●◇•°Abel Nightroad°•◇●
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Thores-san 🥰
Crusnik 04 - Lilith Sahl
Here's a finished lineart piece I made of Lilith! Might make another version with her wings later, but we'll see. Next I'll try and do some coloring on this tho since I'm really looking forward to adding colors to her dress! :D
Character: Lilith Sahl from Trinity Blood Program used: Krita
Finally here is the unedited finished piece
Traduzione italiana di jadarnr basata sui volumi inglesi editi da Tokyopop
Sentitevi liberi di condividere, ma fatelo per piacere mantenendo i credits e il link al post originale 🙏
Grazie a @trinitybloodbr per il contributo alla traduzione sul testo originale giapponese ✨
Proprio nel momento in cui ebbe finito di usare il decimo esplosivo, Abel riuscì a distruggere l’ultimo modulo di attacco anti intrusione. Ansimando, guardó indietro verso il passaggio che aveva appena percorso. Sotto la luce dei reagenti chimici fluorescenti che coprivano le pareti, bocchettoni di ferro simili a funghi rilasciavano continue colonne di fumo. Sparpagliati qui e là si vedevano millepiedi meccanici mossi da ingranaggi, che erano in relatà droidi di per la manutenzione. Apparentemente, quelle rovine erano rimaste in funzione fino a tempi recenti.
No… forse qualcuno li ha riavviati
L’etichetta della bottiglia di vino vuota abbandonata nell’angolo di una parete indicava che erano le ‘Lacrime della Regina - Damear El-Elyssa’ il vino più costoso di Cartagine. Colpendo con un calcio leggero i resti del modulo killer, che stava ancora tentando di raggiungerlo con i suo artigli affilati, Abel mise un piede sul primo gradino dell’altare di fronte a sė. Dal suo fianco, ferito gravemente poco prima, qualcosa di rosso contintuava lentamente a scorrere. Era come se, assieme al sangue, stesse scorrendo via anche la sua forza. Le sue gambe mentre saliva i gradini gli sembravano troppo pesanti.
"Francamente... che pena che faccio, per una ferita cosí piccola… anche se sono un mostro...”
Se fosse stato presente qualcuno che lo conosceva un tempo, lo avrebbe a stento riconosciuto come quel giovane uomo con un sorriso sbilenco e l’espressione di autocommiserazione. Con passi barcollanti come quelli di un ubriaco, quando raggiunse la cima della piramide, il viso di Abel era diventato completamente pallido.
“Sistema, riesci a sentirmi?"
Abel sussurró debolmente in cima all’altare. Aprí la custodia del suo orologio da taschino e lo appoggiò vicino alla console di comando. Erano le 4:40 di mattina. Aveva ancora venti minuti di tempo. Forse non era troppo tardi..
— Sistema, qual’è il modello di input corrente? Chiedo di passare ai comandi vocali
<Sistema di controllo, ricevuto>
Una voce morbida ma inorganica rispose al comando.
<Utilizzatore del sistema, per piacere inserisca il comando. Nel frattempo, le operazioni attuali continueranno a procedere in parallelo>
Da quel momento, era solo la ripetizione di quanto aveva fatto innumerevoli volte in passato. Abel lo recitò come se fosse un incantesimo.
— Richiedo il trasferimento del sistema alla modalità amministratore. Il mio codice è…
<Non ė richiesto alcun codice. Bisogna procedere con un controllo delle impronte digitali. Chiediamo all’amministratore di sistema di posizionare la mano destra sulla console davanti a lui>
In un angolo della console, si accese una luce della dimensione di un blocco per gli appunti. Abel si tolse un guanto ed appoggiò gentilmente la mano su di essa.
<Inizio del controllo… completato. Amministratore identificato come: Tenente Colonnello, Comandante Abel Nightroad, Sezione Sicurezza del Dipartimento di Amministrazione della Missione Red Mars, Forze Areospaziali delle Nazioni Unite. Identificativo confermato: UNASF-94-8-RMoc-666-02AK>
Una fioca luce inizió ad incorniciare l’altare come se fosse un albero di natale. Abel ritiró la sua mano e ricominció la sua conversazione con l’interlocutore invisibile.
- Dunque, sistema, richiedo la transizione a modalità Amministratore. Richiedo l’arresto forzato di tutte le operazioni attualmente in corso. Dopo do ció, il sistema deve autodistruggersi
<Qui parla il sistema. La transizione alla modalità Amministratore é stata negata. Le credenziali inserite non soddisfano i criteri di autorizzazione dell’amministratore>
— ...Che cosa?
