La straniera: smoked salmon chowder
La saudade viene spesso definita “nostalgia del futuro”. Per quanto possa sembrare stano, questo senso di incompiutezza e rimpianto per persone, o paesi, lasciati troppo presto per riuscire a creare un vero e stabile rapporto mi è molto familiare. La mia raccomandazione culinaria e televisiva di questa settimana è nata proprio da questa malinconia, che tinge i miei pensieri ogni volta che ricordo il mio viaggio in Scozia, terra dove ho lasciato un po’ di quei rimpianti. Penso proprio che saudade sia il termine adatto per descrivere anche lo stato d'animo della protagonista di Outlander, Claire Beauchamp, come lei stessa ci narra:
“… mi accorsi di non aver mai posseduto un vaso, di non essere mai vissuta così a lungo in un posto da giustificarne l'acquisto… cosa sarebbe successo se avessi comprato quel vaso e ci avessi costruito una casa intorno? Avrebbe cambiato le cose? Sarei stata felice?”
Claire è un’infermiera che ha servito l'Inghilterra per i sei lunghissimi anni del secondo conflitto mondiale. Sia lei che suo marito sono veterani che faticano a riadattarsi alla vita civile, e alla loro vita insieme, dopo la fine della guerra. Per tentare di ritrovare il loro legame speciale, gli sposi si recano ad Inverness in seconda luna di miele … ma quello che i due coniugi non sospettavano è che la loro separazione non sarebbe finita con la resa dei tedeschi.
Outlander è una serie di Ronald D. Moore in onda dal 2014 ad oggi, tratta dall’omonima saga di Diana Gabaldon. Entrambi statunitensi, mi hanno piacevolmente sorpresa in questa produzione: buona parte degli attori è effettivamente scozzese e se, come me, adorate l’accento e l’uso del gaelico, non sarete delusi. La prima stagione è molto fedele al libro: matiene la precisione diacronica e il fascino della tradizione celtica, una delle cose che più ho amato e che concorre a distinguerlo dalla marea di fantasy storici moderni. La cinematografia è curata e sfrutta al meglio i paesaggi ad un tempo brulli e rigogliosi delle Highlands. È uno show molto avvincente e divertente, un ottimo passatempo leggero per serate sul divano. Una onorevole menzione merita l’attrice protagonista: il personaggio della donna emancipata e l’infermiera no-nonsense è stato abusato, ma Catriona Balfe (al suo primo ruolo principale) riesce ad incarnarla senza risultare stereotipata. La sua Claire è anche passionale, testarda, supponente e un po’ civetta. Per il resto aspettatevi di desiderar martellare le teste di tutto il Clan MacKenzie con una sana dose di raziocinio, e di voler evirare tutte le giubbe rosse che vedete passare.
Per la nostra vessata eroina ho quindi pensato ad un piatto che sicuramente le riscalderà il corpo e l’animo, e che le darà energie per continuare il suo periglioso viaggio… Come lo so? Perché è un manicaretto che ha rinfrancato me e le altre due “Melanzane” contro il vento gelido del porto di Edimburgo. È una ricetta tradizionale anglosassone che ho tentato di ripetere fin dal giorno in cui sono tornata in Italia, un piatto veloce, semplice e corroborante, ma allo stesso tempo delicato: un chowder (zuppa a base di latte) di salmone affumicato con aneto.
Ingredienti per 4 persone:
1 cucchiaio di Olio e.v.o.
1 spicchio d’aglio tritato
2 tazze di brodo vegetale
2 cucchiai di concentrato pomodoro
200-250 g salmone affumicato (scozzese)
½ tazza di panna (o più a piacere)
Tagliare i porri a rondelle (solo le parti bianche e verdi chiare), la patata in tocchetti da circa 2 cm e i gambi di sedano a rondelle. Prendere una casseruola antiaderente a bordo alto.
Saltare i porri e l’aglio (se preferite lasciatelo intero e toglietelo a fine rosolatura) con un cucchiaio d’olio e farli appassire 2 minuti circa, se dovessero iniziare a bruciare aggiungere un po’ d’acqua. Aggiungere la patata ed il sedano, salare e saltare brevemente (circa 3-5 minuti) a fuoco medio. Aggiungere nella casseruola il brodo e far sobbollire a fuoco lento per 15-20 minuti finchè la patata non sarà facile da schiacciare. Tagliare il salmone a pezzetti e aggiungerlo al brodo assieme al concentrato di pomodoro ed il latte e rimestare per 5 minuti. Attenzione: la zuppa non deve bollire altrimenti il latte si raggrumerà!
Infine aggiungere la panna e l’aneto (a piacere). Mescolare e togliere dal fuoco. Servire calda accompagnata da pane di grano saraceno o polenta tostata.