Che leggi? - mi chiede, mentre si fa spazio sulla poltrona della Ubik che faticosamente mi ero conquistata. Bimbo, mi hai quasi spinto a terra. Cosa vuoi? - gli dico con malagrazia, perché ho anche le scarpe con le stringhe che mi lacerano le caviglie. Solo sapere che leggi. Un libro su certi paesi abbandonati. Abbandonati? Abbandonati. Allora sei un’abbandonologa? Questa parola non esiste. Esiste, invece. Sei un’abbandonologa? Ma che ne so. Forse sono solo un’abbandonica. Questa parola non esiste - fa lui. Esiste, ti dico, e c’entra il timore dell’abbandono. Un fatto vecchio che risale sempre indietro nel tempo. Ma tu non puoi capire. Secondo me le cose sono collegate. Tu fai l’abbandonologa perché sei un’abbandonica. (Carmen Pellegrino)
(foto falpao, abbandonologo s.m. Chi perlustra il territorio alla ricerca di borghi abbandonati, edifici pubblici e privati in rovina, strutture e attività dismesse per documentarne l'esistenza)















