Insomma lei continua a dondolarsi, arrivando così verso la fine di uno scaffale e poi gli occhi che si spalancano un po’ di più, frenando con le scarpe che raschiano un po’ sulle mattonelle della biblioteca. « Hhh—hhii. » è più il fiato che inspira, mentre tenta di appoggarsi all’angolino dello scaffale per non farsi vedere - per quanto visibile sia - dato che ha visto Daemon. Sbatacchia le palpebre, provando ad allungare il collo, da quella distanza, con la puerile speranza di poter capire cosa stia facendo, a parte l’ovvio studiare.
« segui Aritmanzia anche tu? » nonostante non possa fare a meno di notare il leggero imbarazzo che Charlotte sembra manifestare proprio a causa sua, riesce lo stesso a tenere un tono tranquillo nella conversazione « siediti » un cenno svelto all`altra sedia accostata al tavolo, per quello che suona come un invito, non è che ci è costretta. « Ti faccio vedere, tanto stavo facendo una pausa. »
« Sì, la seguo anche io. » cosa che scriverà anche sul diario: io e Daemon anime gemelle perché seguiamo la stessa materia facoltativa. Vabè. Tira su col naso, provando ad allungare il collo come prima quando era dietro una pila di libri, per curiosare. Gli occhi ora si fanno davvero curiosi nel leggere quello che c’è scritto nei libri e nelle pergamene del sestino. All’invito ricevuto rimane un attimo interdetta strigendosi nelle spalle ma poi fa un cenno della testa, ringraziandolo « Ahm, grazie! » accomodandosi piano nella seggiolina libera, così tanto-troppo vicino a lui. « Sicuro? Perché non ti voglio cioè, disturbare troppo se devi continuare, ecco, sì. Tanto c’ho pure tante cose di Difesa e Incantesimi da vedere.. » si stringe nelle spalle, ma ormai tanto s’è messa lì seduta e non pensa di volersi alzare tanto presto.
« E` una trappola aritmantica » spostando lo sguardo dalla pergamena al viso della Serpeverde, prima che lei possa chiederlo. « è il campo di una trappola areale, ma ne esitono anche di altri tipo. Questa, però » punta il polpastrello dell`indice della mano destra al centro del disegno « sfrutta lo spazio, per costringere chiunque ci finisca dentro a vivere ciclicamente un`esperienza in cui ci si ritrova intrappolati all`interno di un ambiente che continua a restringersi: è come finire dentro una morsa che cerca di stritolarti, e comincia a mancarti l`ossigeno e non c`è modo di uscire » ok, detta così, con quel tono serio, sembra davvero qualcosa di orribile. Ma forse lo era davvero « abbiamo cominciato a studiarle all`inizio dell`anno, e il Professor Marshall » esita per qualche istante, come alla ricerca delle parole giuste. L`espressione che ha in volto ora mostra un cipiglio più severo e riflessivo « ...beh, lui ci ha fatto sperimentare cosa significa rimanerne vittima » li ha `chiusi nella scatola`, senza troppi giri di parole « credo volesse ci rendessimo conto di quanto può essere pericoloso riccorere a questo genere di magia, senza pensare alle conseguenze » finalmente interrompe il monologo, distogliendo lo sguardo dal foglio di pergamena per tornare a guardare Charlotte « ma se la cosa non ti spavente, te lo racconto »
« E si può mettere, ehm, nella trappola un molliccio? Così quello che viene intrappolato se la passa male. Tanto mica lo sa. Diventerebbe una favolosa trappola.. com’è che si chiama? » domanda senza aspettare una risposta « Aerea? » non proprio. Favoloso che non sappia che è un molliccio, e si stringe nelle spalle. « Ma poi si muore? » il dubbio sul volto della Serpeverde, da come l’ha descritta lui sembra una cosa piuttosto seria. Sicuramente non sa cosa voglia dire fare questo genere di magie, anche se non sembra così ansiata, per quanto potrebbe anche morire se la facessero a lei. La risposta viene data con un po’ di leggerezza, per lo più si mostra coraggiosa solo perché è Daemon a dirglielo. « No-no, certo che non mi spaventa. » certo (…) « Raccontami, voglio sapere che è successo. Cioè, ehm, quali erano le conseguenze? »
