bauer
Ciao, come stai? è passato quasi un anno dall'ultimo momento in cui ci siamo visti e solo adesso ho la forza di scrivere questa lettera. Probabilmente trovo solo adesso il coraggio di scrivere queste parole perché stavo controllando delle foto nelle varie cartelle del computer e, ad un certo punto, ne trovo una dove ci siamo io e te che sorridiamo. Ho ripensato al fatto che la giornata in cui ci fecero quella foto fu una delle più belle della mia vita, così come tutti i momenti passati con te. In questi venti anni non ho avuto molte persone al mio fianco, anzi, quasi nessuna, ma ci sono stati uomini capaci, in un modo o nell'altro, di sapermi prendere. Ho avuto uomini bellissimi dietro, uomini che qualsiasi ragazza mi invidierebbe, uomini che avrebbero superato qualsiasi difficoltà per stare con me e che mi hanno dimostrato in mille modi di tenerci. Ma erano uomini che a me non interessavano. Ci sono stati uomini a cui dicevo no a prescindere e uomini che, ogni tanto e raramente, mi hanno colpito. Ma il problema è che questi uomini non erano te. Ho provato a non pensarti, a non fare paragoni fra te e altri, a dirmi che al mondo ci sono persone migliori e più belle di te, ad avere farfalle nello stomaco, a provare qualche brivido quando qualcuno mi ha baciata e toccata, ad addormentarmi la notte pensando ad altri, ma non ce l’ho fatta e ho paura di non farcela mai più. Ho paura di non provare più niente, di non tornare più a casa dopo un appuntamento e dire “mi manca già”, di non innamorarmi più, di non pensare più a qualcuno mentre salto per la felicità, di non baciare più qualcuno e intanto avere dentro un uragano. Come dice Jovanotti, l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente. Mi sono semplicemente accorta che non conta quanto tempo passi con una persona, ma l’intensità con cui ti godi quei momenti. Solo tu sai che le volte in cui siamo stati veramente insieme si possono contare sulle dita di una mano e solo tu puoi capire quanto bene sono stata. Un’ora passata con te è sempre valsa più di un mese trascorso con qualcun altro. Ma anche più di due, tre, quattro, cinque, sei… Quei brividi non li avevo mai avuti. E neanche li ho più avuti. Magari un giorno mi innamorerò veramente di qualcuno, mi fidanzerò, mi sposerò e sarò felice come mai prima di quel momento, ma sono certa che ti penserò spesso e penserò a come sarebbe stato se avremmo potuto invecchiare insieme e realizzare tutti i nostri sogni mano nella mano. Mi hai causato le prime farfalle nello stomaco quando avevo sette anni e mi hai causato anche le ultime. Sei stata l’unica persona per cui non è valsa la regola del “occhio non vede, cuore non duole”. Non ci siamo visti per un anno e mezzo e ti posso assicurare che non c’è stato neanche un giorno in cui io non pensassi a te. Quando le giornate erano dure e c’erano mille problemi mi dicevo che un giorno mi saresti venuto a prendere e saremmo scappati da tutto questo. Quando le giornate erano felici pensavo che, se avremmo potuto condividerle insieme, lo sarebbero state il triplo. Anche quando tutti mi dicevano di non pensarti e, soprattutto, che non ti avrei mai più rivisto nella mia vita, io continuavo a sperarci. Ed è proprio quando iniziai a pensarti meno, a sperarci meno, che ti rincontrai. Te lo ricordi? In quel posto bruttissimo, pieno di gente, dove tu mi vedesti e facesti un urlo per chiamarmi ed io improvvisamente mi dimenticai di dove fossi, con chi fossi e iniziai a correre verso di te, perdendo tutti i miei amici, e stringendoti forte. Un anno e mezzo che non ci vedevamo. Sei una di quelle poche persone per cui ho lottato, una di quelle persone che avrei voluto nella mia vita. Anche se le cose erano difficili, le avremmo potute affrontare insieme e le avremmo sconfitte, credimi. Sei stato il mio amore impossibile, quello che sognavo da bambina e da adolescente. Ad un certo punto il sogno si è avverato, ma poi è necessario svegliarsi giusto? Mi sono svegliata e tu non c’eri più e non ci sarai mai più. Spero solo che tu possa stare sempre bene. E spero che anche io possa finalmente provare qualche brivido sulla mia pellaccia, qualche brivido che non mi causerai più tu, ma che a me andrà bene perché sarò innamorata di questa persona. Sei stato il mio primo amore e lo sarai sempre. Certe storie ed emozioni non si dimenticano. Sei sempre nel cuore.
