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Cit.
DOPO TUTTO QUELLO CHE HO PASSATO MI MERITO UNA VITA CHE NON SOMIGLI PIÙ A UNA PROVA DI RESISTENZA.
Cit.
Si resta sempre un po’ intrappolati nelle cose non vissute perché non hanno una fine, non hanno una risposta, non hanno un luogo dove depositarsi. Restano dentro, intatte e irraggiungibili, come un cuore che batte ancora dietro una pellicola che lo separa dal mondo.
Massimo Bisotti
"Odio l’estate. Odio il mese di agosto fino al giorno di ferragosto. Tutti partono e ci chiedono se anche noi partiremo. Impossibile rispondere, quando siamo nel numero di quelli che non hanno voglia né di partire né di restare. Passato il Ferragosto, mi sembra di uscire da un incubo. Mi sembra che tutto lentamente migliori per me. Cominciano i temporali d’autunno. Amo l’autunno e nell’autunno di solito, scrivo qualcosa. Nell’estate, rarissimamente riesco a scrivere. [...] Io non trovavo il mondo triste, lo trovavo bellissimo, solo che a me per qualche ragione oscura era vietato di celebrarne le radiose giornate, così non potevo che cercare e amare l’autunno, l’inverno, il crepuscolo, la pioggia e la notte. Scopersi, in seguito, che una simile sensazione non ero io sola a provarla, che era una sensazione comune a molti, perché molti come me in qualche istante della loro esistenza si sono sentiti esclusi e mortificati dall’estate, giudicati per sempre indegni di raccogliere i frutti dell’universo. Molti come me allora hanno odiato lo splendore abbagliante del cielo sui prati e sui boschi. Molti come me ai primi segni dell’estate si sentono in angoscia come all’annuncio di una disgrazia, perché in essi risorge lo spavento del giudizio e della condanna." - Natalia Ginzburg, da un'intervista su "La Stampa" del 1991
Vorrei che tu per una volta te ne fregassi. Che imparassi a dire di no, come sanno dirlo gli altri. Senza per questo sentirti in colpa. Vorrei che non pensassi di essere sempre meno di chi ti sta intorno. Che non ti domandassi ogni volta: «Dove ho sbagliato?». Vorrei che ti rendessi conto che la gente smette di chiedersi il perché di un errore già un minuto dopo che l'errore è avvenuto. Perché a nessuno importa di trovare un senso agli sbagli, mentre tu lo pretendi. Tu, in assenza di senso, ti senti mancare. Vorrei che imparassi a difendere i tuoi sogni dal cinismo del mondo, senza per questo sentirti stupida. Che comprendessi che non sempre è giusto preoccuparsi per gli altri, se gli altri sono gli stessi che non si preoccupano per te e poi tu sei costretta a raccoglierti l'anima fatta a pezzetti. Vorrei che capissi che sono i sogni che fai a renderti unica. Più quelli che fai ad occhi aperti che ad occhi chiusi. Vorrei che non ti sentissi mai poco bella per l'amore. E neanche poco romantica. O troppo vecchia. O troppo grassa. O semplicemente sbagliata. Vorrei che sapessi che l’amore è un diritto di tutti e che nessuno dovrebbe accettare di vivere senza. Neanche tu. Vorrei che fossi cosciente della grandezza del tuo cuore e che non ne dubitassi soltanto perché c’è chi non lo ha apprezzato. Vorrei che credessi sempre nella potenza di un bacio, anche se qualche bacio non è stato sincero. Vorrei questo. Che tu amassi. Che ricominciassi. A qualunque costo e contro qualunque pregiudizio o cattiveria che comunque riceverai. Perché l’amore, fidati, l’amore ti salverà.
Cit.
....🖤
Non scoraggiarti mai: la speranza è il sole che illumina il cammino. Madre Teresa di Calcutta
“Allontanati da tutto ciò che è poco.
Allontana il poco amore, la poca attenzione, la poca protezione.
E soprattutto la poca luce.
Perché poca cosa tu non meriti.”
— V. Mello
ESCI DI CASA, anche se non sai dove andare e anche se non hai nessuno con cui vederti. A volte l’anima non chiede soluzioni. Chiede aria. Cambiare scenario può ridare battito al cuore. Vedere la gente che passa, sentire altri rumori, accorgersi che la vita continua a pulsare oltre quelle pareti in cui oggi ti senti fermo. Camminare qualche minuto può curare più di quanto immagini. Sederti sotto un albero, entrare in un bar qualunque, perderti un po’ senza una meta… anche questo è prendersi cura di sé. Non serve un programma. Non servono scuse. Non serve compagnia. A volte il corpo ha bisogno di muoversi per permettere alla mente di calmarsi e all’umore di trovare una piccola tregua. Cit. Fallo per te. Perché un passo fuori, anche minuscolo, può alleggerire molto di ciò che porti dentro. Non sempre servono risposte. A volte serve solo cambiare aria.
A volte mi domando cosa resterà di me quando non ci sarò più. Se qualcuno ricorderà la mia risata, quel modo strano che avevo di arrabbiarmi, le mie piccole manie che mi rendevano… me.
Mi chiedo se un giorno, ascoltando una canzone qualunque, qualcuno penserà a me. Non con dolore, ma con un sorriso lieve. Uno di quelli che scappano senza volerlo.