« non può ucciderti no, anche se quando ne esci non sei proprio messo bene » tipo che un giretto in infermeria non si nega nemmeno ai cuori più forti. « E` cominciato all`improvviso, non sono neanche riuscito a raggiungere il mio banco e la trappola si è manifestata, perciò, una volta che è stata allestita, è sufficiente mettere un piede all`interno del suo campo di attivazione, questo le rende particolarmente insidiose » per capirlo non serve frequentare il corso M.A.G.O. della relativa materia, e poi, come tutte le `trappole` per definizione, anche quelle aritmantiche non fanno eccezione all loro caratteristica fondamentale. « se te lo stai chiedendo, non so se in classe sono rimasto del tutto sveglio, ma... dall`altra parte » all`interno dell`ambiente creato per effetto della Trappola Areale, intede « ero sicuramente cosciente. Ma non saprei per quanto sia andata avanti la cosa, anche perchè il tempo sembrava scorrere normalmente, il problema era lo spazio » tra parentesi, l`ultima cosa a cui ha pensato in quei momenti è stato dare un`occhiata all`orologio. Ma le ha già fatto presente che il vero elemento di disagio non era quello, bensì il luogo in cui è stato trascinato « prima di tutto, sono finito in un posto che non avevo mai visto prima, che nemmeno dovrebbe esistere, in verità » stringe lo sguardo per qualche secondo, assottigliando la fessura delle palpebre, mettendo meglio a fuoco il viso della Serpeverde « aveva qualcosa di familiare, in ogni caso » ricorda bene il colore degli arredi, così simile alla sala comune dei Grifondoro, e il corridoio del sesto piano che lui frequenta spesso, o ancora « c`erano i tavoli della Sala Grande, ma non era la Sala Grande quella che vedevo intorno a me, quindi è chiaro che la volontà della trappola sia quella di disorientare chi ne rimane vittima » a questa semplice conclusione ci è arrivato considerando che, cercare una via di fuga da un luogo che conosciamo bene, sarebbe certamente più semplice che non doverlo fare all`interno di un ambiente apparentemente sconosciuto. « Le pareti hanno iniziato a restringersi quasi subito - e ti assicuro che respirare non era facile, mi mancava davvero l`ossigeno, era... vero. Compreso il dolore, quindi la tua mente è vulnerabile sotto ogni punto di vista, mentre sei prigioniero, anche se non hai quelle ferite addosso quando il suo effetto si esaurisce » perciò non dovrebbe rivelarsi così potente e non può ucciderti, come le ha anticipato. Quella forse è l`unica nota positiva in tutto questo, se così si può definire. Lo scenario che le ha descritto fino a quel momento, ancora una volta gli conferma la sua ipotesi del perchè Marshall li abbia costretti a vivere quella situazione. « Il peggio, però » però?! Cioè, tutto questo non era già sufficiente di per sè, manca ancora il colpo di grazia, per cui si schiarisce la voce con un colpetto di tosse che graffia gutturale sulle corde vocali « è che ti priva della magia: quando sei dentro la trappola, non riesci ad utilizzare gli incantesimi »
« Come le trappole degli gnomi. » nei gardini di casa loro c’è pieno di quelle trappole il cui meccanismo funziona proprio quando la creatura entra dentro alla trappola. Semplice. « Oh Morgana mia, non puoi.. fare incantesimi? Ma è terribile. » una mano al petto e lo sguardo angosciato. Perché avere tutto intorno che ti si chiude, non poter respirare bene è tremendo ma non poter fare magie è la cosa più brutta del mondo. Alla fine si porta una mano alla bocca, spaventata all’idea di una magia assente e di una sopravvivenza forzata. Lo guarda, lo ascolta.. prova a rilassarsi un po’ di più dopo questo racconto angoscioso. « E tu come hai fatto? Cioè.. hai avuto paura? »
Gli sfugge piuttosto un mezzo sorriso, che serve a stemperare un po` la tensione del suo volto, a sentire quel paragone con le trappole per gli gnomi « sinceramente non ci avevo pensato » trattenendo quella curva più allegra e giovale sulle labbra per qualche istante ancora « ma in un certo senso, è così » [...] « all`inizio sì, anche perchè ero abbastanza confuso e disorientato » cioè, sta praticamente dicendo che la trappola ha funzionato benissimo.