Per la prima volta, qualcosa di diverso dalla stanchezza passó davanti agli occhi del prete dai capelli di argento. Fino a quel momento era piegato in avanti, esausto, ma ora si raddrizzó e fissò la console.
- Sistema, riconferma la password. Dovrebbe essere il livello più alto di autorizzazione
< Il sistema sta ricominciando la conferma… Completata. Qui parla il sistema: la transizione alla modalità Amministratore è stata rifiutata. La password inserita non soddisfa le richieste dell’amministratore>
- È impossibile!
Un’espressione di agitazione apparve sul volto di Abel. Le sue dita si mossero nervosamente su e giù per la tastiera. Ma il monitor di fronte a lui non mostró alcuna reazione.
- Sistema, la mia password dovrebbe avere accesso completo a tutti i portali dell’RMP-Net! Questo è impossibile! Controlla ancora! E fammi sapere ogni passo della sequenza di verifica
<Sistema, ricevuto. Inizio della seguenza di controllo…>
Dietro gli occhiali rotondi, gli occhi azzurri si assottigliarono con sospetto. Improvvisamente la voce sintetica si era silenziata.
- Sistema, cosa è successo?
Era forse andato in crash?
Intanto le altre funzioni continuavano ad operare normalmente. Anche il countdown di Iblis continuava a procedere.
- Sistema, rispondi! Cancella la transizione alla modalità Amministratore e…
<...terminato>
Fu come se una radio che prendeva male fosse stata improvvisamente colpita da una mano invisibile. La voce sintetica che parló nuovamente in tono monotono, pronunció le parole con una tale fluidità da far sembrare che il problema precedente fosse una messa in scena.
<Procedendo alla proiezione forzata del file video>
Proiezione forzata? Era un virus? Abel fece schioccare la lingua e allungó nuovamente la mano verso la tastiera…
<...Buongiorno, Abel>
Una voce gentile risuonó accanto al suo orecchio. Una voce cristallina, che ricordava il sole che si riflette sulla superficie di un fiume durante un giorno di primavera, quando il cielo sembra infinito.
<...le quattro e quarantotto. Per un dormiglione come te, è parecchio presto>
Come descrivere l’espressione che apparve sul viso di quel giovane uomo in quel momento? Come se stesse per scoppiare in lacrime ma allo stesso tempo volesse gridare per la rabbia. No, forse era l’espressione di un bambino che aspettava di essere punito. Un’espressione enigmatica, che era tutte quelle cose insieme, eppure non era nessuna di quelle. Inizió ad allungare una mano, poi improvvisamente si fermò, come se ci avesse ripensato. Poi, quando alzò lentamente lo sguardo, trovó una donna in piedi davanti a lui.
Poteva avere la stessa età di Abel, forse leggermente più grande. I suoi capelli raccolti sembravano del colore di un delicato te rosso, e sul viso dalla pelle scura, marchiato con un punto rosso sulla fronte, gli occhi di un colore misterioso, dai riflessi dorati, sorridevano timidamente, come con nostalgia. Sul suo corpo portava un indumento dal tessuto morbido e fluido - un costume tradizionale chiamato sari, le cui origini si erano ormai perse nel tempo.
<Oppure non mi dirai che hai passato la notte in bianco? Ora che sei tornato su questo pianeta, dovresti riabituare il tuo corpo ad un ciclo di ventiquattr’ore>
- Lo… lo sto facendo. Non sono più un bambino, sai
Con un leggero imbarazzo sul suo volto, Abel si grattó il mento. Ma i suoi occhi rimasero sul viso di lei, con un’espressione di nostalgia.
- Quanto tempo è passato, Lilith?
La donna chiamata Lilith — o, più precisamente l’ologramma dalla forma di quella donna - non rispose.
A parte una rudimentale interfaccia di intelligenza artificiale che cambiava a seconda dell’orario di attivazione, apparentemente non c’era alcuna interfaccia per l’interazione umana installata, come ad esempio un simulatore di personalità. Lo sguardo della donna, che stava sorridendo dolcemente, non era nemmeno rivolto ad Abel.
< Ma che peccato, se stai guardando questo video, allora la città di Tunisi è caduta, non è così? Almeno il Tenente Elissa Dal Schreit è riuscita a ritirarsi e mettersi in salvo? Nonostante tutto è una testarda, per cui sono preoccupata. Inoltre ti odia profondamente… per questo abbiamo messo a punto questa cosa chiamata ‘Demone del Deserto’ - Iblis>
La bellissima donna si lasció sfuggire un sospiro. La proiezione dell’immagine era così meticolosamente dettagliata che sembrava si potesse percepire persino il calore del suo corpo. Abel scosse la testa tristemente.
