—𝖳𝗋𝗂𝗇𝗂𝗍𝗒 𝖡𝗅𝗈𝗈𝖽 𝖬𝖺𝗇𝗀𝖺 𝖢𝗈𝗏𝖾𝗋𝗌
ꜱᴏᴜʀᴄᴇᴅ ꜰʀᴏᴍ @trinity-blood-translations
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ꜱᴏᴜʀᴄᴇᴅ ꜰʀᴏᴍ @trinity-blood-translations
Trinity Blood
A fanart of Antonio and Victoria made by @belindajesopha
Its so adorable
Thank you ♥️ ✨️
Trinity Blood Vol 2
They are the worst duo ever. I love it
R.O.M. II
Trinity Blood - Reborn on the Mars Volume II -Anjo das Areias Escaldantes ----------------- ⚠️ ESSA OBRA EM HIPÓTESE ALGUMA É DE MINHA AUTORIA. TRADUÇÃO REALIZADA DE FÃ PARA FÃS. NÃO REPUBLIQUE OU POSTE EM OUTRAS PLATAFORMAS SEM AUTORIZAÇÃO. SE CASO POSSÍVEL, DÊ SUPORTE AOS AUTORES E ARTISTAS COMPRANDO AS OBRAS ORIGINAIS. ⚠️ -----------------
Não sabe por onde começar? Confira o Roteiro de Leitura (。•̀ᴗ-)✧!!!
Os Personagens em Trinity Blood R.O.M. II
Capítulos de R.O.M. Volume II:
Prólogo: O Verão da Rainha
Capítulo um: A Ceia do Visitante
Capítulo dois: As Chamas da Traição
Capítulo três: O Estigma do Pecador
Capítulo quatro: Anjo das Areias Escaldantes
Epílogo: O Emissário do Império
Posfácio
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Roteiro de Leitura (。•̀ᴗ-)✧!
Notas do tradutor:
Lutie aqui!! °˖✧◝(⁰▿⁰)◜✧˖°
Desculpem a demora!!! (* ̄▽ ̄)b
O fato é que estava com 'preguiça' de editar as imagens! E olha que era só a introdução e fui postergando para a eternidade. >,<!!
Também não guardei o arquivo de edição do Mapa e confiando que não haveria adições, não me preocupei. Pois é... teve adições de duas cidades e aí... (*꒦ິ꒳꒦ີ)
(desculpem, mas sou uma pessoa metódica...)
Mas espero que gostem desse volume, tanto quanto eu gosto.
Ele tem uma das passagens que mais amo na série. Não é só quando o Abel manda ver com os Crusniks, que é minha parte favorita, mas também pelo que vem depois. ♡( ◡‿◡ )
Coração chega a ficar quentinho. (´。• ᵕ •。`) ♡
E fica melhor quando se faz a leitura dos volumes 3, 4 e 5 do mangá, que correspondem a essa parte da novel.
Então, vamos começar mais um volume ヾ(*'▽'*)
Traduzione italiana di jadarnr basata sui volumi inglesi editi da Tokyopop
Sentitevi liberi di condividere, ma fatelo per piacere mantenendo i credits e il link al post originale 🙏
Grazie a @trinitybloodbr per il contributo alla revisione sul testo originale giapponese ✨
- Omicidio?
Da dietro il suo monocolo, Caterina fissò l'uomo riflesso nel monitor. I suoi occhi, che ricordavano il colore delle lame di rasoio, ora brillavano con una durezza completamente diversa da quella del banchetto.
- C'è la possibilità che i vampiri nascosti nella città di Cartagine stiano pianificando il mio assassinio... È questo che intendi, fratello mio?
<Non è una semplice possibilità, Caterina>
Dallo schermo incassato nella parete della camera da letto, il cardinale Francesco de’ Medici emise un solenne tono baritonale. Sul volto severo dell'uomo responsabile della sicurezza dei territori papali, non c'era il minimo accenno a uno scherzo.
<‘Un gruppo di vampiri sta prendendo di mira un cardinale in viaggio ufficiale’. Non posso ancora rivelare la fonte dell'informazione, ma secondo le indiscrezioni della Congregazione per la Dottrina della Fede, si tratta di un rapporto abbastanza affidabile. E tra i cardinali in viaggio, quello che occupa la posizione più alta è il Segretario di Stato e sorellastra di Sua Santità. Sei tu, Caterina>
- ...Lo capisco
Le faceva male la gola. Lasciandosi sfuggire un piccolo colpo di tosse, Caterina allungò la mano verso la teiera lasciata sulla credenza. Mentre versava il tè verde alla menta in un bicchiere, i fili dei suoi pensieri cominciarono a circolare rapidamente.
