seen from United Kingdom

seen from Switzerland
seen from China
seen from China
seen from Switzerland

seen from Malaysia
seen from United States

seen from Switzerland

seen from Saudi Arabia

seen from Japan

seen from United States
seen from United States
seen from Germany
seen from Russia

seen from United Kingdom
seen from Germany
seen from United States

seen from United Kingdom
seen from Kyrgyzstan
seen from China
La magia de una canción, está en que relata una historia que se vive en miles de corazones.
~Papittafritta
Vorrei raccontare un esperienza poco carina che purtroppo ho avuto oggi.
Come chi segue il mio blog forse saprà, altrimenti lo scoprite adesso, studio psicologia con l'intento nel mio futuro lavoro di combattere il bullismo.
Questo pomeriggio sono uscita per una passeggiata con mia madre per le vie della mia città, passando davanti ad un piccolo bar ad uno dei tavoli esterni era seduta una famiglia di quattro persone: i due genitori e le due figlie.
Premetto che io subito non ho fatto caso a cosa facessero o dicessero perché stavo camminando tranquilla e non sono solita farmi i fatti altrui, tuttavia mia madre mi ha fatto notare che la più grande delle due sorelle mi stava prendendo in giro. La presa in giro consisteva nel dare di gomito alla sorella più piccola additando il mio abbigliamento.( a puro titolo informativo non stavo indossando nulla di particolare una semplice t-shirt bianca una gonna e delle parigine quindi boh ahaha)
Più che altro ci sono rimasta male non tanto per il fatto in sé e per sé che una bambina mi avesse "presa in giro", ma per il fatto che dentro di me ho pensato che fosse un comportamento che potrebbe, e dico potrebbe perché non è affatto detto sia così, ripetersi anche rivolto verso suoi coetanei a scuola, sfociando in bullismo verso il diverso da lei, inoltre vedendo la sorella maggiore agite in questo modo la sorellina impara che non c'è niente di male a prendere in giro chi si considera diverso da noi.
Ci sono però rimasta male anche per la sorella maggiore, perché era una bambina robusta e tranquillamente qualche altro bambino o qualche persona potrebbe prenderla in giro per questa sua condizione fisica dandole dell'obesa.
Mi piacerebbe molto che i genitori avessero più cura dei loro figli ed insegnassero loro il rispetto per gli altri, che il diverso non vuol dire sbagliato, brutto ecc. ma solo che vede il mondo con una sfumatura di colore leggermente diversa dalla nostra ed è bellissimo così.
Avrei voluto dire a quel padre e quella madre prendete il tempo per osservare le vostre figlie, per spiegare loro queste piccole cose che in realtà sono immense, per fare in modo che rispettino gli altri e sé stesse e che non giudichino un libro dalla copertina, metaforicamente parlando.
Io auguro a queste sorelline di poter imparare e maturare e diventare bambine più rispettose, ad allargare le loro menti e a conoscere prima di prendere in giro, così come auguro alla maggiore di non trovarsi mai dall'altra parte del muro, dalla parte cioè di chi viene preso in giro.
Detto questo, mi sono puramente limitata a guardarle e poi a riprendere per la mia strada. Non so se abbia fatto bene o male, ma la polemica era inutile a mio avviso; quando i cellulari diventano più importanti dell'educazione dei propri figli credo non ci sia molto da dire.
-umi-no-onnanoko (@umi-no-onnanoko )
EU ando com uma puta vontade de desistir de tudo.
Eu amo meu trabalho, mas já não me sinto feliz.
Eu amo acordar cedo e fazer as coisas mas acordar cedo me deixa puta.
Eu amo fazer as pessoas sorrirem mas não vejo mais graça em quase nada.
Eu amo minha família mas é tão TÃO bom estar sozinha.
Eu amo ficar sozinha mas o silêncio me faz pensar coisas ruins.
Eu tô cansada! Cansada do trabalho, das coisas que envolvem dinheiro, das pessoas que preferem dinheiro. Cansada de ter que ser boa moça, quando eu só queria mandar todo mundo se fuder.
O meu eu interior esta gritando, querendo sair. Essa pessoa que sou hoje, não sou eu, e isso me assusta.
19.09.21: recap
harry is MIA
louis is MIA
I sat, crossed legged, on your un hoovered floor. Sprigs of mint stuck out of the carpet like saplings curling around my bony ankles, a prayer to the twilight moon. I cut my thigh on a stray crystal. I pretended I did not, but you swiped the blood away with a freckled finger and smeared it on my lips. You said it matched my blush. I wished that you would slide your fingers inside my mouth so I could suck the magic out.
You plaited my hair, even though I cut it short. You wove spells into it. And lavender. Filling in the split ends like missed spots on a canvas. “It will protect you,” you said, “from being touched again.” You brushed your soft from shea butter hand against my neck and for the first time I did not flinch for fear of being choked.
When I turned to you, you looked like the woods. Under the twilight moon. Your skin was dark and cool, and your eyes held the type of secrets the trees hide in their roots for fear of being Feld. Your hair was braided tight and twisted up. It had lavender in it too.
I looked at you, through incense and tears and thought that I might not mind being touched if I were touched by you.