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Time to spark The Beast.
io sono un essere bellicoso
Niente. Abbandono tutto. Abbandono l'anelito di cambiamento, abbandono la vera me che stavo cercando a tutti i costi di tirare fuori. Abbandono il provare. Rimango. Rimango in me, non c'è possibilità di cambiamento. Non c'è alcuna possibilità. Il nulla. Sono troppo bellicosa per vivere. Chi è bellicoso sopravvive senza rendersene conto. Ma qundo te ne rendi conto, vuoi cambiarlo, vuoi riporre le armi e uscire alla luce del sole. La tua pelle è bianchissima, senti che il sole brucia, ma ci provi, resisti, ti lasci andare, ti abbandoni alla sensazione di accoglienza che qualcuno ti dà. Io ci ho provato, ma sono troppo bellicosa perché hanno riempito il mio cuore di rabbia, di guerra sanguinosa. Anni e anni in trincea e frequenti scontri frontali che non hanno provato nessun vincitore se non eterni sconfitti. Brandelli di cuore ovunque sul pavimento. E quel poco che rimane qui nel petto, ha un colore violaceo tendente al nerastro. Immagino di non avere confini né capi, immagino di avere solo me, il vuoto da poter riempire a mio piacimento, a piacimento della natura. Un cavallo lanciato al galoppo su una spiaggia nuvolosa. Non ha paura dell'acqua, non ha paura di niente. Non ha nulla da temere. Non ha nulla. Abbandono. Abbandono ogni speranza, ogni anelito missionario sul mio benessere, sull'essere pacifici e farsi amare. Nessuno può amare quest'essere impetuoso, quest'essere bellicoso, sempre allerta, irascibile. Io sono ferma sul mio cammino, non ho la forza di uscire dalla mia prigionia. Chi mi circonda è come me, la mia famiglia è bellicosa, mi istiga al combattimento, ad imbracciare il fucile e a sparare senza nemmeno guardare l'avversario. Loro mi sparano e io devo difendermi! Non c'è nulla per me, non c'è alcuna possibilità. Non ho pace, il mio cuore è in tumulto, è nero. E' affetto da un cancro irreversibile. Solo l'amore potrebbe estirpare il male da cui è affetto. Ma non c'è alcun amore, non c'è nessuno disposto ad amare questo essere così spigoloso. Nessuno disposto a farsi dei tagli sulle mie spine per poter poi godere del dolce sapore della mia linfa. Ho chiesto aiuto alla lama che mi ha dato momentaneo sollievo. Il sangue, in fondo, è rosso come l'amore. Adesso non so più dove scagliarmi per trovare sollievo. Voglio disfarmi, distruggermi, sparire. Morire. C'è qualcuno che urla qui. E io in silenzio piango. La batteria del mio cellulare è quasi al limite. La lascerò così, non la ricaricherò, così nessuno saprà più nulla di me. Forse qualcuno, pochi, si preoccuperà. Più che preoccuparsi, si arrabbieranno, si arrabbieranno per la mia imprudenza, immaturità la chiameranno. Andrò a cercare l'amore da dove l'amore proviene. Dalle selve, dal mare e dalle montagne forti che si ergono su di noi minuti esseri sopravviventi. Me ne vado.