Come in quel gioco che si giocava da bambini, a mosca cieca si chiamava; quando a tentoni, bendati, si toccava qualcuno e dovevamo scoprire chi fosse… Ho toccato te, con le parole, e sei Amore
Respira ancora la rabbia che il ricordo non placa ma trasforma in non rassegnazione .. 26 anni senza Giovanni Falcone ♥️ #buongiorno #buongiornocosi #giovannifalcone #ferdinandoscianna #photos #26anni #senza di #te #ionondimentico (presso Fidenza, Italy)
Tra pochi giorni saranno passati 26 anni dal mio primo e unico tentativo di suicidio.
Non ci sono fonti attendibili per una ricostruzione oggettiva dei fatti ma pare abbia cercato di impiccarmi con il cordone ombelicale. Alcune fonti sostengono sia stato un atto Schopenhaueriano di rifiuto della volontà e del meccanismo riproduttivo della specie, alcuni suggeriscono un disperato e alquanto estremistico tentativo di sottrarmi al cambiamento climatico, altre voci (quelle dei malpensanti) dicono avessi sviluppato una forte dipendenza da liquido amniotico e che fossi fuori come un balcone al momento della tentata impiccagione. La mia memoria è molto confusa a riguardo, ma sospetto stessi cercando di impressionare la sala parto con un’entrata in scena alla Tarzan che è però andata male. Sarebbe molto più nel mio stile. Ma comunque preferisco la versione Schopenhaueriana.
Per visualizzare la cosa diciamo che l’amico guarda-quanto-cazzo-sono-in-gamba Facebook abbia l’aspetto del più celebre pelato del mondo dei detersivi, Mastro Lindo. Per la me Tarzan-a-5-anni basta una qualunque nana, magrolina (mia nonna avrebbe detto rachitica spinta da amore materno ma io preferisco la versione soft) e occhialuta.
Il problema con Mastro Lindo sorge solitamente quando realizzi che avete la stessa età (se lui/lei è più giovane la situazione si complica notevolmente) e qualche minima differenza. Nel senso che lui/lei ha qualcosina in più, tipo non saprei, un lavoro (che ai tuoi occhi da innocente utente Facebook appare decisamente appagante e con grandi possibilità di carriera – lo/la porterà sicuramente a presiedere il consiglio di sicurezza ONU o a dirigere il MoMA di New York, ormai è già decretato), una relazione stabile (neanche a dirlo da perfetta commedia romantica anni '90), viaggi d’estate che tu non potresti permetterti (facendo riferimento al solo biglietto aereo) e concerti che tu ti sei persa perché eri malata o bloccata in ascensore (tanto per infierire). In più, se Mastro Lindo e' una lei senza alcun apparente problema nell'associare bikini e sé stessa nello stesso contesto la partita potrebbe essere persa a priori.
Ecco, essere più vicina ai 30 che ai 20 è vagamente preoccupante se non hai un piano in testa. Se non hai la più pallida idea di quale potrebbe essere il tuo piano tra 10 anni diventa un po’ più seria la cosa. Ma il vero panico arriva più o meno quando Mastro Lindo, o chi per lui/lei, inizia a sussurrare intorno a te di matrimoni e peggio ancora di figli, a te, proprio a te che non sei mai riuscita a far sopravvivere una pianta per più di due settimane, ti svegli ancora la domenica pomeriggio con postumi di varia serietà come sette anni fa, vivi in condizioni igieniche che tua madre definirebbe a dir poco opinabili e non hai un vero e proprio lavoro, o almeno non lo si definirebbe lavoro anche se tu lo chiami così. Insomma, il magico clic nel tuo cervello, per il quale magicamente ti aspettavi di diventare un'adulta vagamente capace, guardando la tua goffaggine allo specchio, pare non sia avvenuto.
La crisi Mastrolindiana tuttavia è quella più comune, e forse anche la più facile da superare. Solitamente dopo un qualche giorno a base di gelato ingurgitato davanti a serie televisive di dubbia qualità il tutto si risolve con uno "sti cazzi, che poi io mica voglio fa la donna in carriera", oppure un più vago, "messa in crisi dal modello di successo stile sogno Americano per carità no!" oppure, più estremo, "però io ho una foto di copertina più bella".
E si chiude lì, almeno per un altro anno.
Il problema vero e proprio sta nel fatto che pur accettando di non essere ancora né carne né pesce a differenza di Mastro Lindo, qualcosa lo sei. O meglio qualcosa non puoi esserlo più. Quindi quando nanaTarzan di 5 anni in completo di jeans sovreccitata ti chiede se fai l'archeologa in Egitto sparando con la stessa mira di Lara Croft, se c’è del tenero tra te e Leonardo di Caprio e se hai imparato a ballare sui tacchi come le Spice Girls ti trovi un po' in imbarazzo. E non perché rimpiangi di non esserti costruita una vita un po’ più simile a Tomb Raider o Titanic o di aver leggermente modificato i tuoi gusti musicali (tutti punti anzi che per un attimo valorizzano il quarto di secolo appena trascorso), piuttosto il punto è che alcune cose le hai decise e fissate senza accorgertene e non sei e non puoi essere più qualcosa di tanto diverso da te stessa. Diciamo che se nanaTarzan era un involucro di potenzialità inespresse, TarzanOggi si è attribuita una certa rigidità senza accorgersene e anche se volesse sarebbe ormai tardi per tornare indietro. In altre parole, a quarto di secolo suonato, ti ritrovi ad affrontare la dura realtà delle cose. Tipo, la possibilità di fare l’inter-rail progettato nella mia mente di fattona diciottene si sta praticamente azzerando. Non sarò mai una femme fatale ne’ una mangiatrice di uomini, puntare sulla simpatia è la parola d’ordine. La probabilità che io non indossi dei tacchi in tutta la mia vita sta nettamente lievitando. Non prenderò mai parte ad una rapina ne’ sarò mai assoldata dai servizi segreti per lavorare sotto copertura. Non salverò balene e non entrerò a far parte di un collettivo politico di giovinastri con l’eskimo. Non sarò una gnocca allucinante a 40 anni. Le probabilità di possedere una casa su un albero di quelle da design mozzafiato è molto molto bassa. Anzi, se mai avrò una casa stabile succederà tra molto molto tempo e probabilmente sarà un monolocale in una strada troppo trafficata o in una città troppo piovosa (o entrambe). Probabilmente il mio monolocale sarà pieno di gatti. Se voglio farmi un altro piercing è meglio affrettarsi. Meglio godersi le minigonne di jeans ora che tra un 10 anni forse non sarà più il caso. La possibilità di ritrovarsi ad un concerto ska e non sentirsi troppo vecchia è ormai inesistente. Le probabilità di apparire in un videomusicale sono molto molto scarse così come quelle di fare un viaggio da spot di giovani-belli-e-felici su un pulmino Volkswagen arancione. Non entrerò mai a far parte di una band, a meno che non accettino un suonatore di triangolo e anche lì I dubbi resterebbero comunque elevati data la concorrenza selvaggia. Probabilmente non lavorerò come barista in un locale rockabilly e no definitivamente non sarò mai una tatuatrice o un'illustratrice. Se per questo non sarò mai una fotografa professionista ne' una giornalista né la versione femminile di Indiana Jones (non so bene cosa c’entri con le precedenti).
Insomma ma non sarò un sacco di cose. Ma infondo nanaTarzan, coerentemente con i suoi 5 anni, ha perso interesse già a metà dell’elenco, quindi anche qui, un chiaro sti cazzi e passa la paura.