Ma lascio gioe e pensieri
affogare in due Campari
con la testa vuota e libera
questa è l’arma dei perdenti
lasciando scorrere gli eventi
nascondendo orgoglio e dignità
Antefatti - Tutti i miei trofei



#iwtv#interview with the vampire#the vampire armand#amc tvl#assad zaman


seen from Australia
seen from China
seen from Tunisia
seen from Netherlands
seen from Belarus

seen from United States
seen from Malaysia
seen from United States
seen from Czechia
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from China
seen from Germany
seen from United States

seen from Japan
seen from United Kingdom
Ma lascio gioe e pensieri
affogare in due Campari
con la testa vuota e libera
questa è l’arma dei perdenti
lasciando scorrere gli eventi
nascondendo orgoglio e dignità
Antefatti - Tutti i miei trofei
BAND: ANTEFATTI
COUNTRY: ITALY
Ho scoperto questi ragazzi diversi anni fa...almeno 7 o 8 direi...perchè alcune band di miei amici me ne parlavano bene e, dato che in quel periodo avevo ben più tempo libero per farmi i cazzi miei, come per altri mille nomi, mi andai a cercare qualcosa su MySpace, che al tempo regnava incontrastato nel mondo dei social ed in realtà aiutava un botto le band emergenti a farsi sentire in giro secondo me. Il sound mi piaceva.. tirava parecchio e c’erano un sacco di melodie fighe ma per quanto riguarda alle parti vocali io sono sempre stato per: TESTI IN INGLESI & SOCIALMENTE IMPEGNATI (giuro..probabilmente non saprai proprio di cosa parlare se dovessi fare canzoni allegre) ed invece qui mi trovavo: TESTI IN ITALIANO & TOTALMENTE NON IMPEGNATI e questo non mi convinceva. Era una specie di mix tra suono di Punk californiano con i testi dei Moravagine. comunque vedevo che giravano e si sbattevano quindi ben per loro..Una gag divertente su di loro risale al 2010 quando ero in studio con la band in cui suono, a registrare il nostro primo album ed in studio (HELL SMELL A ROMA <3) su un divano c’erano dei testi...il nostro chitarrista di allora chiese ad Alex (il ragazzo dello studio) “questi cosa sono?” e lui rispose “sono gli Antefatti” e Lorenzo risposte con un “OK” di circostanza, quando era palese che non avesse capito un cazzo della situazione...dopo 5 minuti rimasto a fissare sti cazzo di fogli, dal numma urlò “ah gli antefatti sono un gruppo!!” poi piazzò li i fogli e se ne andò mentre noi scoppiammo a ridere. Credo tra l’altro che quei testi fossero proprio di questo album che riuscì a scambiare di persona con il bassista della band in cambio del nostro. Nei mesi successivi alle nostre registrazioni mi ero messo in contatto con lui per alcune robe pallosissime per la SIAE DI MERDA ma in realtà non ci incontrammo di persona fino al 2013 quando suonammo entrambi ad un festival fichissimo a Bari. Quel giorno fu veramente una figata incredibile.. un sacco di gruppi fortissimi ed un campo da calcetto dove sfidammo i local in un REGGIANA - BARI che rimarrà negli annali del calcio. Il nostro concerto fu una bomba e quello degli Antefatti, che suonarono proprio dopo di noi, ancora di più..mi piacerono un sacco. Finito il loro set Rimanemmo al tavolo del merch assieme per una mezzoretta a farci due chiacchiere assieme super volentieri dato che eravamo tutti parecchio scemi quel giorno. Purtroppo fu poi in realtà l’unica volta in cui ci beccammo di persona anche se in un paio di festival abbiamo rischiato di incrociarci ma suonavamo in giorni diversi. Li continuo a seguire dal web e vedo con piacere che continuano a sbattersi parecchio e raccogliere un sacco di consensi...a sto punto spero pure di riuscire a ribeccarci presto e tornar a suonar assieme.
Mentiremo alla psichiatria e scriveremo regole da non rispettare.
In estremissima sintesi, tutto è partito da qui. Ed è divenuto, nel tempo, un storia lunghissima ed intricata, piena di conflitti, imparentamenti più o meno diretti, rancori, amori e superpoteri (niente di meno se si parla di dei e greci).