Francesco e Caterina - fratellastro e sorellastra da parte di padre dell'attuale Papa Alessandro - erano da tempo impegnati in una feroce disputa politica dietro le quinte sulle linee guida fondamentali del Vaticano. Questo era ormai di dominio pubblico.
Caterina, che gestiva la diplomazia vaticana, era una moderata che apprezzava la cooperazione con il mondo laico. Francesco, che controllava gli affari interni, era un irremovibile difensore dell'autorità assoluta della Chiesa. Ad esempio, per quanto riguardava l'attuale visita di Caterina a Cartagine, Francesco e i suoi seguaci l’avevano criticata come un segnale di politica estera debole. L'uso di informazioni sul terrorismo come pretesto per sabotare la sua missione non sarebbe stato sorprendente.
<Cartagine è vicina all'Impero ed è una regione in cui la loro attività è intensa. C'è una notevole possibilità che queste creature, venendo a conoscenza della vostra visita, entrino in azione>
Lo schermo nella stanza non poteva riprendere l’immagine di Caterina, ma Francesco aveva forse colto i sospetti apparsi sul volto della sorella minore? L'uomo imponente continuava a parlare con un'espressione severa.
<Anche Sua Santità è preoccupato. Non sto esagerando. È meglio che interrompiate la vostra visita e torniate immediatamente in patria>
- Per ora, grazie per il tuo consiglio, fratello
Mentre lasciava galleggiare foglie di menta e pinoli nel suo bicchiere di tè verde, Caterina scelse con cura le parole.
- Ma, per quanto sia spiacevole, non posso semplicemente seguire il vostro ordine. In un momento in cui i principi laici sono già inutilmente sospettosi nei nostri confronti... Se mi affretto a tornare nel paese adesso... Capisci, vero?
<Sicuramente creerebbe un po' di scompiglio. Ma pensaci: se venissi uccisa da un vampiro in questo contesto, che fine farebbe il nostro onore? Inoltre, se accadrà, non ho intenzione di trattenere i fedeli che chiederanno a gran voce di vendicarsi>
Appoggiando il mento sulle dita intrecciate, Caterina si immerse nei suoi pensieri. Le parole del fratello avevano effettivamente un senso. Tuttavia, interrompere il suo soggiorno a Cartagine era fuori questione. Che cosa doveva fare, dunque?
<Aspettate un attimo, Eccellenze, ho un suggerimento da darvi>
Fu una terza voce a intromettersi tra i fratelli, tra cui era calato un silenzio sgradevole.
<Ciao, cara. È un sollievo vedere che stai bene>
- ...Ah, Cardinale Borgia, siete voi
Per un attimo Caterina si era messa in allerta, ma quando vide il volto dell'uomo che appariva in un angolo dello schermo, la sua espressione cambiò, come se improvvisamente soffrisse di mal di testa.
Il giovane il cui sguardo rilassato e tranquillo e i capelli lunghi - piuttosto inappropriati per un ecclesiastico - erano le sue caratteristiche più evidenti. Il cardinale Antonio Borgia, ministro delle Relazioni pubbliche del Sant'Ufficio della Congregazione per la Propaganda della Fede, alzò una mano in un gesto amichevole verso il monitor.
<Come si sta a Cartagine, Caterina? Oh, sono così preoccupato che tu possa svenire per il caldo che non riesco a dormire bene la notte. E poi Roma senza di te è come una casa vuota. No, a pensarci bene, anche l’area delle Terre Desolate sembra un posto migliore di questo...>
<Qual è il punto, Cardinale Borgia?>
Francesco, visibilmente esausto, interruppe il giovane che stava chiacchierando come se avesse dell'olio sulla lingua. Tuttavia, non riuscì a scacciarlo bruscamente, probabilmente per paura di mancare di rispetto al nome della famiglia Borgia, una delle più influenti in Spagna e con vasti legami sia all'interno che all'esterno della Chiesa. Per la prima volta, un raro accenno di esasperazione apparve sul suo volto severo.
<Devo ammettere che siete stato voi a fiutare per primo il complotto per l'assassinio... Allora, Cardinale Borgia, qual è la vostra opinione?>
<Va rafforzata la sicurezza, naturalmente>
Il talentuoso ma frivolo capo della Sacra Segreteria per la Comunicazione e la Propaganda della Fede, responsabile delle relazioni pubbliche e del controllo dei media in Vaticano, lo suggerì con la stessa leggerezza di chi sta scegliendo il menu di una cena.