Va bene anche se non mi ami, anche se non mi chiami, anche se non mi pensi, anche se non mi vuoi. Va bene, si fa per dire, ma lo dico sul serio.Va bene anche se oggi sarà l’ultima volta che ci vedremo, che ti sentirò parlare, che ti vedrò gesticolare con quelle mani sempre in movimento, va bene tutto.Va bene anche se non ci baceremo più, anche se non mi spettinerai più per farmi arrabbiare, anche se non mi chiamerai più la sera per raccontarmi una cosa “importantissima”. E va bene. Va bene anche se non mi guarderai con il sorriso sulle labbra,anche se la prossima canzone di cui mi innamorerò non potrò fartela ascoltare, e magari la sentirai comunque, ma non sarò io a chiederti di farlo, e allora sarà una canzone come tante altre.Va bene così. Va bene anche se non mi rimproverai più per la mia insicurezza. Va bene, va bene anche se non ci toccheremo più, anche se non saremo mai amici, anche se non ci dimenticheremo, va bene anche se va male, va bene anche se nessun marciapiede ci farà più da tappeto rosso mentre camminiamo e con le mani ci diciamo “ti amo”. Va bene, e verrà il giorno in cui dovrò odiarti, ma lo sai, deve succedere, va bene, e verrà il giorno in cui ci invieremo di nuovo gli auguri e comunque per uno dei due (indovina per chi?) sarà ancora troppo presto. Va bene così, anche se ci incontreremo per caso in una discoteca squallida con gente sconosciuta e ci guarderemo come se non ci fossimo mai amati, né odiati, né appartenuti, e ci diremo ciao, ma non ci sarà dolcezza, la tua dolcezza. Va bene anche senza la tua dolcezza, va bene va bene va bene va bene capito?Va bene perché non posso più tenerti, se non vuoi stare con me. Non posso più insistere, non posso più “provare” a farti innamorare di nuovo. Va bene, perchè con te che mi dici che va male io non ce la faccio più. Va bene, perché con te che mi guardi con quegli occhi spenti io non ce la faccio più. Io ti sento troppo per non andare via ora che tu non mi senti più. Va bene così.
Lui non è come te, però ha i tuoi stessi occhi. Forse gli stessi proprio no, sono un po’ più… no ecco forse sono meno azzurri, però si illuminano mentre mi guarda quindi va bene così. Mi bacia spesso, anche al supermercato. Tu non lo facevi mai. Dicevi che erano cose solo per noi e mi baciavi al buio di una stanza, però mi baciavi piano. Lui invece sempre un po’ di fretta. Ha questa urgenza di avermi, di sentirmi. Chissà se mi sente tanto quanto ti sentivo io. Siamo stati in un parco abbastanza grande che ci stavano bene tutti i pensieri fatti in due. Non avrebbe dovuto ricordarmi per niente il silenzio sul divano di casa mia, una mano sul ginocchio, la testa sul tuo respiro . (Vivevo dei respiri tuoi. ) Straparla spesso sai? A volte bestemmia anche, e quante parolacce che dice. Dice che dovrei lasciarmi andare un po’ di più, scrollarmi l'ansia da dosso. Dice che dovrei affrontare le mie paure con coraggio. Ed ha ragione, ma che ne sa lui di tutte le paure che ho da quando te ne sei andato tu? Cosa ne sa che ho avuto fiducia in un altro una sola volta nella mia vita, che ci ho sperato tanto una sola volta, ci ho lasciato il cuore una sola volta e poi indietro non l'ho avuto più? Niente, e quindi rido. Rido tanto con lui. Tu mi facevi sempre ridere tanto però con te piangevo anche tanto. Lui si prende cura di me, le lacrime me le asciuga però poi non mi consola come facevi tu, non mi stringe forte a sè, mi bacia la fronte ma poi non mi sposta i capelli, e allora a che serve? Io credo di amarlo, però ogni volta che sto per dirglielo mi torni in mente tu e mi sento come un traditore qualunque. Io credo di amarlo quando mi fa un sorriso d'incoraggiamento anche per cavolate. Io credo di amarlo quando mi guarda attento, quando mi abbraccia in silenzio, quando non c'è bisogno che dica di averne bisogno che lui è lì pronto a regalarmi una carezza e un fiore. Credo di amarlo da quando ha scoperto che mi piace leggere e ha comprato un libro al mese da mettere nella sua libreria, lui però non legge mai. Tu leggevi sempre ma le frasi più belle non me le hai mai dedicate.
Io credo di amarlo, però vedi quanto male mi hai fatto che ogni volta che penso all'amore penso a quello che mi hai tolto tu e non so più amare.