Per chi non lo sapesse: Cronos era il più giovane dei Titani; prese per sposa Rhea e da lei ebbe molti figli: Hestia, Hera, Hades, Poseidone, Zeus... Un oracolo aveva predetto a Cronos che uno dei suoi figli lo avrebbe spodestato. Dopo quanto era già capitato ad Urano (e qui se non sapete andate a cercarvelo da voi), all'oracolo era data grande credibilità. Così, non potendo uccidere i suoi figli, anche loro divinità immortali, Cronos trovò l’ingegnosa soluzione di ingoiarli appena nati. [pare che per questa ragione il mito di Cronos stesso, nato per spiegare i cicli dell'anno agricolo e gli aspetti connessi alla fecondità e successione del regno; finirà poi, per assumere il significato del tempo che divora tutte le cose che egli stesso ha creato. Ma non potrei giurarlo; la rete ha fonti poco referenziate. Quindi l’unica sarà chiedere alla mamma di rileggermi la Treccani per telefono].
Dove ero rimasta? Ah si, Rhea la mamma , non potendo sopportare la fine inflitta a ogni suo figlio, quando seppe di aspettare un altro figlio, discese dal cielo e si nascose in una profonda caverna, Ida, nell'isola di Creta. Qui diede alla luce Zeus, che affidò alle cure delle ninfe e, infine, risalì al cielo portando al marito, invece che un neonato, una pietra avvolta in fasce (che Cronos subito inghiottì). Una volta divenuto grande Zeus decise di liberare i fratelli, salì al cielo e costrinse il padre a bere un emetico, che gli fece rigettare i cinque figli che aveva inghiottito. Poi, già che c’era, lo detronizzò e prese il suo posto di re degli dèi (così non se ne parla più).
Con questa premessa ci siamo detti "Anche lui a Creta?!? Uh, anche noi a Creta?!". E abbiamo deciso di capire come arrivare nella caverna, che è pure un monte, per risalirlo tutto. Per evitare strazianti faticacce partiamo con calma. Partiamo dal mare e da qualche giorno di costa.
In vero, partiamo prestissimo: alle 4,20 a.m. c'è il bus dalla stazione (e si: i bagagli sono ancora tutti da fare).
k
Io non ti porto a ballare, andiamo a fumare fino al sorgere del sole con la testa in pallone.
Antefatti
La nostalgia, il punk e le sue band italiane
L'idea che dà la base a questo articolo nasce in maniera un po' strana, in modo, direi, molto nostalgica. Perché, pensavo, spesso la stessa musica che molti di noi ascoltiamo è nostalgia. Mi spiego. In pratica io mi definirei una specie di stalker di ipod; se tipo sono nell'autobus e vedo una persona con le cuffiette, cerco di sbirciare quale autore hanno in riproduzione. Sono molto curioso di sapere cosa sentono le persone che incontro, ecco. Mi sono fatto quindi un'idea che la gente, in senso molto ampio, tende ad ascoltare musica "vecchia", o per lo meno, non attuale. Pensateci un attimo, basta guardare la vostra bacheca di Facebook. Quante sono le canzoni condivise uscite quest'anno? E ancora, quante di queste sono state invece rilasciate dopo il 2010? Poche. Questo perché, come vi dicevo inizialmente, spesso la musica è nostalgica, e le maglie di Metallica, Ramones, AC/DC e compagnia cantante ne sono una testimonianza direi. In linea di massima il primo approccio con la musica tendiamo a farlo in adolescenza, che è per antonomasia l'età di questa benedetta nostalgia. C'è un'intera letteratura dedicata a questo periodo, il periodo di passaggio dalla spensieratezza giovanile alle responsabilità degli adulti. Personalmente, e penso di non essere il solo, la mia adolescenza ha coinciso con il punk. Nonostante sia cambiato dai suoi esordi ad oggi – per dire che si è passati da i The Clash ai blink-182 – questo è fra tutti il genere che ha meglio rappresentato la ribellione, la rottura fra vecchio e nuovo che rappresenta proprio l'adolescenza, tema principale della maggior parte dei testi punk soprattutto in epoca moderna. Oggi però il punk è morto, forse. È che vedo tutti 'sti ragazzini con i cappelli da baseball, le catene, infottatissimi