<In breve, ciò che preoccupa Sua Eminenza Francesco è la sicurezza di Caterina. E il motivo per cui vuole che torni è che il livello di sicurezza offerto dall’ambasciata è insufficiente, giusto?>
<Beh, sì>
<D'altra parte, se dopo tutti gli sforzi fatti per andare lì, lei annunciasse improvvisamente il suo ritorno, il governo di Cartagine potrebbe sentirsi offeso. Non è così, cara?>
- ... Sì, è così
Dopo che entrambi i fratelli esausti ebbero annuito, il giovane ricambiò il gesto con un sorriso affabile e poi dichiarò, con una leggerezza quasi assurda:
<La soluzione è ovvia! Non dobbiamo far altro che inviare rinforzi da Roma e garantire una sicurezza impeccabile>
- Aspettate un momento, Cardinale Borgia
Tossendo leggermente, Caterina chiese:
- Vostra Eminenza parla di inviare rinforzi, ma la Segreteria di Stato non ha personale che possa essere assegnato alla scorta
Un nome inaspettato sfuggì alle labbra di Borgia.
<L'Inquisizione>
Dall'altra parte dello schermo, il giovane sorrise, con l'espressione di un bambino che ha appena pensato a uno scherzo malizioso.
<Mandiamo gli agenti dell'Inquisizione, subordinati al cardinale Medici, a Cartagine e assegniamoli alla scorta. In questo modo non dovremo inviare personale della Segreteria di Stato e rafforzeremo la sicurezza, giusto?>
- Inquisizione... Mandare inquisitori a Cartagine?
Inquisitori... Quando aveva pronunciato quel nome, la voce di Caterina aveva vacillato leggermente.
Dotati di capacità di combattimento sovrumane e armati con l'apice della ‘tecnologia perduta’, quegli agenti erano tra i pochi in grado di affrontare individualmente i vampiri, creature dalla forza mostruosa nel senso più letterale del termine.
Dopo l’Armageddon, nei i secoli bui in cui era iniziata la loro guerra contro i vampiri, si diceva che il Vaticano avesse cominciato ad addestrare chierici di grande forza e fervore religioso come specialisti nella lotta contro i vampiri. Dopo la presumibile eradicazione dei vampiri dai domini umani alcuni secoli prima, questi guerrieri avevano iniziato a brandire le loro lame contro eretici, terroristi e qualsiasi forza che si opponesse alla Chiesa. Erano diventati letteralmente il braccio armato della Chiesa. In effetti, in quanto esperti di guerra antiterroristica e di lotta ai vampiri, le loro abilità erano perfette per quella missione.
Sì, almeno per quanto riguardava le competenze...
<Um... Non è una cattiva idea. Caterina, qual è la tua opinione?>
- Ha senso...
A dire il vero, Caterina non era molto propensa ad accettare l'offerta. Non era per un senso di territorialità. Gli Inquisitori... era la loro cattiva reputazione a preoccuparla.
Fin dalle loro origini, come guerrieri cresciuti e addestrati dal Vaticano nel corso degli anni, giuravano fedeltà solo a Dio e alla Chiesa. Chiunque si discostasse minimamente dalla dottrina veniva immediatamente considerato malvagio e condannato. Anche se l'obiettivo erano donne o bambini innocui, li sterminavano senza esitazione - e ne andavano perfino fieri. Negli ultimi cento anni, le città e i villaggi distrutti da loro non si erano limitati a dieci o venti.
Era davvero saggio chiamare un gruppo così pericoloso in quella città? Se, per caso, avessero iniziato a creare scompiglio a Cartagine, non sarebbe accaduto che la diffidenza del mondo laico nei confronti del Vaticano diventasse qualcosa di difficile da ignorare?
- Fratello, come ho già detto, anche se è un'opportunità rara, questa è...
<L'invio degli Inquisitori ha un ulteriore vantaggio, sai?>
La voce del giovane interruppe Caterina, che cercava di rifiutare indirettamente la proposta.
<Ultimamente sono circolate voci non proprio favorevoli sul tuo conto. Lo sapevi?>
- Voci?
Francesco spiegò con sorprendente disinvoltura a Caterina, che aveva inclinato la testa con sospetto.
<Nient'altro che un'assurda diceria. In altre parole, che l'influente figura vaticana e sorella di Sua Santità, il Segretario di Stato, Caterina Sforza, sia in contatto con l'Impero e stia cercando di cospirare con quelle abominevoli creature. Completamente infondato, ovviamente>
- Cosa?!