““Eri bellissima” è una canzone che ho scritto per vendicarmi e il testo, racconta la piccola vendetta che mi sono preso nel rivedere il mio primo amore. Era stato un rapporto travagliato, finito male per forza di cose. Come in “Piccola stella senza cielo” la protagonista è una ragazza che non riusciva a vedersi bene nei propri panni, che non riusciva a vedersi come la vedevo io, cioè appunto, bellissima. Ma c’è un po’ di sadismo in quell'imperfetto: eri bellissima, lasciatelo dire.. Il disagio si sente con forza anche in piccola stella senza cielo, una canzone che ha sorpreso me per primo, per gli effetti che ha prodotto, per il processo di identificazione che ha innescato in tante ragazze. La protagonista potrebbe avere un proprio posto nel cielo, nel firmamento, ma non ce la fa. E’ una canzone dell’ingenuità e del prezzo che comporta, perché se ti apri e ti esponi hai più probabilità di venire ferito. Ma esporsi, aprirsi, se da un lato comporta la fragilità, dall'altro un atto di coraggio, talvolta incosciente, spesso generoso. Questo mi ha fatto riflettere su come sia diffusa, tra le donne, questa necessità di vivere fino in fondo anche la propria sensazione di estraniamento.”
— Luciano Ligabue (via quellachenonsei92)
“Ti farà male, però imparerai. Imparerai a dimenticarlo. Imparerai a dimenticare come cammina. A dimenticare come si muovono i suoi capelli con il vento. A dimenticare la sua voce. A dimenticare come gesticola mentre parla. A dimenticare il suo colore preferito. A dimenticare come gli piace il caffè. A dimenticare gli orari del suo pullman. A dimenticare dove gli piace sedersi al cinema. A dimenticare di che colore mette il costume d'estate e in che spiaggia ama andare. A dimenticare la sua musica preferita. A dimenticare i messaggi alle quattro del mattino che dicevano ‘Giulia Ghironi sei la MIA vita!’. A dimenticare come salutava te. A dimenticare gli sguardi e le occhiate. A dimenticare le domande assillanti. A dimenticare come strizza gli occhi al mattino appena sveglio. A dimenticare come ti urlava “Giulia, ti amo!”. A dimenticare come ride. A dimenticare le facce buffe che fa per prenderti in giro. A dimenticare le date dei giorni che avete passato insieme e ogni dettaglio e particolare di questi. A dimenticare tutto. Farà male, te lo giuro, farà male ma imparerai a non cercarlo, a non guardarlo, a non pensarlo, a non parlare di lui, a non riguardare le vostre vecchie foto, a non incrociare la sua strada, a non sederti al suo posto al cinema, a non indossare il suo colore preferito, a non prendere un suo pullman, a non rifare le sue facce buffe, a non fare battute che lo avrebbero fatto ridere. Farà male. Farà male da morire, da non farcela più, tanto che sentirai il tuo cuore scoppiare e straboccare che vorrai strappartelo via, insieme a tutto il dolore. Farà talmente male che ad un certo momento dirai ‘basta!’ e vorrai andartene via. Farà tanto male che vorrai solo gridare nel buio e piangere sotto le tue coperte. Farà male, te lo assicuro. Più volte ti sentirai morire, oppure ti sentirai cedere le gambe mentre sali le scale per andare in classe, oppure ti verrà da nasconderti in un vicolo appena vedi uno con lo suo stesso giubbotto, o vorrai evitare chiunque beva il suo stesso caffè, o non sopporterai più quando ti chiederanno di lui e come è andata tra voi. E sai perché farà così male? Perché non puoi, non puoi dimenticarlo. Te lo giuro, potrai fare tutto quello che vuoi ma non ci riuscirai. Potranno anche passare giorni, mesi, persino anni, che sarai certa di averlo lasciato nel tuo passato per sempre, sarai certa di averlo cancellato dalla tua memoria. Ma ti basterà risentire la canzone che ascoltava sul pullman, conoscere qualcuno con lo stesso nome, ripassare davanti ad una vetrina con in mostra la stessa felpa che gli hai regalato per natale, e che usavi tu perché era comoda, grande e calda come i suoi abbracci, o magari cambiando canale ti fermerai davanti alla televisione a fissare una scena del film che siete andati a vedere insieme, o risentirai una risata simile alla sua. E lui sarà di nuovo in te. Lo sentirai di nuovo. Lo risentirai nelle vene, nelle ossa, nel profumo di caffè, nel vostro film preferito, nella sua musica, nelle mani che ti tremano, nelle gambe molli che cedono, nel giorno e nella notte, nell'aria. E sai perché non ce la farai? Perché non potrai mai dimenticare chi hai amato in quel modo, non potrai dimenticare mai chi hai amato così.”
