" Faceva molto caldo, e il cielo era completamente sgombro di nuvole. La macchia era asciutta. Guglielmo doveva ogni tanto interrompere il lavoro per asciugarsi il sudore. «Fa troppo caldo», pensò; e gli venne fatto di guardare in alto. Il cielo, perfettamente limpido, non poteva trarre in inganno un uomo esperto come lui. Dietro il sereno un occhio conoscitore scorge le nubi, come dietro le nubi il sereno. Fino ad allora erano stati eccezionalmente fortunati con la stagione, ma la cosa non poteva continuare all’infinito. Se dicembre era stato clemente, gennaio, con ogni probabilità , sarebbe stato tempestoso. Guglielmo presentiva vicina la stagione delle grandi tempeste invernali, quando i boscaioli sono costretti a chiudersi inoperosi nel capanno, ed è manna se schiarisce il tempo necessario per andare ad attinger l’acqua. Egli conosceva bene quelle giornate lunghe, monotone, quando la pioggia batte senza tregua sul tetto incatramato, e nell’interno del capanno gli uomini sbadigliano e guardano l’orologio ogni cinque minuti; mentre piú forte si fa la nostalgia della casa. In quelle giornate la presenza di Francesco si rivelava di utilità essenziale, dato l’imperturbabile buon umore e la provvista inesauribile di discorsi, di racconti e di storie del vecchio boscaiolo. Guglielmo si può dire che l’avesse assunto solo per questo. «Reggesse un’altra settimana», pensò dando un’occhiata indagatrice al tempo. In lui non parlava tanto l’apprensione del principale che deve corrispondere la paga anche nei giorni di forzata inattività e vede cosà scemati i guadagni. Egli paventava per se stesso quelle giornate, sapendo per esperienza come solo il lavoro valesse ad allontanare i pensieri che lo tormentavano. "
Carlo Cassola, Il taglio del bosco, presentazione e note a cura dell'autore, Giulio Einaudi editore (collana Letture per la Scuola Media n° 1), 1977¹°, pp. 78-79.
NOTA: questo racconto lungo esistenziale fu scritto e riveduto negli anni 1948-49 in un momento di crisi dell'autore. Fu pubblicato nel dicembre 1950 sula rivista bimestrale "Paragone-Letteratura" e subito recensito positivamente da Geno Pampaloni.

