con il rap. Ed è anche una cosa giusta, visto che è una moda. Però, pensavo ancora, oggi questi stessi ragazzini ascoltano anche roba italiana tipo i Club Dogo, e non solo americana, mentre nel punk, almeno quando ero pischello io, band come i Green Day la facevano da padrone, e col cazzo che si ascoltavano gruppi italiani. O meglio, c'erano sì quattro cazzoni che improvvisavano un quartetto e suonavano le cover dei Sum 41, ma finiva lì, nulla di più. Quindi ora, nel 2013, dico, cosa ha da offrire il punk italiano? Se un ragazzino volesse appassionarsi alla scena nostrana, cosa potrebbe ascoltare per appassionarsi a questo genere? Ci sono ad esempio L’invasione degli Omini Verdi, esperti del settore che con il loro ultimo album Il banco piange hanno di recente confermato quello che fanno dal 2001: punk hardcore con ritmi e testi che hanno una seria intenzione di prenderti a calci nel culo. Ed il mix è sempre azzeccato e ben accolto da allora; i riff della chitarra completano l’aggressività dei testi a tema sociale, rimarcando che il sistema è massone e corrotto, che siamo una manica di coglioni dietro un pc (scene casuali di vita quotidiana). Il tutto in un modo più che dignitoso, nel senso più nobile del termine. Rimanendo fra gli album usciti in questo 2013 troviamo gli Antefatti con La morte ci fa belli. Per loro si tratta della terza uscita discografica, che non si discosta più di tanto da quello che hanno sempre fatto, ovvero un punk rock affiancato sia da testi sentimentaloni che da altri invece più semplicemente cazzari (vedi “Dimmi cosa bevi e ti dirò chi sei”). Insomma, la solita fuffa che può piacere solo ad un primo pigro ascolto, per poi diventare inevitabilmente di un ripetitivo privo di ogni qualsivoglia maturità artistica. Poi magari la gente la compra certa roba, però mi chiedo come facciano effettivamente certe etichette a fargli registrare sempre gli stessi album, perché io di cambiamenti proprio non ne vedo. Concludiamo infine con i Gazebo Penguins, che di recente stanno andando veramente forte. Nel senso, non so se ai concerti spacchino o no, se vendano o meno, però mi capita di vederli veramente ovunque. In ogni caso non si tratta di una band malvagia, anzi, fanno il loro in modo più che discreto. Di uscite grosse ne hanno fatte due: la prima è LEGNA, datata 2011 e che ai tempi, ricordo, apprezzai tantissimo, perché si trattava di un album scanzonato, credibile, cazzuto e soprattutto gratuito, in free download. Quest'anno sono tornati con Raudo, un lavoro che, nonostante le apparenze iniziali, si è rivelato diverso dalla precedente uscita. Innanzitutto perché non è più gratis (non è proprio una critica però sticazzi), poi è molto più lungo e soprattutto c'è forse un passo indietro a livello di liriche; se prima erano semplicemente dei testi cazzoni ora si parla di adolescenza, di frontali rubati alle mercedes eccetera. Quella delle liriche nemmeno è una critica, diciamo che si tratta di un appunto. A me non ha convinto, però a certa gente potrebbe piacere, soprattutto ai pischelli che si affacciano per la prima volta al genere. Insomma, questo è quanto offre la scena italiana punk al giorno d'oggi. Riprendo quindi un aggettivo precedentemente utilizzato: dignitoso. In Italia il punk è dignitoso, dignitoso nel senso che fa il suo, rimanendo tutto sommato decoroso, viaggiando in andirivieni di alti e bassi. Il problema è forse che quelli che sono gli alti sono in realtà dei non alti, delle quasi mediocrità, e i bassi sono invece delle atroci ulcere. Una conclusione forse insensata per un discorso altrettanto disorganico. L'importante è però che pezzi del genere come quello che vi lasciamo in calce potranno continuare ad essere ascoltati, indipendentemente dalla generazione alla quale si appartiene.
Dead Kennedys - Kill the poor / Black Flag - Six pack / Bad Religion - American Jesus
Black bamba & Parco folgore