—
GIULIA GHIRONI. - (via @queitaglisuipolsisporchi)
Ho passato molto tempo a scriverlo, per favore non togliete la fonte, ci tengo tanto.
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“Tu non sei l'eccezione, tu sei la regola. E la regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti. Se ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo, è perché non gliene frega un cazzo. Se ti tradisce, è perché non gli piaci abbastanza. Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi, non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d'aiuto, bisognosi di tempo, gli uomini si dividono in due categorie soltanto: quelli che ti vogliono e quelli che non ti vogliono, tutto il resto è una scusa. E Tu, tu, donna, di mestiere fai l'avvocato, la commessa, la cameriera, l'insegnante, la casalinga, la commercialista, la modella, la ragioniera, l'attrice, la studentessa, non la crocerossina, quindi aspetta che sia lui a chiederti di uscire, perché va bene la parità dei sessi, le quote rosa, e l'eguaglianza dei diritti, ma i tempi non sono poi così cambiati. Gli uomini restano pur sempre dei cavernicoli sia pure incravattati e come tali adorano il sapore della conquista. Tieniti lontana dagli uomini sposati, non lasceranno la moglie per te, meno che mai lasceranno i figli per te. E non credere alla storia dell'amica della sorella di tua cugina, appena convolata a nozze con quello divorziato, tu non sei l'eccezione, tu sei la regola. Al bando quelli che ti costringono ad aspettare ore accanto ad un telefono che non suona, non hanno perso il tuo numero, non hanno investito un cane, non hanno appena scoperto di avere un tumore alla prostata. Probabilmente sono al telefono con un'altra. Oppure sono gay. Fanculo quelli che non declinano i verbi al futuro, non sono analfabeti, semplicemente non vogliono impegnarsi perché non gli piaci abbastanza. Li riconosci facilmente, girano con un cartello appeso al collo e la scritta: “Ci stiamo frequentando”. Quando la senti, scappa, non consumare le tue belle scarpe nuove (e neppure quelle vecchie) per correre dietro un uomo che non ti vuole. Usale, piuttosto, per prenderlo a calci in culo. Impara l'arte dell'essere donna. Impara l'arte di ottenere dagli uomini quello che desideri, non sbattendo i piedini, ma facendogli credere che siano stati loro a decidere. Impara a scegliere, invece che essere scelta”
— La verità è che non gli piaci abbastanza.
Ieri ho cancellato il tuo numero. Mi è sembrata una cosa strana, anche perchè da sei anni, quasi sette a questa parte, l'ho sempre avuto. Ieri ero incazzata e delusa, forse un po’. Mi sono detta che i vent'anni che ho compiuto mi devono portare ad una consapevolezza, ovvero che alcune persone, semplicemente, non mi vogliono nella loro vita. E va bene così. Ho deciso di dire loro addio. Però, sai, tu eri diverso. Sei sempre stato diverso. Siamo stati insieme così tanto tempo, abbiamo condiviso così tanto che effettivamente ti penso ancora almeno una volta al giorno. Hai deciso che non devo saperne più niente della tua vita, e forse per te è la scelta giusta. Se è così, sono felice per te. Però voglio che tu sappia, che ho cancellato il tuo numero per neutralizzare completamente quella voglia che ho di chiederti come stai, come ti va la vita. Ho cancellato il tuo numero, ma ciò non significa che ho cancellato te. Tu hai un posto riservato lì nel cuore e nessuno mai, e ripeto mai, riuscirà a prendere quella parte di cuore che appartiene a te soltanto. Volevo dirti, che solo perchè ora amo un'altra persona, non significa che non abbia mai amato te. Ti ho amato, e tanto. Ti ho amato al punto di avere il coraggio di guardarti negli occhi e dirti che non ti amavo più. Quindi io non dimenticherò te, non dimenticherò noi e ricorderò il giorno del tuo compleanno e penserò ogni anno di farti gli auguri, ma non li riceverai più. Perchè questa volta ho deciso seriamente, di lasciare andare tutte le persone che non vogliono essere presenti nella mia vita. Te compreso. Anche se tu sei diverso dagli altri. Anche se tu sei l'eccezione. Anche se avrai sempre riservata una parte di cuore.
“Ho parlato di te alla luna una volta. E lei, silenziosa, ha pianto con me tutta la notte. Non poteva dirmi nulla, però le dispiaceva.”
— Sorrisofalsosempre