Una cosa però bella che ha raccontato Umberto Eco (e molto vera) è questa:
Una volta gli erano stati fatti i complimenti per un pensiero che aveva scritto. Lui però aveva ribadito che lo aveva letto in un libro trovato per caso su una bancarella. Aveva sfidato il suo interlocutore dicendo: "Se vieni a casa mia te lo faccio vedere, non lo apro da 10 anni ma so dov'è". L'amico accetta la "sfida" e Umberto apre questo libricino e ritrova il pezzo che aveva contrassegnato con un punto esclamativo. Tuttavia, Umberto pensava di aver semplicemente riportato quello che aveva letto su quel libro - invece no: quella frase era stata il trampolino di lancio ma l'idea era stata creata dalla sua mente.
Quanto è vera questa cosa? È quanto è labile poi il collegamento mentale che ti viene? Su un saggio (che è una tesi di dottorato) ho appuntato sul file pdf una di queste illuminazioni scrivendo "Pirandello + La persuasione e la Rettorica (un saggio di Carlo Michelstaedter)". Cosa cazzo c'entra Pirandello con Wilde e Mishima? Non me lo ricordo più. Mi ricordo solo che stavo frequentando Letteratura Italiana Contemporanea e il professore ci aveva appunto fatto una lezione su Pirandello e Sei Personaggi in cerca d'autore introducendo i concetti di rettorica e persuasione. È vero ho gli appunti, ma quell'intuizione ormai è sfuggita ed è impossibile riprenderla. Dovrei seguire di nuovo la lezione e rileggere di nuovo quelle righe per avere solo la speranza di poter capire che assurdo collegamento avevo fatto. Ma oramai è perduto per sempre.








