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Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
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Oppio- La mia esperienza
Mi è capitato di fumare l’oppio più, e più volte. La prima volta lo comprai da solo e ne fumai mezzo grammo a casa di un amico, tutto io. Era il periodo che stavo “lavorando” ad uno spettacolo teatrale DI MERDA, una roba lanciata sul sociale per prevenire il bullissimo. Beh, una bella idea direte voi, e vi do’ anche ragione se non fosse che tutti questi ragazzi di far teatro proprio non ne avevano voglia e sul palco il 97% degli attori erano cani. Cani di merda. Se poi aggiungiamo che il testo era scritto da altrettanti pischelli cani potete immagginare la merda che poteva uscire fuori. E’ una di quelle cose che mi vergongo di aver fatto. L’unica bomba era che ci esibivamo al teatro olimpico, che spacca. Fatto stà che sempre a casa del buon Lucas, comprato da un amica che casualmente ne aveva un pò, mi fumo tutto l’oppio appena preso e l’effetto non è che mi faccia impazzire. Sedato, con i muscoli sciolti e morbidi. Ero sbracato per terra sul parchè con un cuscino mentre guardavo i simpson. Era proprio l’immagine comune del fattone. Lo fumai ancora, quando me lo offrivavno e se non sbaglio un’altra volta lo presi perchè una ragazza mi doveva dei soldi e quella era la sola (?) moneta con cui poteva di pagarmi, ed io accettai. Per me quella droga non era niente di che, pensavo che non mi facesse chissà quanto, preferivo di gran lunga un bel bong di buona erba. Ogni volta che mi capitava di fumarlo non mi soddisfaceva mai, e continuavo a palesare la mia tesi “ a regà a me non me fa un cazzo, molto meglio i bong”.
Quest’estate ero con un amica in un parco e lei aveva con se un grammo di oppio di ottima qualità, coltivato ed estratto da dei suoi amici rimastini campagnoli. Dato la qualità la ragazza mi propone di mangiarlo, cosa che non avevo fatto mai ( anzi calla, lo avevo mangiato una volta ma ero troppo ubriaco per sentirne gli effetti) cosi ne stacca due pezzetti, li impana in due cartine e me ne porge uno. Lo butto giù senza pensarci troppo. Restiamo un po’ sdraiati sull’erba a chiacchierare quando ad un tratto gli squilla il cellulare. Non mi ricordo chi fosse ma dopo attaccata la chiamata la mia amica deve andare via. Decido di andarmene anche io. Ci salutiamo all’uscita del parco e dopo aver fatto una ventina di passi mi arriva questa bella botta. Potente come non l’ho mai sentita fumandolo. Mi dirigo a casa di un amico molto lentamente, e arrivato li mi sbraco immediatamente sul leltto, dove resterò per almeno un paio di ore. é una sensazione di calore, torpore. Sembra essere immersi in una bolla di schiuma in un bagno caldo. Ti senti sereno e qualsiasi problema ci fosse stato, adesso non c’è più. Mi chiamò un amico dicendomi “ a zio movite vieni dal cinese ci sono tutte amiche di ludovica dai che te ne trombi una”. Si, peccato che sto morto senza forza sul letto fatto perso. Mi ha anche preso per il culo dandomi del fallito, in modo scherzoso. Ma potete immaginare a me in quel momento quanto me ne potesse importare. Con gli oppiacei ti senti estremamente tranquillo e benevolo. Non ti frega di un cazzo. Niente. Vorresti solo rimanere con quella sensazione per sempre. In quel bagno caldo dove tutto è ovattato. Ritorno a dormire a casa la sera, e il tragitto verso casa mia( poco piu di un chilometro)è stata una impresa, non esaggeratemnte eroica ma ardua.I miei muscoli erano così rilassati e morbidi che le gambe non risucivano quasi a tenere il peso del mio corpo. In realtà riuscivo a camminare, non ero proprio uno zombie ma sicuramente da fuori non avevo un bell’aspetto. Arrivato a casa mi butto sul letto senza neanche farmi prima una canna (cosa rara) e piombo in un sonno pesante. Conclusione- Inutile dire che è una bella sensazione, ma non mi stimola così tanto.Ho visto gli effetti collaterali ed ho visto persone andarci a rota e soffrirne. Devo dire però che ogni tanto e piacevole consumarlo. Con estrema moderazione. 2/3 volte l’anno. Così se po fà. E’ molto facile cadere e perdersi nell’oppio, basta veramente poco quindi state ar ciocco perchè non ne vale la pena. Mai.
