Tipo: Ambone a doppia rampa assiale
Dimensioni: Ambone: altezza totale 1,38 m (altezza base 34 cm; altezza lettorino 1,02 m circa); larghezza totale 1,63 m (larghezza lato sinistro 26,5 cm; larghezza lato destro 25,5 cm; larghezza arco 1,11 m circa); spessore pietra all’estremità inferiore dell’arco della balaustra 18 cm; profondità parte superiore 91 cm; profondità parte inferiore 79 cm. Semicolonnine: altezza 146,7; profondità 22 cm circa; larghezza (misurata nella parte interna piatta) 15 cm.
Contesto originario: Forse nella navata centrale di Sant'Apollinare Nuovo, collegato con una solea alla zona presbiteriale.
Collocazione attuale: Sant’Apollinare Nuovo, in uno degli intercolunni tra la navata centrale e la navata destra.
Descrizione: L’ambone originariamente a doppia rampa è, oggi, privo delle due scalinate e si trova con il lato est vicino a una colonna. Ha forma ovoidale con la parte centrale bombata e poggia su un robusto monolite di forma cilindrica in granito, per la parte centrale, e su quattro semicolonnine ai lati. La decorazione della parte inferiore è di ispirazione classica: si riconoscono, infatti, una decorazione ad astragali seguita da una decorazione a kyma lesbio, ovuli, dentelli, astragali, dentelli e astragali. L’ambone è decorato ai due lati con croci patenti su globo mentre al centro, tra due lesene, si nota una decorazione geometrica; quest’ultima presenta una cornice quadrata al cui interno si dispongono rombi (losanghe) di dimensioni sempre più ridotte verso l’interno della composizione. I triangoli di risulta dei vertici contengono elementi vegetali con frutti, le estremità del rombo più esterno hanno come vertici foglie trilobate, mentre al centro del rombo più interno si distingue un elemento vegetale. L’ambone è sorretto da quattro semicolonnine che formano un unico blocco con i capitelli, questi sono decorati con grandi foglie dalle larghe nervature e alla base presentano fogliette lanceolate.
Tecniche di lavorazione: L’ambone si presenta rifinito e lisciato. La decorazione a trapano sui capitelli sotto l’ambone è evidente.
Osservazioni : All’interno della base dell’ambone, anche se tagliata dal tronco di colonna, è visibile una decorazione che comprende un motivo floreale che alterna foglie tonde a foglie a lancia; si notano anche terminazioni a bracci patenti, probabilmente un chrismon (o una semplice croce a bracci patenti?). Il motivo di origine classica si trova quasi identico anche a Costantinopoli, nel quadriportico monumentale teodosiano di Santa Sofia.
Confronti: Forse da ricollegare all'ambone rinvenuto a Costantinopoli, nella “Basilica A” di Piazza Beyazid e rimontato nei giardini di Santa Sofia.
Datazione: Probabilmente di epoca giustinianea (527 - 565).
Criteri di datazione: L'arredo liturgico della chiesa palatina gota è tendenzialmente riconducibile all'età teodericiana e voluta dalla committenza regia stessa. D'altronde un esemplare simile, da Costantinopoli (di cui sopra, voce “Confronti”), è di età giustinianea e alcuni motivi decorativi rigorosi, ordinati, lineari, geometrici, ricordano quelli in voga sotto Giustiniano. L'ambone a doppia rampa assiale è particolarmente diffuso in età giustinianea (si veda, oltre il pyrgos di Santa Sofia, l'ambone di San Polyeuctos). Si può, dunque, forse pensare ad un periodo successivo alla riconquista bizantina della città (541) e il fondamentale episcopato di Agnello (557 – 570), il quale riconsacrò al culto ortodoso gli edifici ariani, compresa S. Apollinare Nuovo.
Documentazione d’archivio
Bibliografia: R. Farioli Campanati, Ravenna – Costantinopoli: la scultura (secc. V e VI); C. Rizzardi, Ravenna. Otto monumenti patrimonio dell'umanità; Penni Iacco 2004, pagg. 65 – 71; Vernia 2005, pagg. 363 – 389.