<A dir la verità, io non volevo installare nulla di simile. Ma se Tunisi ed i giacimenti di petrolio cadessero nelle vostre mani, finirebbe anche l’Europa Occidentale. Questa città, che io e il Tenente Schreit abbiamo ricostruito con tanti sacrifici… se dovesse diventare vostra, allora preferisco seppellirla con le mie stesse mani. Ovviamente anche il Tenente è d’accordo. Però, Abel...>
Si udí il leggero suono di un sospiro. I suoi occhi non stavano gurdando Abel. Quello che c’era davanti ad essi era solo oscurità. E nonostante questo, stava senza dubbio parlando con il giovane uomo dai capelli d’argento.
<Io ed Elissa abbiamo fatto una scommessa. Che forse, perfino per voi, perfino per te ci sia ancora speranza. Che tu abbia mantenuto qualcosa del tuo cuore umano. Per cui, in caso sia proprio tu che hai portato avanti l’attacco a Tunisi, abbiamo lasciato la possibilità di disattivare Iblis sotto certe condizioni>
- Condizioni?
Dimenticando per un momento che l’altra persona fosse solo una proiezione tridimensionale, Abel si sporse in avanti. Dietro alle lenti rotonde dei suoi occhiali, nei suoi occhi c’era una stanchezza quasi dolorosa. Che sorprendentemente assomigliava molto all’espressiome stampata sulla faccia della donna di fronte a lui.
<Sí, condizioni. Cioè che tu abbia salvato almeno uno degli abitanti della città. Li chiamate Terran, giusto? Quindi, se avrai già sterminato tutti i Terran rimanenti, allora Elissa avrà vinto la scommessa. Tu e tutti i ‘ritornati’ - i Metuselah - che hanno attaccato la città assieme a te, sarete sepolti sotto la sabbia. Ma se anche solo una singola persona… se avete risparmiato almeno un Terran, che voi odiate tanto - se non li avete uccisi tutti, allora avrò vinto io>
La bellissima donna sorrise come imbarazzata.
<In questo caso, porta qui uno dei Terran rimasti vivi. Fai controllare a lui o a lei le impronte digitali. Dopo che verranno confermate le informazioni genetiche, apparirà il comando di disattivazione di Iblis. L’ho lasciato impostato in modo che funzionasse così. Invece da voi, Crusnik o Methuselah, il codice di disattivazione non può essere attivato. Solo i sopravvissuti, i Terran — proprio quelli che odiate così tanto — saranno in grado di fermare Iblis e salvarvi... Abel〉
Perché...? Com’era possibile che lei avesse uno sguardo del genere, che sembrava vedere tutto, al di là del tempo e dello spazio? L’ologramma allungò dolcemente le braccia, come se volesse abbracciare qualcuno.
〈So che ami il mondo. Hai fatto del mondo il tuo nemico, ma questo è il rovescio della medaglia dell’amarlo. È stato proprio perché hai amato, ti sei fidato e hai sperato che, sentendoti tradito, non sei riuscito a sopportarlo. Per questo sei diventato un nemico del mondo — eppure, continui comunque ad amarlo. Da qualche parte dentro di te, non riesci ancora a odiarlo completamente〉
L'immagine tremò violentemente. La perfetta proiezione tridimensionale era ora mescolata a un disturbo di luce bianca. Le particelle di luce che componevano l'immagine cominciarono a disintegrarsi gradualmente a partire dai bordi.
Tornando a diventare solo luce, all’ultimo istante, gli occhi della bella donna sembrarono, ancora una volta, cogliere il volto di Abel.
〈Abel, questo mondo non è tuo nemico... Puoi sempre ricominciare da capo. Non dimenticarlo mai〉
— ...È già troppo tardi, Lilith
Abel mormorò con voce vuota, rivolto verso l’oscurità dove ormai non c’era più nessuno.
Quando la luce sparì e l’oscurità e il silenzio tornarono ancora una volta, il contatore segnava già quattro e cinquanta: mancavano solo dieci minuti all’arrivo della tempesta di sabbia.
— È tutto… ormai troppo tardi. Sia per te che per me!
Un attimo dopo, come per magia, la mano di Abel aveva già estratto la pistola infilata nella cintura. Senza nemmeno voltarsi, premette il grilletto da sopra la spalla — un boato.
Un altro sparo — boato. E un altro ancora — boato. Altri tre colpi consecutivi — boato.
Prima che se ne rendessero conto, le ombre che si erano intrufolate alle loro spalle giacevano già a terra davanti all’altare — i tre corpi erano stati colpiti alle spalle, ai gomiti e alle guance.
