Viaggio sola: un Erasmus da imbarcare.
Dopo il mio Erasmus in cui il viaggiare da sola è diventato inevitabile mi sono accorta di strani fenomeni che circondano “il viaggio di una femmina sola”. Premetto che io non ho mai avuto problemi a muovermi sola, portandomi dietro a volte anche mia sorella. Le mille pare da parte di tutti i lati della famiglia erano d’obbligo correlate da infinite chiamate. Ma questa volta, probabilmente complice il trasloco a trasformarsi è stato anche l’ambiente intorno a me.
La partenza. L’inizio di questo viaggio è stato pervaso dalla convinzione di tutti i famigliari che: il bus, l’aereo, il treno e la nuova città fossero pieni di stupratori e scippatori in attesa solo del mio arrivo ai diversi terminal. Poi, però, quando sono arrivata ci si è resi conti che magari questi avevano di meglio da fare che stare lì ad aspettare una povera studentessa. Un’altra questione riguarda i soggetti in cui mi sono imbattuta per primi i galantuomini che ti approcciano con la scusa del “Vuoi una mano con la valigia? E’ più grande di te!” Qui, vorrei precisare che la cavalleria fa sempre piacere soprattutto nel caso in cui tenti di leggere il biglietto online e ti trascini dietro 30 kg di bagagli e tu ne pesi 46 ma se rispondo “No grazie” vuol dire no e basta. E si, il no è riferito anche al tuo pene. Successivamente ad accompagnarmi sono stati gli sguardi compassionevoli delle mamme e delle hostess un po’ più anziane che ti guardano come fossi un po’ pure loro figlia mentre ti imbarchi per un volo da SOLA. Signore, potete stare tranquille a casa ci torno e mamma lo so che sono qui.
L’arrivo e il trasloco. Il problema principale dato dall'arrivare in loco è generato dalla necessità di sistemare la casa e la tua piccola cameretta in primis. Quindi nei panni di una Cenerentola moderna (perchè è vero che nei paesi anglofoni sono sporchi) a pulisci e rassetti ma ti fai anche i muscoli per i quantitativi di boccioni di candeggina e MR Muscle usati in tutta la casa e quindi trasportati da te. Dopodichè, ti ritrovi ad acquistare: piumoni, lenzuola ed affini. Cose che tu nei tuoi miseri 20 anni di vita non hai mai considerato acquistabili ma pensavi fosse tua madre a generarli. Ma soprattutto, tra lo stupore dei commessi, non ti sei mai chiesta effettivamente quali fossero le misure in cm di un letto singolo. Dopo questa immane fatica arrivi a casa carica come un mulo e dopo aver sistemato tutto la tua coinquilina sostiene tu abbia un tocco poco femminile. Con tocco femminile vorrei capire cosa intendesse la tipa: lustrini e tappezzeria rosa ovunque?
La permanenza. Beh, senza troppi giri di parole si sa che l’Erasmus abbassa i freni inibitori. O forse è l’alcol. Comunque, non solo in prima persona ma anche osservando l’ambiente circostante, mi sono resa conto che l’idea di cambiare frequentemente partner è tutt'oggi un qualcosa di accettabile solo in senso maschile. Una donna che cambia partner con una certa frequenza viene subito additata come una “easy” anche in un contesto “ovattato” come quello dell’Erasmus. Questo additare continuamente avviene sia da parte di altre donne che da parte di uomini. La cosa di cui ci si rende conto è che questo tipo di “rimprovero” ha infinite conseguenze. Mi sono resa conto che molte delle mie compagne hanno iniziato a non vivere benissimo le feste e magari nel momento in cui bevevano un po’ di più o si sentivano libere di fare tutto quello che da sobrie non avrebbero mai fatto oppure avevano crolli psicologici in cui si sentivano “sporche/poco di buono” per la scappatella della settimana prima. Il nascondersi dietro all'alcol faceva sì che fossero le più “wasted” a fine serata e il maschio (quello codardo ed infimo) era lì pronto ad approfittarsene. Dall'altro canto ciò ha fatto sì che le ragazze vivessero l’Erasmus in maniera molto più frenata evitando magari quei viaggi che si organizzano tutti insieme per non dormire insieme ai ragazzi e sentirsi costantemente giudicate. Perché mantenere la testa ai baldi giovani che vomitano pure l’anima dopo una serata brava è giusto, mantenerla ad una ragazza è un “ma che schifo”. I ragazzi stessi in questa situazione hanno generato una divisione tra le stesse ragazze. La prima categoria rappresentava tutte le “fattibili” ovvero le più attraenti, quelle da portare a letto o che almeno erano di bella presenza. Nel secondo girone vi erano quelle che perchè fidanzate o con canoni estetici non idonei non erano degne delle loro attenzioni e venivano costantemente trattate come l’amica di turno, utile per fare da spalla con la tipa gnocca.
Il rientro. Beh, che dire l’Erasmus è stata comunque un’esperienza meravigliosa e il rientro si è fatto sentire. In primo luogo ad esami e tirocinio conclusi nel momento in cui si parlava dei piani futuri ed io palesavo il mio essere in anticipo con gli esami e le mie intenzioni future (nonché le gratificazioni provenienti dall'università ospitante), i miei compagni di scambio si irrigidivano. Come fossero intimoriti da una ragazza che nonostante fosse più piccola avesse raggiunto dei traguardi anche superiori ai loro e ovviamente in questo contesto non mancavano le battutine sessiste “Chissà a chi l’hai data/ Ma per voi FEMMINE è più facile”. Prendere in considerazione il fatto che fossi brava e capace di mio era un’opzione impensabile per molti. In secondo luogo il rientro a casa è stato pieno di momenti emotivamente destabilizzanti e dall'altro canto mi si sono propinate le medesime scene dell’andata: gente che mi approcciava nei modi più disparati, valige troppo pesanti e mamme non mie che mi guardavano apprensive. La mia appena mi ha vista mi ha detto che ero dimagrita troppo.
Fatto questo piccolo sunto, quello che mi sento di dire a chiunque, ma soprattutto alle ragazze è: NON FERMATEVI. Partite, tornate, fate, divertitevi, superate i pregiudizi e i giudizi. Camminate a testa alta, perchè se ci vuole coraggio ad essere viaggiatori già di per sè ce ne vuole ancora di più ad essere viaggiatrICI. Accettatevi e non vivete le cose a metà solo perchè qualcuno potrebbe pensar male di voi, non ponetevi limiti ed andate. Non negatevi niente, voi ne valete sempre la pena.