( decisioni )
« Le decisioni importanti non si prendono al paiolo magico. »
« Io non sono come te, okay. » premette, guardandolo direttamente. Parla piano perché complice quel pesante accento c`è il rischio che l`altro non la capisca, proprio ora che sta finalmente rispondendogli. « Non mi piace il mondo magico, Hogwarts non è mai stata la mia casa. Il Galles è la mia casa, dove nessuno si prende gioco di me per il mio accento. O perché non ho antenati maghi scritti su una pergamena da qualche parte. Non mi interessa tutto ciò. » le narici fremono appena, mentre affonda i denti nel labbro inferiore per fermare il flusso di parole che stava venendo fuori « Questo non è il mio mondo, Jed. Non credo lo sarà mai. E non è questione di sentirsi isolati, io credo. E` proprio questione di non farne parte, di essere un elemento estraneo che alterna un ecosistema » ciao, elite mi ha fatto male « E non mi piace esserlo. A Swansea so cosa sono, chi sono. A scuola o al ministero che sia, non lo so. » assottiglia gli occhi, scuotendo appena la testa come a scacciare un pensiero, prima di andare a nascondere nuovamente il viso nella pinta di birra scura. Beve, quindi ancora con la pinta in mano, torna a parlargli « Ma a te non piace sentirmi dire queste cose, ne sono consapevole. Perché so che abbiamo una visione completamente diversa della cosa. »
« Non è che non mi piace. » in realtà non gli piace perché comunque di tanto in tanto ha anche serrato la mascella quando lei parlava di ecosistemi e di non farne parte. « A me dispiace che tu non ti senta una strega, che Hogwarts non sia stata la tua casa, e che al Ministero hai più grande che altro. » ed aggiunge anche « E che qui non ti senti al tuo posto. Non vorrei che questo sia successo perché, non lo so, perché forse il mondo magico ti ha messo subito alla gogna. » per quanto il paiolo non sia proprio il migliore dei posti non si può dire che non si respiri magia, lì dove ci sono streghe e maghi peggio vestiti che fanno peggio magie, basti solo guardare come vengono puliti i tavoli o servite le vivande. « Però se la pensi così.. non credi ti farebbe meglio allora, non so scegliere solo.. » si morde il labbro inferiore, abbozzando un sorrisino che vorrebbe già dire tutto con quello, fossette incluse. « Scegliere solo da che parte stare e basta? » [...] . « Non sto dicendo che devi rinnegare una cosa o l’altra o che devi dimenticare una cosa o l’altra. Però solo scegliere quella che ti fa sentire meglio con te stessa. »
« Non mentirmi, lo so. Lo vedo. » che non gli piaccia sentirla parlare così. E` scritto sul suo viso che non gli piaccia, per quanto Jed possa dire di no. « Mi stai cacciando in pratica. Il tuo consiglio è: "Guinevere, vattene in Galles e restaci".» riassume a modo suo quello che Jed le ha detto in modo così carino - fossette incluse - in un modo che le fa assottigliare lo sguardo, mentre il tono si fa quasi più tagliente. « Lo sapevo che era inutile parlarne, è sempre inutile parlare. » bene, dopo questa esclamazione emo, possiamo andare avanti. O forse no. A quanto pare odia tutto ma non vuole andarsene, vuole soffrire e farsi nominare martire. Scuote la testa, sospirando per poi andare a bere un sorso di birra scura, quasi scolandosi il resto del contenuto della pinta. « Non so cosa volevi ottenere, Jed, ma questo non è giusto. »
« Okay ti mentivo, non mi piace. » La mano che non tiene il calice va a scompigliare un po’ i capelli mossi e scende giù verso quelle guance macchiate ora da una barbetta che cerca di tenere in uno pseudo ordine e taglio decente. « Non mi permetterei mai di cacciarti e se te lo dicessi non ti chiamerei Guinevere. » [...] « Ma sei tu che lo pensi inutile. »
« Però ti ringrazio per il tuo consiglio, ci penserò a quello che mi ha detto. Forse cadrò nel mondo babbano o forse no.Non è una decisione da prendere così, al tavolo del paiolo magico. »