Mai come in quel momento Caterina si era sentita così grata che la sua immagine non venisse trasmessa in video. Il tè verde fuoriuscì dalla tazza rovesciata sul tavolo, ma lei non ci fece nemmeno caso, concentrata solo a riprendere disperatamente fiato.
- Io... cospirare con l'Impero, con quei vampiri?
Dopo l’Armageddon, l' Impero dominava quasi tutta la metà orientale della zona abitabile dell'umanità. L’Impero della Vera Umanità - Tara Methuselah - era, in quell'epoca, l'unico e più grande Stato nazionale governato da una razza non umana.
Quel Paese, con innumerevoli vampiri e guidato dall'Imperatrice Augusta, che regnava al vertice, possedeva vaste terre fertili e innumerevoli Tecnologie Perdute dell'era antica, e si diceva persino che il suo potere nazionale latente superasse persino quello del Vaticano. In effetti, la sua sola esistenza era l'ultima grande minaccia rimasta all'umanità che aveva cercato di ricostruirsi dopo l’Armageddon, e per il Vaticano, leader della società umana, si poteva dire che fosse il suo più grande avversario.
Anche se non fosse stato un cardinale, chi non si sarebbe indignato per essere stato sospettato di collusione con simili individui? Tuttavia, l'emozione che aveva fatto impallidire il volto di Caterina in quel momento non era la rabbia.
- Questa è... una storia davvero spiacevole
Spazzolando via i fili d'oro che le cadevano sul viso, Caterina mormorò.
A questo punto, aveva già superato lo shock precedente con la sua forza mentale resistente.
Tuttavia, il fatto che le sue mani leggermente tremanti fossero strette con forza rimaneva per fortuna un segreto.
- Davvero, da dove vengono queste voci?
<Come diceria, non è molto ben pensata. Tra tutte le possibilità, un cardinale, per di più parente di Sua Santità, che si allea con i vampiri? E, per di più, hanno anche aggiunto l'assurda storia che la sua visita a Cartagine questa volta sia stata organizzata appositamente per incontrare un emissario dell'Impero>
Che fosse consapevole o meno della preoccupazione della sorella, Francesco si lamentò con un tono insolitamente affabile.
<Beh, come si dice: ‘anche dove non c'è fuoco, può salire del fumo’... Ah, ma stai tranquilla. Al momento stiamo indagando sull'origine di questa voce. Non appena la troveremo, getteremo il responsabile nelle segrete sotterranee di Castel Sant'Angelo>
<Detto questo, signore e signori, tappare la bocca alla gente è un compito molto difficile. Ed è proprio per questo che dovremmo tornare alla questione in oggetto>
Borgia, forse toccato dal bellissimo scambio di affetto tra i fratelli, si portò un fazzoletto agli occhi con aria commossa prima di intervenire nella conversazione.
<Se durante la visita di Caterina a Cartagine ci fosse un Inquisitore al suo fianco, ciò basterebbe a dissipare queste sciocche voci. Dopo tutto, non avrebbe senso mettere degli inquisitori al proprio fianco se si é intenzionati ad incontrare un inviato dell'Impero, no? Alla fine, questa voce non si rivelerà altro che una menzogna maligna... O una cosa così>
- ...Capisco, capisco
Sul volto di Caterina non c'era più la minima traccia del turbamento precedente. La bella donna espresse la sua gratitudine con la stessa voce dolce e serena di sempre, senza il minimo cambiamento nel suo tono abituale.
- Apprezzo molto la vostra considerazione... Fino al mio ritorno, lascerò la sicurezza di questa Ambasciata interamente nelle mani del Tribunale dell'Inquisizione
<Lasciate fare a noi. Ci occuperemo immediatamente dei preparativi. Penso che saremo in grado di mandarvi lì il personale entro tre giorni>
Francesco si batté il petto, gli occhi con un'espressione di trionfo. Mentre sognava di poter attraversare il monitor e strappargli gli occhi, Caterina sorrise dolcemente.
- Quindi, lascio il resto a te, fratello... A proposito, posso andare adesso? Non sarebbe opportuno che la padrona di casa rimanesse assente dalla festa ancora per molto
<Godetevi la serata. Ma non trascurate la sicurezza fino all'arrivo degli inquisitori. Aspetto con ansia il tuo ritorno, Caterina. Bye bye ♥>
...Anche dopo che gli uomini furono scomparsi dallo schermo, Caterina non si alzò. Persa nei suoi pensieri, rimase immobile. Sotto la luce della luna che entrava dalla finestra, la sua figura sembrava una scultura meticolosamente scolpita. Poi, come se improvvisamente si fosse ricordata qualcosa, alzò leggermente la mano e si toccò l'orecchino con un piccolo schiocco.
