Scarcerato Abedini, scarcerato Al - Masri, le prigioni italiane hanno le porte girevoli con la destra; dovrei dire “presunto” terrorista il primo e “presunto” torturatore dei lager libici il secondo, ma il fatto che siano stati entrambi scarcerati elimina la presunzione di innocenza e ci fornisce la certezza delle accuse che ricadono sul loro capo.
Del primo è apparso chiaro a tutti lo scambio di prigionieri: Abedini per Cecilia Sala, ma dubito che il semplice salvataggio di una giornalista italiana possa aver fatto scarcerare un pericoloso terrorista, colpevole di aver fornito ai terroristi mediorientali strumenti bellici che hanno ucciso diversi soldati americani, dev’esserci dell’altro, e lo testimonia il volo precipitoso di Giorgia Meloni a Mar-a -Lago per prendere ordini da Trump.
Su Almastri, invece, la spiegazione è più semplice, senza la complicità delle bande armate libiche che tengono in campi di concentramento migliaia di migranti sub-sahariani pronti a sbarcare in Italia, il misero castello di carta della lotta all’immigrazione crollerebbe del tutto.
Per cui, Al - Masri è un criminale, uno che lucra sulla pelle dei migranti, che spreme la loro miseria, che si approfitta dei loro corpi facendone ciò che vuole per puro gusto del divertimento, e cancellandone le menti, cosa che fa ogni pensiero concentrazionario che si rispetti.
Arrestare e scarcerare due individui che lucrano sulla morte altrui non è un segno di forza per uno stato sovrano, ma un segno di estrema debolezza, e per fugare quest’alone di debolezza che ci stiamo creando nel mondo, questo governo sarà costretto a mostrare i muscoli con i più deboli: la scarsa opposizione interna e i migranti in patria, l’appiattimento sciocco e pericoloso col padrone USA Trump e col padrone del mondo virtuale, nonché futuro padrone di Marte, Musk.