-Rej
Cocaina- La mia esperienza
Se c’è una cosa che mi fa terrebilmente rosicare è quella di perdere quel file, quel documento aperto nel tuo pc da giorni ancora non finito e vederlo smaterializarsi quando decidi di spegnere il computer senza pensarci troppo, perdendo tutto quello su cui stavi lavorando. Qundi a distanza di settimane ( ripeto, rosico terribilemtne) mi cimento di nuovo nello scrivere queste poche righe, che tanto mi stuzzicano. A capodanno si sa, è quasi un dovere spaccarsi, finire chiappe a terra. Non che io sia solito finirci, ma tutto quello che c’è prima di cadere al suolo mi piace. è stato un capodanno particolare, sono stato a cena a casa di un’amica e poi sono finito ad una festa che non era particolarmente divertente. Ma tutto sommato è stato interessante. Mi ero deciso di provare questa cazzo di polvere bianca che gira nelle città come la peste cinque secoli fa. La tanto acclamata cocaina. Ne comprai mezzo grammo. L’ho avuta in tasca tutta la sera fino allo scoccare della mezzanotte. Lo sapeto no? il conto alla rovescia, le gabbiette dello spumante che cadono a terra con i tappi pornti a sparare. Insomma si il fatidico momento del cambio dell’anno. In quel preciso istante non so’ perchè avrei voluto tirare qualche cartone in faccia a tutti questi sorridenti del cazzo pronti a festeggiare un fottutissimo anno. Non ero particolarmente preso bene in quel momento. Non ne conoscevo il motivo ma mi rodeva il culo. Boh. Così tutti erano in giradino a festeggiare la mezzanotte appena scocata quando io mi sono alzato e mi dirigo verso il bagno per vedere che cazzo è sta roba. Cellulare e scheda fanno il loro lavoro. Mi acchitto tre botte. Do la prima. Non capisco. Do la seconda. Ancora niente. Già inizio a pensare che questa polvere non ha senso. Do la terza anche se all’inizio avevo pensato che forse era troppo, per una prima volta. Esco dal bagno e giù cade nella mia gola un amaro persistente. uno sciroppo schifosamente amaro. Da conato di vomito.La parte piu in profondità del palato è come se fosse ricoperta da uno strato di celofan.Non riesco a fare quel lurido gesto di tirare su il catarro con il palato e la trachea. Gli inicisivi sono addormentati e anche le gengive soprastanti. Torno a sedermi e noto come l’effetto dell’alcol sia svanito. Solo mentalmente però perche continuo a barcollare come un mozzo. Mi risiedo e riesco a pensare solo ad una cosa, mentre parlo con chi mi sta intorno: é solo per questo? tutto questo amore che la gente ha per questa sostanza sta tutto qui? in un effetto che non ti sballa ma ti rende piu “lucido”? non posso credere che la gente perda la testa per questo. La parlantina si fa piu loquace e la mia mente sa sempre cosa dire. Sono lucido e sveglio. niente di più. Bevo tutto quello che mi passa davanti e nonostante io beva qualcosa di fresco quando entra in bocca c’è sempre una sensazione di calore data dalle gengive e dal palato addormentati. Non mi sento neanche intrepido e arzillo, semplicemente sento di essere un po’ più scattante, il cervello è in funzione e sembra che gli ingranaggi dell’orologio si muovano più veloci, con fermento e professionalità. Dopo circa un‘oretta arriva alla festa l’amico con cui l’ho comprata,così ci imboschiamo in uno sgabbuzzino della casa e diamo altre due botte. Gli professo tutto quello che penso di questa sostanza, e anche lui che l’ha provata piu volte e che forse, un pò gli piace mi dice una cosa interessante: “ è una droga del cazzo, per chi ha poca personalità”. Ripensadoci adesso è proprio vero. Ma nonostante questo non capisco come la si possa amare. La serata procede tranquilla, chiacchiere e risate condiscono le ultime ore della notte. Mi ritrovo a parlare con una ragazza che veniva in classe con me al ginnasio. Molto simpatica , era una ragazza con la quale non avevo mai scambiato altro che i classici convenevoli, anche se ci siamo sempre stati simpatici a vicenda (Attenzione, non vi era altro che il semplice piacere di fare due chiacchiere, nessuna intenzione mi spingeva nel parlarle). Così abbiamo iniziato a parlare finendo alle 5 senza accorgercene. è stata una piacevolissima conversazione, e forse la sostanza mi ha aiutato nel macinare parole, sempre con un senso logico! Mi sono ritrovato davanti una persona profondamente cambiata da quella che conoscevo al liceo, e anche lei si è ritrovata di fronte un ragazzo che non era proprio lo stesso capellone con i pantaloni mimetici urbani delle occupazioni. Quando mi ha chiesto “ come torni a casa?” gli ho risposto che era un problema di cui non me ne preoccupavo, e con un gesto di altruismo incredibile l’amica riporta a casa me e il mio compagno con la sua ragazza. Torno a casa e dormo tranquillamente. La roba doveva essere buona perchè in tutto il tempo io non mi sono tirato indietro dal mangiare tutto quello che fosse posto sul tavolo e una volta arrivato a casa appisolarmi senza problemi. Conclusione- che dire, una droga del cazzo. Senza un fine se non quello di farti sentire piu forte, pronto ed audace. Sinceramente per sentirmi così a me bastano due birre di più. Per cui vaffanculo cocaina. Non la comprerò più, forse ne farò ancora uso se me la offrono in un’occasione speciale ma niente di più. Non mi ha interessato, anzi mi ha infastidito alquanto. Quando ora giro per Roma e mi capita di beccare quei pischelli ancora minorenni, in bomber e cappellino da pesca che pippano come Vasco nei tempi d’oro mi fanno ancora più schifo di prima. Bravi cojoni. -Rej
MDMA- La mia esperienza.
