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Most Beloved Wrestler Tournament
#2081
Daniel Garcia
Chris Brookes
« Ci vuoi andare? » piega la testa, « La Thailandia è più bella e conosco più gente » e quindi? « Ti faccio fare un giro come si deve » sembra un invito vero. (...) E cosa possono comprare? « Scegli qualcosa di carino per Bangkok. »
Look, I am not a woman, I'm a god
I am not a martyr, l'm a problem
I am not a legend, I'm a fraud
So keep your heart 'cause I already got one
« È sempre facile tenere tutti a distanza e convincersi che tanto non ne valga la pena. Eppure, non capisco perché ti ostini tanto ad essere paziente con me. Ma mentirei se dicessi che mi dispiace. » Una sincerità che si svuota da armature o, probabilmente, mantelli di prima sartoria. La Dalloway stessa è la prima ad accorgersene e, per questo, preme impercettibilmente le dita ancora al bordo della gonna. « ...ha senso? » Solo adesso, cercherebbe di nuovo lo sguardo dell'altro. Ha senso quella spiegazione? Il tentativo di farsi comprendere invece che confondere con illusioni artefatte, per una buona volta?
— I bet that you're right, and I'll show you in time, but I // Sabotage the things I love the most // Camouflage so I can feed the lie that I'm composed;
La dominante, sparita, sempre con discrezione e in un momento di distrazione, sotto l’ala del mantello, ne riemerge tenendo stretta una Polaroid magica, da puntare verso l’altro studente. Un ghignetto costretto a rimanere contenuto e, ovviamente, l’indice pronto a premere il grilletto. La sentenza di morte, quindi il click dello scatto, avviene solo dopo aver attirato lo sguardo di Hyperion e avergli chiesto « un sorriso per il prossimo numero della Voce ? » La redazione non sa nemmeno dove si trovi, non temete, ma i posteri la vedranno sicuramente. E adesso è il momento di iniziare a correre, forse?
La domanda gli fa piegare la testa al momento perfetto per guardare in camera e cogliere il click — od il flash — d’uno scatto che lo coglie palesemente impreparato. Un dramma non esser riuscito ad organizzare una posa affascinante e la colpa è tutta di « Hunter! » l’origine della propria sfortuna « Morgana schiantata, incendiala subito o ti schianto » è decisamente arrivato il momento di darsi alla fuga. Con qualche movimento sconnesso si rimette all'impiedi, quasi rischiando d’inciampare per la fretta di riguadagnare terreno e cercare di acciuffarlo prima che quella polaroid finisca sul serio sulla pubblicazione d’una qualche rivista.
29 Dicembre | Hogsmeade, Wintertide Fayre Durante una tranquilla serata presso l'affollatissima fiera d'inverno di Hogsmeade, un inaspettato attacco ha scatenato il panico tra i presenti, dando via ad un fuggi fuggi generale. Tutti i presenti, poco prima delle ore 21, hanno potuto assistere a un susseguirsi di eventi bizzarri, in quanto prima la temperatura ha subito un drastico calo facendo rabbrividire anche coloro che indossavano abiti incantati contro il freddo. Successivamente una vampata di vento innaturale ha spazzato tutta la zona, spegnendo di botto ogni lantena e candela nel raggio di oltre un chilometro, facendo calare il buio. Infine, una risata cavernosa ha riecheggiato tutto attorno, accompagnata da un odore disgustoso di carne marcia, sterco e rancido. All'interno del labirinto di ghiaccio della fiera, pare sia sbucato dal nulla un demone e voci non confermate parlano di una possibile vittima, oltre a un ferito grave, la studentessa Sybelle StCloud.
Fuoco. Pura lava che cola lungo la pelle e rimane lì, raggrumandosi senza mai freddarsi. Una scossa elettrica la porta a serrare d’istinto i denti davanti all’ondata di nausea che l’assale, ingoiando l’urlo che minaccia di abbandonarla, un bianco incandescente che annebbia la mente e la svuota di ogni pensiero al punto che per un attimo, non percepisce neanche l’attacco del mostro - limitandosi ad cadere a terra come una marionetta a cui hanno tagliato i fili. Pochi, preziosi secondi prima che il cervello registri il tutto e il corpo reagisca di conseguenza; in contrasto con il freddo percepito fino a poco prima, ora tutto ciò che sente è un caldo febbrile che la fa respirare sibilante dalle labbra schiuse. (...) Gli occhi lucidi vengono serrati nel vano impegno ad ingoiare il nodo al petto che rischia di farla scoppiare in singhiozzi, stimolati dal bruciore che sente alla schiena.
Quando SYBELLE cade in avanti sulla neve calpestata da chissà quanta gente, in quel labirinto che è diventato una trappola per topi, il sangue che le cola giù dalla schiena squarciata prende subito a sporcare il bianco sotto di lei, come fiori scarlatti che fioriscono dal suo dolore.
“What is it that makes us realise we’re going to die?”
Avanza, ovviamente, in compagnia della Lady presente al suo fianco anche all’evento di Halloween, matchando immancabilmente il colore del suo outfit come dei perfetti Re e Regina delle Nevi. La testa ramata rimane quel marchio di fabbrica inconfondibile e unico reale contrasto col resto, compreso l’incarnato alabastrino ad avvolgere la perfezione statuaria dei duri lineamenti russi. Il passo è sostenuto e privo di alcuna fretta, la postura composta e il mento sempre tenuto alto, come un fare naturale e poco costruito ma, piuttosto, consapevole di una superiorità che non necessita di annunciarsi da sé.
[…]
« Non appena becco chi mi ha rovinato l’abito » L’espressione crucciata della rossa si fa portatrice da subito di minacce ufficiali « Giuro che gli libero un bolide all’altezza del terzo occhio » Eppure, il tono è di una naturalezza che sembra veleno ricoperto di miele, soprattutto quando un’idea le balena in concomitanza ad uno scintillio sullo sguardo, che ha lasciato i panni del rapace per prendere quelli di arpia. « Anzi, magari un po’ più in basso. » Nel caso in cui fosse stato un ragazzo l’artefice del misfatto che l’ha obbligata a trasfigurare, a propria volta, il proprio completo maschile in un abito che—ad ogni modo—mantiene il tessuto di un bianco perlaceo ed etereo: seta di Acromantula targata Dragontia che morbidamente ricade sulla silhouette e la curva dei fianchi, rivelando quanto ci si possa aspettare da una quindicenne nel fiore della sua adolescenza.