— Purtroppo... qui non ci sono più terrestri. Qui ci siamo solo io... e loro
Con un’espressione che sembrava al tempo stesso ridere e piangere, Abel abbassò lo sguardo. Tra il fragore dell’eco assordante degli spari, le tre ombre si stavano rialzando come se nulla fosse accaduto. Indossavano giubbotti militari, maschere antigas ed elmetti — ma sotto le maschere frantumate si intravedevano zanne lunghe e affilate.
— Che cosa orribile… Avete profanato i cadaveri dei Methuselah
Mentre mormorava quelle parole, Abel fece un leggero cenno con la mano. Il cilindro vuoto e pieno di fuliggine cadde a terra con uno schiocco e un leggero sbuffo di fumo, e nello stesso istante un nuovo caricatore era già stato inserito.
Ma allo stesso tempo, anche gli Auto Jägers erano già in movimento.
Balzarono in avanti, facendo scintillare i loro artigli lunghi e ricurvi — lunghi quanto pugnali — e un istante dopo, come se fossero stati cancellati, quelle ombre scomparvero.
— Haste...!
LA parola, mormorata a bassa voce, fu soffocata dal fragore degli spari. I sei proiettili sparati in rapida successione si conficcarono tutti con un suono umido sul lato sinistro della giacca. Il sangue schizzato macchiò l’altare della santa.
— Guh!
Con un gemito sommesso, la vecchia pistola a percussione sfuggì dalla mano del suo proprietario e cadde sul pavimento macchiato di sangue, facendo risuonare un forte rumore metallico. Rimaneva solo il fumo che ancora saliva dalla canna, bianco e inutile come zanne che non erano riuscite a conficcarsi.
Sopra il prete atterrato sull’altare, tre ombre si raggruppavano. Ognuna affondava saldamente i denti nel collo, nella spalla e sul fianco, mentre braccia bestiali immobilizzavano gli arti della preda, senza lasciarla scappare...
— Urgh!
In quell’istante, gli occhi di Abel si tinsero di un rosso vivido.
— Nanomacchina «Crusnik 02» – Attivazione limitata al 40%...
Le sue labbra smisero improvvisamente di muoversi.
Invece, ciò che gli sfuggì dalle labbra fu un sospiro esausto, come quello di un anziano che avesse già vissuto mille anni. I suoi occhi, a un certo punto, avevano riacquistato la loro sfumatura bluastra. Sul volto che fissava i resti decadenti dei vampiri che bevevano il suo sangue, affiorò un sorriso stranamente vuoto.
— Beh… forse, ogni tanto, anche cosí può andare bene…
Un sospiro simile a quello di un anziano sfuggì dalle labbra pallide.
Ormai non serviva più a nulla fare altro.
Se ciò che lei aveva detto era vero, allora Iblis non avrebbe potuto essere fermato, a meno che non ci fosse stato un Terran. Ma come portare un Terran fin lì con meno di dieci minuti a disposizione? A meno che non fosse un dio, sarebbe stato impossibile.
Sì... la catastrofe non poteva più essere evitata.
A cominciare da Caterina, sarebbero andate perdute duecentomila vite e la città satebbe sprofondata in un mare di sabbia. Probabilmente anche Ion era già stato ucciso. E presto avrebbe inizio la guerra tra la società umana e l’Impero...Alla fine, tutto ciò che aveva fatto fino a quel momento era stato vano?
Era stanco. Estremamente stanco.
Senza rendersene conto, gli sembrò di aver camminato a lungo. Era esausto.
“Forse... porre fine a tutto qui non è poi così male...”
Non avrebbe più dovuto preoccuparsi di nulla. Né temere le persone, né essere temuto da loro — e, soprattutto, non avrebbe nemmeno dovuto temere se stesso.
In realtà, il fatto che tutto si stesse lentamente oscurando davanti ai suoi occhi in quel modo... in qualche modo, gli calmava molto il cuore.
— Cosa sta facendo lì, a tergiversare di nuovo, Padre?!
Fu in quell’istante che un rimprovero pieno di energia e un bagliore feroce squarciarono l’oscurità della morte, che stava per avvolgere dolcemente il prete.
Looking at early Trinity Blood manga. I wish Abel drink vampire blood more often! I mean the whole thing about him being a Crusnik was he was a vampire that drink the blood of other vampires. At the end of it all he became more of a religious symbol then a vampire.
Same for Cain and Seth too! I would have loved seeing them both drink vampire blood.
Some Crusnik 02 Trinity Blood
@amikartest @artsy-jandi