Finii in uno prsytrance festival nelle Marche. Era il 23 settembre circa. Il mio amico trovò questo festival online e riuscì a convincere me ed altri due compari ad andarci. È stato tutto molto casuale, io ero da poco tornato a Roma e stavo veramente una merda. Il mio periodo blu, perchè nero deve essere molto peggio. Fatto sta che organizzammo una partenza con blabla car e andammo verso Pesaro. L'autista era un militare di servizio a Bracciano. Vi dirò. Un tipo simpatico, anche se trasudava un semi-provincialismo coperto da qualche frase di buon senso. O forse era il contrario. Una volta lasciati sulla superstrada io ed il povero Lucas non sapevamo dove andare. La festa era in un loco imprecisato. Le informazioni ci indirizzavano verso Isola del Piano, una località piccola quanto un buco di culo. Iniziammo così a fare l'autostop. Ci imbarcò un furgone bianco ( tranquilli, nulla di preoccupante) di un operaio, o quello che sembrava essere, e ci accompagnò fino al bar di un paese :“ qui sicuramente trovate qualcuno che vi porta da quelle parti”. Arrivati al bar chiediamo un po' in giro ma nessuno sembrava andare in quella direzione. Dopo una leggera rifocillata al bar che offriva salumi gratis ci siamo incamminati a piedi in quella che sembrava essere la direzione. La fortuna volle che si mise a piovere e nonostante noi, due ventenni fradici al ciglio della strada, fossimo pieni di speranza nell'altruismo nessuno sembrava ci volesse caricare. Camminammo per almeno un oretta con la tenda da campeggio come riparo dall'acqua. In fila indiana eravamo una canadese che cammina sulla superstrada. Ad un certo punto un ragazzotto finalmente rispose al mio pollice alzato. Era un giocatore di beach tennis, mi pare. Insomma un tipo a modo. Strano ma giusto. Gli dimmo dove dovevamo recarci anche se noi non è che avessimo le idee proprio chiare sul “dove”, ma inaspettatamente lui sapeva la destinazione. Era un luogo solito alle feste e il ragazzo lo sapeva. Il nostro benefattore ci portò proprio davanti al cancello del festival. Non sapevo se ringraziarlo offrendogli una canna o se quel gesto sarebbe stato fuori luogo. Lo ringraziammo solamente a parole. Una volta arrivati il festival non era esattamente come ce lo eravamo immaginati. Un grande appezzamento di terreno sul quale sorgeva una sorta di ristorante proprio sulla cima della collina. Era squallido, vi erano due sound per puzza e neanche duecento persone. Un paio di baretti, qualche bancarella di fricchettonate e la zona yoga/massaggi. Con l'immancabile Chai shop, ci mnacherebbe. E un mare, un oceano di tossici e rimastini che ingerivano qualsiasi sostanza che gli si fosse posta davanti. C'era una ragazzo che ancora ricordo, non ho mai visto uno più mangiato dalla droga di lui, a malapena riusciva a mettere due parole sensate dopo l'altra in tutto quello biasscicare disgustoso. Anche la mattina, quando era “lucido”.Lo vidi una volta che si era intromesso in una contrattazione di speed iniziando a spare cifre a buffo, senza senso. e quando gli lo fecero notare rispose “ a zi io sto a sparà a caso!”. Arrivammo venerdi. Quella sera il main stage era chiuso per problemi di permessi, brava organizzazione. La musica era figa, quella psy trance fatta bene che ti invortica. La prima sera fu una serata tranquilla, ballammo un po’ bevemmo qualcosa e ci facemmo, anzi mi feci perchè fumavo solo io e un altro, un sacco di canne. Nonostante lo stage principale era chiuso e il malcontento dei partecipanti iniziava a farsi sentire fu una piacevole serata. Il giorno dopo sarebbe arrivata la vera festa. Gli altri due erano arrivati anche loro in blabla car con due ragazzi a cui gli era stato offerto da parte dell'organizzazione dell'evento di venire per fare dei massaggi, dei tipi molto simpatici( over fricchettoni). Così passamo la giornata un po' a ballare, a leggere ed a chiacchierare con chi capitava. Ci avranno chiesto in 20 se volessimo della cocaina. Quella era la droga che mi è sembrato andare per la maggiore. La merce. Bella merda. Il sole calò oltre