- Cosa ne pensa della conversazione di poco fa, sorella Kate?
<Prima di tutto, credo che dovremmo indagare sull'origine di queste voci>
Non c'era nessun altro nella stanza, a parte Caterina. Una voce femminile sommessa risuonò dal suo orecchino.
<Forse c'è qualcuno all'interno della Segreteria di Stato, nella Sacra Congregazione per gli Affari Ecclesiastici, che è in combutta con loro. Naturalmente, potrebbe anche essere che il Cardinale Medici stia solo mettendola alla prova senza in realtà sapere nulla>
- Questa possibilità esiste. Beh, per quanto riguarda questa visita, è un classico caso di eccessiva diffidenza da parte loro... Se fosse così facile stabilire un canale di comunicazione con l'Impero, non ci daremmo tanti problemi!
Accavallando le lunghe gambe sotto la veste clericale, Caterina schioccò la lingua in modo deciso.
‘Caterina Sforza sta cercando di stabilire un contatto con l'Impero’.
Quella calunnia malevola era, in un certo senso, del tutto corretta.
Assicurare un canale diplomatico con l'Impero era un'impresa che Caterina perseguiva segretamente da anni…
Mille anni da quel terribile Armageddon. L'atto di Caterina di cercare di stabilire un canale di negoziazione con la suprema roccaforte dei vampiri, nemici dell'umanità che combattevano da prima dei ‘Secoli Bui’, era qualcosa che, se avesse commesso un solo errore, avrebbe significato la sua immediata rovina. No, non solo la rovina di Caterina come individuo. Se gestita male, poteva trasformarsi in uno scandalo colossale in grado di scuotere persino la Santa Sede. Eppure stava rischiando, perché c'era una ragione che giustificava tale pericolo.
Finora, però, quella scommessa, pur avendo evitato un fallimento catastrofico, non poteva essere considerata un successo che compensasse il rischio corso. Sebbene ci fossero state alcune interazioni occasionali a livello operativo, come le questioni dell'attraversamento illegale dei criminali e della protezione degli esiliati, il contatto con il nucleo centrale dell'Impero ─ soprattutto con l'Imperatrice ‘Augusta’, il capo supremo dei vampiri ── non si era ancora realizzato. In realtà, non era nemmeno chiaro se il desiderio di stabilire un contatto fosse stato comunicato correttamente all'altra parte.
Dopo tutto, l'altra parte sapeva dell'intenzione di Caterina? Lo sapevano e lo stavano ignorando? Oppure...
<Ma se posso dirlo, ciò che mi preoccupa di più è l'informazione su questi individui che avrebbero preso di mira la sua vita, Caterina>
A riportare i pensieri della bella donna, assorta nelle sue riflessioni, alla realtà fu l'avvertimento proveniente dal suo orecchino.
<Come ha detto il Cardinale Medici, in un luogo così remoto né la polizia né l'esercito possono essere di grande aiuto. Ti prego di fare attenzione, Caterina>
- Beh, di questa questione si occuperanno sicuramente gli inquisitori che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni... In realtà, quello che mi preoccupa è che potrebbero finire per esagerare
Con un sorriso stanco, Caterina si alzò. Il banchetto sembrava essere in pieno svolgimento. Fuori dalla finestra si sentiva il ronzio del vento notturno. Mentre si spazzolava i riccioli d'oro, la bella donna abbassò dolcemente le palpebre delicate.
- Comunque, sono loro che si sono offerti di proteggermi. In questo modo, se mi succede qualcosa, posso presentare una denuncia a mio fratello... A proposito, padre Abel è ancora nella sala da ballo? Ho qualcosa da discutere con lui
<Aspetti un momento, per favore. Accedo alle telecamere di sorveglianza della sala da ballo e... No, non c'è. Non c'è nemmeno Sorella Esther, quindi forse sono andati da qualche altra parte?>
- Sorella Esther?
<Sì, Sorella Esther Blanchett… vede, lei è la sorella che è stata trasferita sei mesi fa>
La sua superiore aveva posto la domanda con un tono un po' aspro, al che suor Kate aveva risposto in modo estremamente professionale.
