...questa nuova America di cui ero partecipe in pieno: un luogo in cui le ristrettezze ti fiaccavano, in cui la paura di fallire produceva nevrosi, in cui le ossessioni materiali ti mandavano fuori di testa, dove non c'erano manufatti di culture precedenti, né antiche rovine, solo panorami creati per convenienza (il vecchio mulino adesso era uno Starbucks, e quando i commessi uscivano a fumare si appoggiavano alla staccionata del cimitero dei pionieri, con l'ombra alta di un angelo di pietra a tagliare le strisce del parcheggio)...
[...]
Ma a inquietarmi all'epoca era la sensazione che quel lieto fine non fosse scontato, né per me né per altri.
"Dietro la porta di ogni uomo felice dovrebbe esserci un uomo infelice", ha scritto Cechov, "che bussa costantemente per ricordargli che non tutti sono felici e che, prima o poi, la vita gli mostrerà gli artigli".
[Nota dell'Autore]
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Così mi trovai una casetta per conto mio e la portai a vivere con me. Adesso siamo amici. Una famiglia. Non è perfetto. A volte è proprio dura, porca miseria. Ma mi occupo di lei e quando torno a casa strilla tutta contenta, e al mondo c'è meno tristezza del previsto.
[Isabelle]
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Non sono cattivo. Se solo riuscissi a smettere di sperare. Se solo riuscissi a dire al mio cuore: arrenditi. Resta solo finché campi. In fondo c'è sempre l'opera lirica. Ci sono sempre il pane degli angeli e i canti di Natale dei bambini del quartiere, lo foglie d'autunno sui tetti umidi. Invece niente.
[...]
Forse il Dio che vediamo, il Dio che comanda la quotidianità, è semplicemente un Dio inferiore. Forse sopra di lui c'è un altro Dio, che magari è in tutt'altre faccende affaccendato, ma torna subito, e quando torna prende il Dio inferiore per l'orecchio e dice: "Adesso sentimi bene. Lo vedi quel ciccione? Si può sapere che ti ha fatto? Non è stato abbastanza umile? Non ne ha mandate giù più di mille uomini messi insieme? Non erano abbastanza ingrati anche i compiti più semplici? Non hai sentito la sua smania d'affetto? Non ti sei accorto che la sua vita è stata un unico interminabile incubo?" E forse, mentre il Dio inferiore se la svigna, il vero Dio mi prenderà tra le braccia dicendo: "Le mie più sentite scuse, abbiamo commesso un errore. Accetta questa nuova nascita, in segno della mia stima".
[180 chili di amministratore delegato]