le colline delle marche e la vista era splendida. Iniziò così la serata. Si attacca il main stage e si balla col tramonto. Una bella immagine. Il buon Barbuz ( chiameremo così uno della compagnia) aveva comprato mezzo grammo di MDMA ( o quello che forse era) dagli spacciatori accanto alla nostra tenda, un gruppo di pischelli romani semi coatti che dissero una frase che ci fece morire dal ridere :” a regà c'avemo tutto, tranne la roba. Tutto”. Da allora quelle due tende si chiamarono “la farmacia”. Così poco prima di mezzanotte io e il Barbuz ci bevemmo l’MD in mezzo litro di acqua. Passano una quarantina di minuti e ancora non sentivo niente. Nessun effetto “ A barbò lo vedi che t' hanno dato 'na sola!” ero un po' deluso dalla possibilità che quello che mi fossi preso non era altro che polvere psicoinutile. Ad un certo punto il dramma. La musica si ferma. Le guardie incombono e hanno ritirato i permessi all'ultimo, impedendo che la festa continui oltre l'una di notte. Una cosa assurda. Questa volta il malcontento si fa sentire molto più sentito. Forse c'è stata una rissa, ad un certo punto ho visto qualcuno imbrattato del suo sangue. Ma niente di eccessivamente violento. Non c'è stata nessuna rivolta, anche se i presupposti per partire vi erano tutti. Anzi, qualcuno che urlava ci ha fatto divertire tipo: ”Torniamo a fare gli illegal porcoddio” o “ Perchè io sono un cliente e non sono affatto soddisfatto!” e poi il classicone sempre in voga “ Io ho pagatoo!”. Nonostante tutto ero divertito, anche se un po' incazzato da tutta la situazione. Sembrava che tutto girasse intorno a me in maniera insensata ( in quel periodo blu ) e fallimentare da diventare tragicomica. E questo mi lasciava un sorrisetto sulla bocca. D’un tratto per ricreare un po' di calma un gruppo di “anziani fircchettoni” si misero sul palchetto e seduti su tappeti e cuscini con gli strumenti in mano iniziarono a suonare dei mantra induisti. Quella era l'unica alternativa della serata. Ci sedemmo la ed io mi misi un po più lontano dagli altri, per mera comodità. Rollai l'ultima canna di kush che mi rimaneva e cercai di farla piu grande possibile, perchè qua non si sentiva ancora niente. Arrivato a metà di questo cannone da battaglia arriva la botta, ormai non ci speravo quasi più. È tutto corporeo, la mente resta più o meno lucida, riesci a pensare e calcolare, le percezioni sensoriali sono distorte. Non alla vista ne all'udito, ne tanto meno a tatto o gusto. É una sensazione a pelle, senti che il tuo corpo reagisce diversamente agli stimoli esterni. Leggermente euforico e benevolente. Tamburelli, chitarra e strumenti provenienti dall'india vibravano sempre di più e il canto ripetuto crea un vortice dentro di me. Purtroppo l'irrigidirsi della mascella è una vera rottura di cazzi. Anche lo stomaco sotto sopra non è proprio bello da affrontare. Ma se ti vuoi drogare un pò di devi crepare, dice il detto.Mi è piaciuto. Ogni tanto scorgevo lo sguardo compiaciuto del Barbuz mentre mi strusciavo leggermente sul palo dove stava appoggiata la mia schiena. Siamo stati li per non so quanto tempo, una volta finita la musica siamo rimasti a parlare con le poche persone che erano ancora in piedi. Ricordo che non volevo andare a dormire, ne rimanere solo nella tenda. Siamo restati gli ultimi momenti a chiacchierare insieme e poi siamo andati a dormire. Il giorno dopo non è stato bellissimo. Mi sono svegliato e nell'aria, nella mia, arieggiava un olezzo deprimente, quasi depressivo. Un down bello giù. CONCLUSIONE- Interessante. Penso di rifarlo se capita l'occasione ma sta volta non sentendo i mantra ma in una vera festa. Con cautela. Dopo mesi penso che mi abbia irrigidito la mascella, forse è una mia paranoia ma da quella volta sono più incline e tenere la mascella serrata e denti stretti. E’ pericolosa. Un'altra sostanza con cui non bisogna scherzarci troppo. Mi sembra che io abbia scritto molto di più riguardo a quei due giorni rispetto all'esperienza fatta con l' MD. Infatti e così. Ma sti cazzi. -Rej
Cyber Drugs - La mia esperienza.