<È una professionista estremamente competente. Ho controllato i suoi voti all'accademia di formazione e si è classificata al primo posto nella maggior parte dei corsi. Cultura generale, tecniche di autodifesa, analisi delle informazioni, lingue... Inoltre, considerando che a un'età così giovane ha già guidato il gruppo dei Partigiani, le sue capacità di leadership sono davvero impressionanti>
- So chi é. L'ho incontrata di sotto... Padre Abel sembra prestarle molta attenzione. Dopo tutto, è stato lui a raccomandare il suo trasferimento a Roma e a nominarla sua assistente in questa missione
<Probabilmente prova una certa compassione per lei. A quanto pare, la ragazza ha una storia molto tragica>
Dal tono della voce di Kate, sembrava che anche lei provasse una profonda compassione.
<Secondo i documenti trovati a István, sua madre è sconosciuta. Suo padre, un uomo chiamato Edward Blanchett ── dal nome, sembra appartenere ad una famiglia di Lord di Albion ── ha lasciato la figlia neonata alle cure della Chiesa di San Mathias. Tuttavia, di questo padre irresponsabile non si è saputo più nulla. E per di più, quella chiesa... Beh, sappiamo cosa le è successo di recente, no? Sola al mondo a 17 anni. Si può capire perché Abel provi simpatia per lei...>
- Avevo quattordici anni quando la mia famiglia è stata uccisa
La voce di Caterina, che aveva interrotto la relazione della sua sottoposta, era rimasta serena come sempre. Eppure, perché risuonava con una fermezza che sembrava in grado di respingere qualsiasi tocco? Giocando con i riccioli d'oro tra le dita, il cardinale aveva delicatamente ma chiaramente stroncato sul nascere la compassione di Kate.
- La valutazione delle capacità non ha alcuna attinenza con la situazione personale di una persona. Riconosco anche il suo talento. Tuttavia, in fin dei conti, è ancora una bambina... Bisogna evitare le aspettative eccessive, sorella Kate.
<Ah, sì... le mie scuse>
La voce nell'orecchino tacque, come se fosse stata spenta. Poteva sorprendere vedere una reazione così fredda da parte della superiore nei confronti di Esther. Dopo tutto, era una novizia con un talento eccezionale. Considerando la personalità di Caterina, che apprezzava le persone di talento, era naturale pensare che le sarebbe piaciuta, ma...
- ...che cos’è stato?
Proprio mentre Kate inclinava la testa sorpresa per la reazione insolitamente pungente della sua superiore, una voce sospettosa irruppe nelle sue orecchie.
<Cos'è successo, Caterina?>
- Sembra che si stia alzando del fumo laggiù... Potrebbe essere un incendio?
Ora che ci pensava, quello che stava sentendo da qualche minuto a quella parte non era il brusio che proveniva dalla sala della festa. Ciò che risuonava nel cortile e nei corridoi erano grida d'urgenza.
- Ah... Mi scuso per il disturbo, Santità
Aprì la porta della camera da letto e dall'altra parte udì diverse voci femminili. Erano le suore al servizio del Cardinale.
- Sembra che ci sia stato un incendio all'interno dell'edificio... L'ambasciatore ha suggerito che, per precauzione, ci prepariamo a muoverci
- Ricevuto. Apro subito la serratura. Rimanete in attesa... Bene, bene, che notte movimentata
Tirando un sospiro, già visibilmente esausta, Caterina allungò la mano verso il chiavistello interno della porta per far entrare le suore.
- Non muoverti
Il suo braccio fu afferrato da una piccola mano apparsa di lato.
- Non gridare: se emetti un suono, ti uccido
Quando la voce ovattata le sussurrò all'orecchio, il braccio di Caterina non si mosse più di un millimetro.
Le dita che le stringevano il braccio erano sottili come fili intrecciati. Per di più, non sembrava che esercitassero tanta forza. Tuttavia, il dolore lancinante, come se le ossa stessero per rompersi, costrinse Caterina a mordersi le labbra per sopportarlo.
Era una forza del tutto sovrumana... Un momento, sovrumana?
- Sei...?
Con il volto coperto di sudore freddo, Caterina girò la testa.
La prima cosa che entrò nel suo campo visivo fu la luce morbida e diffusa della lampada della camera da letto. E proprio sotto di lei c'era una sagoma che indossava abiti etnici, con pieghe drappeggiate alla maniera dei nomadi beduini. Il volto sotto il turbante era nascosto nell'ombra della luce lunare, il che rendeva impossibile vederlo chiaramente, ma la statura era piuttosto bassa. Se fosse stato un umano, sarebbe stato un bambino di tredici o quattordici anni - esatto, se fosse stato un umano.
