Fase di negazione, come tutto ha inizio: Ansia ti odio.
Un po' per abitudine un po' perché è sempre stata la via più facile, sono fino a poco tempo fa rimasta chiusa in una fase di negazione. Aprirsi e cambiare è sempre traumatico, a volte doloroso, a volte quasi piacevole, ma traumatico. Ed io oggi sono in questa fase.
Che cosa è successo? Ve lo racconterò con calma, un poco alla volta, un post alla volta. Sono sempre stata una persona allegra e aperta, senza alcun pensiero per la testa, un po' testarda, ma amichevole. Crescendo e conoscendo meglio la realtà in cui vivo però, ho iniziato a soffrire d'ansia per piccole cose, molto banali e poco importanti, ma questo ha condizionato la mia vita. Ogni mia azione è preceduta da stati di ansia tremendi, per cui ora vivo quasi in funzione dell'ansia stessa. Non mi interessa fare la vittima, per cui non spiegherò oltre la mia condizione espressamente. Ma voglio invece condividere con chi si riconosce nella mia situazione come sto affrontando la mia vita e come sto riuscendo lentamente a migliorarla.
E' un lavoro molto lungo che parte dall'accettare la propria condizione: se si soffre di ansia, è impossibile guarire da un giorno all'altro ponendosi subito obbiettivi astronomici, bisogna invece partire dalle piccole cose. Se per voi come per me per esempio, l'ansia pre-esame universitario è veramente temibile, allora dovrete partire dall'affrontare cose ancora più insignificanti. Non so a quante altre persone succeda, ma a me capita di andare in ansia anche nel rimandare una cosa. Magari c'è una consegna in posta che dovete fare, magari non ha nemmeno una scadenza! Ma ci pensate e ci ripensate e vi torna in mente, fino a che in preda all'ansia decidete di correre in posta a sbrigare la faccenda. Questo non deve succedere! Capite che non ha senso? E come può avere un senso dal momento che non ha una scadenza la consegna? Perché dovrebbe avere un senso obbligarvi (perché siete voi stessi a obbligarvi!) a correre e stare male in preda ad un'ansia terribile per una cosa insulsa?! Questo punto è fondamentale da capire, perché una buona parte delle nostre ansie sono generate da "cose rimaste in sospeso". Io le vedo un po' come una nuvola grigia che ci accompagna costantemente, una nuvoletta di Fantozzi insomma. Non credo esista un essere umano senza pensieri per la testa, ma alcune persone a differenza mia, sono capaci di rilassarsi e non pensare a nulla, come mai io no? Partiamo quindi dal presupposto che vivere senza ansia è possibile.
Ma ritorniamo alla fase di negazione. Ebbene sì, perché ho tirato fuori la negazione, che cos'è esattamente? In realtà non sono certa di saperlo nemmeno io, ma credo centri col fatto che ho accettato solo di recente che la mia situazione fisica sia completamente dipendente dall'ansia, cosa che fino ad ora ho negato. E come sto pensando di affrontarla questa brutta bestia? Con la lentezza. Ora direte: l'ho già sentita questa, lasciamo ben perdere... E invece no! Perché dobbiamo associare per forza colui che fa le cose molto lentamente e procrastina ad un fannullone? In realtà colui che dilaziona i suoi doveri nel tempo ha vinto tutto! Se ne frega del parere degli altri (non potrebbe fare altrimenti, essendo i "fannulloni" costantemente spronati a fare meglio), si prende i suoi tempi, decide razionalmente e con calma cosa deve avere la precedenza e alla fine riesce su tutti i fronti. Cosa dobbiamo quindi affrontare e migliorare per sconfiggere l'ansia? Elencherò di seguito buona parte dei temi che avrei piacere approfondire e risolvere una volta per tutte nei prossimi post, in modo da potervi dare un punto di riferimento se mai vi doveste trovare in situazioni simili: -Progetto vacanza: ansia a non finire già l'anno prima.
-Esami esami esami: l'ansia più comune del giovane studente.
-La giusta relazione col cibo: mai esagerare ma nemmeno dimenticarsi di mangiare.
-Scaricare la tensione nella maniera giusta: non covare l'ansia.
-La giusta compagnia: pet therapy.
-Uno specchio per le allodole: il rifugio nelle medicine.
-La paura del prossimo: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, ma caro ragazzo, fidati di qualcuno però!
-Come interpretare i segnali del proprio corpo: mal di pancia e attacchi di panico.
-Chiudersi in se stessi: non uscire per mesi con gli amici.
-Ansia legata ai posti nuovi: una paura difficile da affrontare.
-Il senso dell'obbligo: la peggiore delle ansie è quella di deludere il prossimo.
Non posso promettervi niente, ma farò il possibile per farvi capire come io rendo vivibile una situazione che prima non sentivo assolutamente di affrontare. Io comunque ricordo a tutti che NON sono un medico, semplicemente voglio condividere con voi la mia storia nella speranza possa essere di aiuto a qualcuno. Sono una studentessa, atea che non segue NESSUNA dieta stravagante, che non professa veganesimo e parodie varie, che non vuole insegnare a vivere a nessuno e nemmeno cosa mangiare, quando e in quali quantità. Anche se parlerò di sport farò riferimento alla MIA esperienza, che non vuole essere di lezione per nessuno, ma solo di aiuto per chi cerca qualcuno che capisca questa condizione. Con questo vi saluto per ora,
CatShina