Mi ero svegliato quella mattina con un pensiero con il quale ultimamente mi ci scontro sempre più spesso: Alterare la mia coscienza. Sono un accanito “fumatore” e sono abbastanza pratico nell’alterarmi.Non mi sono mai spinto eccessivamente oltre, perchè so quanto può essere pericoloso. Dopo un giro di chiamate fatto agli amici ( solitamente la mia voglia di alterazione mentale si esaurisce con il prendersi qualche birra con gli amici e fumarsi un paio di canne) senza nessun risultato, mi imbatto grazie alla mia esplorazione quotidiana del web in i-Doser. Ve la faccio semplice. Si tratta di suoni bineurali, i quali ascoltati con le cuffiete vengono percepiti diversamente dal nostro cervello grazie alla differenza di Hz tra una cuffietta e l’altra. Il sito promette di emulare qualsiasi droga soltanto grazie ai suoni. Dopo essermi informato meglio ed aver cercato qualche recensione del prodotto decido di provare. I-Doser COSTA! il software è gratis ma le vari “dosi” costano intorno ai 3 dollari. Io da bravo utente medio dell’internet ho scaricato tutto grazie a torrent e ciao. Decido di farlo con qualcuno, qualcuno che mi stia accanto e in caso di necessità mi possa tirare fuori dal trip con un bello strattone. Ma prima di recarmi da Lucas non resisto e ne provo uno. Perchè la cosa faccia effetto sono necessarie delle buone cuffie/cuffiette, il giusto volume, stare in una posizione comoda e possibilmente tenere una benda sugli occhi. Le tracce durano mezz’ora, ma ci sono alcune più corte, di 10 minuti. Provo una di quelle, la cocaina. Sono 10 minuti di suoni disturbanti, innaturali ed a tratti spaventosi. Finito tutto non so bene cosa mi succede. Mi sento strano e un pò addormentato, con una sensazione leggermente angosciante. Ma mi incuriosiscono. La mia mente ha provato qualcosa che non conosce ed adesso ne è interessata. Vado a casa del mio amico, scarico il programma, mi creo la mia postazione con cuscino e coperta e decido di provare qualcosa di forte. Provo l’emulatore dell’eroina. “ Lu’, te vai tranquillo. Ogni tanto buttami un occhio e se mi vedi in preda agli spasmi tirami fuori” Detto questo metto play e mi inabisso con il volto coperto dalla coperta. Bisogna essere concentrati sul suono, assomiglia ad una sorta di meditazione dove la tua attenzione è posta sui suoni e sui respiri. è tutto molto confuso, è come essere sulle montagne russe. In certi momenti hai delle perceazione fortissime, che ti fanno formicolare tutto il corpo, che ti spingono a terra con forza invisibile, altre volte è piu lieve. Ti potresti anche sentir sollevato. Mi è capitato di toccarmi, di accarezzarmi il petto e la pancia. Ascoltando quella “musica” sembra di stare immerso in non so quale liquido alieno. Ti senti, e sei, in un buio quasi angosciante, con questi rumori che ti portano su e giù. Una volta finito mi sentivo estremamente sedato. Strano. Non è un sedato classico degli oppiacei, ma un’altro tipo di sensazione. Quasi rincoglionito. Leggermente euforico ma soprattutto stranito.Potrei accennare anche vagamente depresso. Conclusione - E’ qualcosa di estremamente complesso. Sicuramente il nostro nostro cervello ne percepisce gli effetti ma secondo me è un compremesso con l’effetto placebo. Non è una bella sensazione. E’ davvero difficile descrivere come mi sono sentito le ore successive. Posso solo dirvi non bene ( ma non da stare male, solo così, leggermente turbato). Esperienza interessante ma non credo di rifarla. Non penso faccia benissimo alle mie sinapsi. E poi quei suoni sono troppo inquietanti. Se decidete di farlo informatevi, fatelo con qualcuno e appena qualcosa vi sembra andare storto interrompete. -Rej