- Chi sei tu?
- Ti ho detto di non muoverti, Terran. O le mie parole non sono state capite?
Proprio in quel momento, la seconda luna, con il suo volto informe, fece capolino tra le nuvole, proiettando la sua luce nella stanza. Illuminato da questo bagliore, apparve un volto bianco e immacolato, insieme al luccichio di zanne che emergevano da labbra pallide. Dietro il monocolo, gli occhi di Caterina si spalancarono, quasi uscendo dalle orbite.
- Va... vampiro?!
- Hai detto vampiro?
Nel volto androgino - che avrebbe potuto appartenere sia a una bella giovane donna sia a un giovane bello e malinconico - esplose per un istante un'intensa furia. I suoi occhi, di una tonalità particolare, come bronzo lucido screziato d'oro, si restrinsero in un bagliore pieno di odio.
- Terran insolente! Come osi tu, un umile primate, chiamare me, portatore di un Decreto Imperiale, un mostro!
La voce furiosa del vampiro, intessuta in un esitante latino formale, era senza dubbio qualcosa di degno di essere temuto. Tuttavia, le labbra di Caterina - che, in una situazione così disperata, stavano per gridare aiuto fuori dalla porta - smisero improvvisamente di muoversi, e non per paura.
- ... Decreto imperiale, avete detto?
Con un'espressione ancora irritata, il bel viso del giovane rimase distorto. Caterina lo fissava con i suoi occhi grigi. In quel momento, la paura della morte si era completamente dissolta. Dopotutto, se l'uomo di fronte a lei fosse stato davvero l'assassino menzionato in quelle informazioni, a quest'ora non sarebbe più viva. Ma soprattutto...
- Decreto imperiale? Non ditemi che voi siete l’emissario portatore del Decreto Imperiale!
Fu nell'esatto momento in cui Caterina aprì le labbra tremanti per parlare che la parete di fronte a lei prese fuoco.
Un proiettile d'argento di tredici millimetri, sparato dall'altro lato del muro, passò vicino alla punta del suo naso e, nell'attimo successivo, attraversò la spalla del vampiro che le stringeva il braccio.
- Ugh!
Con un grido di dolore, la mano del giovane si staccò dal braccio di Caterina come se fosse stata respinta. Mentre barcollava all'indietro, una pioggia continua di proiettili sgorgò dall'altro lato del muro, passando vicino alla sua ombra.
- Maledetti Terran...! Ăst nebuni! A se face de râs!!!
- Aspettate! Fermatevi! State...
Nel momento in cui Caterina tese istintivamente la mano, la figura del giovane si era già spostata verso la finestra illuminata dalla luna, come se si fosse teletrasportata. I suoi occhi, ardenti di odio, si rivolsero a Caterina.
- Come ci si aspettava dai Terrestri... e per di più dal Vaticano... non ci si doveva fidare di loro!
Quasi contemporaneamente, la porta fu sbattuta violentemente nella stanza. Con un botto, si aprì, rivelando un piccolo prete sulla soglia, le cui vesti ecclesiastiche bruciate erano in uno stato pietoso.
- Riscrivere il pensiero tattico del residente da: Cerca e Distruggi a: Modalità Genocidio. Iniziare l’eliminazione
Il caricatore vuoto dell'M13 di Padre Tres cadde. Nell'istante in cui un nuovo caricatore spuntò dalla manica e scivolò nell'impugnatura, il ragazzo, con un piede appoggiato al telaio della finestra, urlò furioso.
- Non ho altra scelta! Quindi, per voi sciocchi primati, c'è solo la sottomissione o la morte, nient'altro!
- Aspettate... Padre Tres, smetti di sparare!
L'intervento di Caterina fu un attimo troppo tardivo. Nell'istante in cui il proiettile d'argento, inciso con la morte stessa, fu sparato, il ragazzo balzò nel vuoto. Tra l'orda di pallottole letali che lo superava per un soffio, la sua ombra bianca si dissolse nell'oscurità.
- ...Obiettivo perso. Ordine di arresto ricevuto. Chiedo rapporto sui danni alla Duchessa di Milano
La voce del cane da guardia, mentre rilasciava il dito sul grilletto, non raggiunse nemmeno le orecchie di Caterina in quel momento. Mezza assorta, si avvicinò alla finestra e, ancora stordita, fissò la notte che aveva inghiottito la bella creatura demoniaca.