Forse non ha importanza. Forse siamo solo nomi, sospesi nella memoria di chi ci ha incrociati. E poi, piano piano, svaniamo.
Ma che cosa meravigliosa sarebbe restare — anche solo per un attimo — come un pensiero improvviso, una sensazione dolce che torna all’improvviso, anni dopo.
Essere quel ricordo leggero, che scalda il cuore per un secondo. E basta.
Cit
E avrei voluto farmi libro perchè mi leggesse.
Fabrizia Ramondino
E se fossi tu Non ci siamo mai toccati, eppure, i nostri sguardi hanno tracciato brividi là dove le nostre pelli non si sono mai sfiorate. I nostri silenzi hanno sussurrato ciò che le nostre labbra non hanno mai osato dire, come se, senza alcun contatto, avessimo già varcato tutti i confini dell'indicibile e del desiderio. clairdelune.poesia
L’altro giorno un mio amico mi ha detto: “Vorrei solo poter sparire.” E lo ha detto piano, senza rabbia, senza scena. Con la voce di chi ha finito le scuse per giustificarsi col mondo. Gli ho chiesto: “Perché?” E lui ha alzato appena gli occhi, come chi è stanco pure di parlare, e mi ha risposto: “Perché non basta essere buoni. Non basta fare tutto quello che ti hanno insegnato. Non fare del male. Dire grazie, chiedere scusa, tenere la porta aperta anche a chi non la tiene per te. Non basta abbassare la testa, lavorare, farsi in quattro. La vita non premia chi si comporta bene. Non c’è nessuna giustizia nel dolore. Non c’è una logica, un perché, un equilibrio. A volte ti sbatte a terra anche se non hai fatto niente. Anzi, proprio perché non hai fatto niente. E lì non c’è medaglia, non c’è spiegazione, solo lividi da contare a occhi chiusi. E allora ti viene voglia di sparire. Perché ti accorgi che la bontà, da sola, non ti protegge da niente.” E io, per un attimo, non ho trovato parole. Perché c’aveva ragione. Troppa ragione. Perché lo so anche io che ci sono momenti in cui la vita si piega e si rompe in punti invisibili. E non importa quanto sei bravo a sopportare, a sorridere, a far finta che vada tutto bene. A volte, la vita ti uccide lasciandoti vivo. Allora ci ho pensato. Ci ho pensato tanto. E ho capito che quando ci capita un po’ di felicità, anche se piccola, anche se disordinata, anche se non somiglia a quella che sognavamo, dobbiamo trattarla come un dono raro. Perché poi succede che un genitore si ammala. Che il lavoro finisce. Che le certezze si spezzano. E tutto va storto senza che tu abbia fatto niente di male. E la vita si inceppa. Come se qualcuno avesse tolto la musica proprio quando avevi imparato a ballare. E lì capisci che nessuno ti deve niente. Che la felicità non è un diritto ma un attimo che passa e se non lo riconosci te lo perdi. Per questo, quando arriva anche solo un istante buono, una sera in cui respiri più leggero, una voce che ti chiama nel modo giusto, una finestra che si apre e ti sembra casa, non lo devi sprecare. Non devi andartene da lì per paura che finisca. Resta. Resta finché puoi. Fino all’ultima luce. Fino all’ultima sillaba di pace. Alla fine non gli ho fatto nessun discorso. Mi sono avvicinato e l’ho abbracciato forte, senza dire niente per un po’. Poi, piano, gli ho sussurrato: “Se un giorno sparisci, lasciami almeno un biglietto. Che ti raggiungo. Perché lo so che non ci si salva da soli. E ognuno di noi, quando è al buio, ha solo bisogno di qualcuno che resti accanto senza chiedere niente. Solo restare. E dire: ci sono. Anche adesso. Anche così.” Andrew Faber
"Non forzare mai nessuno a sceglierti,se uno crede di trovare meglio altrove lascialo andare. Non trattene chi non vuole restare,la vita è breve per insistere su chi è indeciso.Dio ci creò liberi,scelti per amore,non per convinzione.Chi resta lo faccia per cuore ,non perché è implorato.Priorità a una scelta vera,non comoda.Hai un valore Divino e meriti chi lo vede e resta per convinzione.Cerca chi ama la tua essenza e riconosce il tuo scopo.Tieni la porta aperta se qualcuno vuole andare,lascialo andare in pace,chi resta sia solo per scelta .Vivi con verità nel cuore fidandoti della guida di Dio,lui sa esattamente chi deve camminarti accanto."
- Papa Francesco
Esattamente cosa volete da me? Che sia attenta, disponibile, comprensiva senza desiderare mai nulla? Esattamente cosa volete da me? Che sia buona, generosa, presente senza avere mai bisogno di essere ricambiata con un gesto di attenzione, una coccola, un... "sono qui"? Esattamente per quanto tempo credete che io possa amare senza essere amata? O CERCARE DI CAPIRE senza essere capita? Sono umana. Sono fragile. Sono stanca. E mi sento sola in quei momenti in cui vorrei essere rassicurata e invece mi viene chiesto - ancora e ancora - di dare, di supportare, di sopportare.Esattamente cosa volete da me?Una volta, ogni tanto, domandatevi cosa voglio lo.
- Letizia Cherubino