Dallo Spritz alla Scrivania un estate vola via…
Il badge sulla tasca pesa come un mattone, la mente è già in fuga verso il grande calone. Chiudiamo i computer, fermiamo la corsa: c’è un finto infradito che spinge in una borsa!
Addio alle riunioni, ai grafici, agli invii, ai finti "cordialmente" e ai formali addii. Ci aspetta la spiaggia, la birra ben ghiacciata, la siesta sotto l'ombra con la pelle già bruciata.
Si pranza alle quattro, si balla fino all'alba, l'amore dell'estate ha la testa un po' balorda: un bacio sul bagnasciuga, le lucciole, il profumo, «Sei l'unico al mondo!»… e poi svanisce come il fumo
davanti a un altro drink all'ombrellone accanto, tanto a settembre finisce già l'incanto. Ma i giorni di vacanza son ladri e assassini: volano via veloci come i soliti panini.
La sabbia si stacca, la tintarella spella, e ti ritrovi in coda dentro una padella. La sveglia lunedì riprende il suo tormento, il traffico cittadino ti toglie ogni talento.
Il capo ti saluta con un ghigno un po' maligno: «Ti vedo riposato! Ho un lavoro proprio degno!». Riapri la posta con mano tremolante: quattromila e-mail, una cosa spaventosa e imponente. Sospiri malinconico pensando a quel mojito, mentre il caffè del distributore ti brucia il dito.
Pazienza, collega! Risollevati il morale: il ciclo della vita alla fine non è male. Resisti sulla sedia, fai finta di ascoltare… mancano solo 350 giorni per ritornare al mare!