L'incendio e l'inaspettata sequenza di spari avevano scatenato un putiferio come se si fosse sollevato un vespaio. Nel corridoio, nobili e dame dell'alta società urlavano di terrore. Le coppie le cui effusioni erano state interrotta strisciavano fuori dal cortile. E lì, a comandare il personale e a fare del suo meglio per contenere l'incendio, c'era quella sorella novizia.
Tuttavia, come se nulla di tutto ciò fosse nel suo campo visivo, Caterina continuò a fissare l'oscurità.
"Sono venuto a portare il Decreto Imperiale".
"Per voi stolti primati non resta che la sottomissione o la morte, nient’altro!"
- È... no, poteva essere lui...?
Oltre l'oscurità, la città di Cartagine giaceva silenziosa.
L'incendio dell'ambasciata vaticana aveva attirato tutti i curiosi.
Così, quando l'oscurità del vicolo sul retro del mercato lasciò il posto a un'ombra elegante, gli unici ad assistere alla scena furono i gatti di strada, intenti a consumare la loro cena tardiva da un secchio di cibo avanzato.
- ...Maledetti barbari terrestri!
Sotto i capelli biondi e disordinati, le sue labbra cremisi sprizzavano furia come se fosse veleno. Tra le dita sottili che gli premevano la spalla, un liquido rosso vivo, evidente anche nella penombra, gocciolava lentamente.
- Maledetti spregevoli fanatici religiosi! Se non fosse stato per l'ordine reale di Sua Maestà, vi avrei massacrati tutti... Dannazione!
- ...Ion
Nel flusso di insulti e maledizioni cantate nella lingua dei non-umani, emerse una voce quasi tenorile. Il ragazzo dai capelli d'oro trasalì e si voltò di scatto, ma quando riconobbe l'altra ombra nell'oscurità, la sua espressione si addolcì.
- Radu, sei tu...? Non spaventarmi così. Pensavo fossi un inseguitore
- Mi dispiace, mi dispiace. Ci hai messo così tanto a tornare che ho iniziato a preoccuparmi
L'altra ombra era quella di un giovane uomo con i capelli blu scuro, di un colore così intenso da sembrare quasi nero. Per quanto riguardava l'età, sembrava avere circa vent'anni. Anche lui indossava abiti in stile beduino, ma il suo viso pallido, visibile anche nell'oscurità, rendeva evidente a chiunque che non era un nomade del deserto. Il suo volto bello e un po' malinconico assomigliava talmente tanto a quello del ragazzo che avrebbero potuto essere presi per fratelli, a riprova delle complesse alleanze matrimoniali che le loro famiglie avevano mantenuto per generazioni.
- Allora, com'è andata? Sei riuscito a trovare la Terran in modo sicuro...? Ion! Sei ferito, vero?
La mano appoggiata sulla spalla fece storcere leggermente il volto del ragazzo.
- Argh! Radu, mi dispiace, ma sii un po' più delicato... Mi hanno sparato... ed era un proiettile d'argento. Quei terrestri imbecilli mi hanno sparato senza nemmeno sentire quello che avevo da dire
- D'argento?
Il volto del giovane chiamato Radu assunse un'espressione cupa. Con un movimento rapido, estrasse il pugnale dalla vita e strappò i vestiti del ragazzo biondo. Aggrottando le sottili sopracciglia, osservò la ferita da proiettile rosso scuro aperta nella spalla esile e poco muscolosa.
- Che cosa terribile... Puoi resistere per un po', Tovarish?
- ... Sì, continua
Il ragazzo biondo annuì con il volto pallido e chiuse gli occhi. Mentre guardava le ciocche ondulate dei capelli cadere dolcemente sulle palpebre, il giovane dai capelli blu fece scorrere la lama sulla ferita.
- ... Ecco qua
Con un movimento che sembrava noncurante, la lama si infilò nella spalla bianca.
Il proiettile aveva raggiunto l'osso. Tuttavia, la punta della lama, muovendosi con precisione, non impiegò nemmeno un secondo per strapparlo. Mentre il sangue scarlatto disegnava splendidi disegni sulla pelle pallida, il pezzo d'argento deformato cadde sul pavimento di pietra, emettendo un suono cristallino.
- ... Per ora, torniamo alla villa, Ion
Mentre succhiava il sangue contaminato dalla ferita del ragazzo, che non aveva voce per l'intenso dolore, il giovane propose serenamente un suggerimento.
- Prima di tutto, curiamo bene questa ferita. Poi penseremo con calma... Se provare a parlare con loro un'altra volta o se ucciderli