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Eccidio di Katyn: Mosca si «rimangia» le scuse e torna ad accusare la Germania
di Antonio Carioti
bipensiero
“1984” di George Orwell presentato in audiolibro dalla casa editrice il Narratore
“1984” di George Orwell presentato in audiolibro dalla casa editrice il Narratore
Il Taccuino Ufficio Stampa Presenta L’audiolibro dell’opera 1984 di George Orwell Il Narratore audiolibri presenta “1984” dello scrittore britannico George Orwell, un romanzo distopico divenuto un classico della letteratura novecentesca. Pubblicata nel 1949, l’opera risulta di un’attualità sconvolgente per il modo in cui l’autore ha profetizzato il condizionamento psicologico e ideologico…
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Sapere e non sapere; credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciavano le menzogne più artefatte; ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si annullano a vicenda; sapendole contraddittorie fra di loro e tuttavia credendo in entrambe, fare uso della logica contro la logica; rinnegare la morale propria nell'atto di rivendicarla; credere che la democrazia sia impossibile e nello stesso tempo vedere nel Partito l'unico suo garante; dimenticare tutto ciò che era necessario dimenticare ma, all'occorrenza, essere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di nuovo. Sopratutto, saper applicare il medesimo procedimento al procedimento stesso. Era questa, la sottigliezza estrema: essere pienamente consapevoli nell'indurre l'inconsapevolezza e diventare poi inconsapevoli della pratica ipnotica che avevate appena posto in atto. Anche la sola comprensione della parola "bipensiero" ne implicava l'utilizzazione.
George Orwell, 1984
In generale, più si sa, più è grande la delusione: il più intelligente è anche il meno sano di mente.
1984
Qui tutti che cercano Taricone. #parachutes #orwell #bipensiero #giornaletti #salvodelgrandefratello
Tacque per qualche momento, come per dare a Winston il tempo di afferare fino in fondo quanto aveva detto. <<Ricordi>> riprese a dire <<di aver scritto nel tuo diario: " La libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro"?>> <<Si>> rispose Winston. o'Brien gli voltò le spalle, quindi sollevò la mano sinistra, tenendo il pollice nascosto e le quattro dita tese. <<Quante sono le dita che tengo alzate, Winston?>> <<Quattro>> <<E se il Partito dice che le dita non sono quattro ma cinque, quante sono?>> <<Quattro.>> La parola terminò in un rantolo di dolore. L'ago del quandrante era balzato a cinquantacinque. Ora il corpo di Winston grondava di sudore. L'aria gli entrava a forza nei polmoni e ne fuoriusciva sottoforma di lunghi gemiti che nono riusciva a trattenere neanche stringendo i denti. O'Brien lo guardava, con le quattro dita ancora tese. Riportò la leva alla posizione di prima. Questa volta il dolore si attenuò solo di poco. <<Quante dita sono , Winston?>> <<Quattro.>> L'ago salì a sessanta. <<Quante dirts sono, Winston?>> <<Quattro! Quattro! Che altro posso dire?>> L'ago doveva essere risalito di nuovo, ma lui non lo guardò. Era tutto preso dalla visione delle quattro dita e di quel volto duro e severo. Le dita gli stagliavano davanti come altrettanti pilastri, enormi, indistinte. Sembravano vibrare, ma non c'era dubbio: erano quattro. <<Quante dita sono, Winston?>> <<Cinque! Cinque Cinque!>> <<No, Winston, è inutile. Tu stai mentendo, tu credi ancora che siano quattro . Per piacere, quante dita sono?>> <<Quattro! Cinque! Tutto quello che vuoi! Ma basta con questa sofferenza!>> All'improvviso si ritrovò seduto, con O'Brien che gli cingeva le spalle con le braccia. Forse aveva perso i sensi per qualche secondo. I legacci che gli avevano stretto il corpo ora erano allentati . Si sentiva gelare, batteva i denti, il corpo scosso da convulsioni irrefrenabili, mentre un fiotto di lacrime gli correva giù per le guance. Per un attimo si afferrò a O'Brien, come un bambino, stranamente confortato da quel braccio grande e grosso che gli cingeva le spalle. Aveva l'impressione che O'Brien lo proteggesse, che dolore fosse qualcosa che veniva da fuori, da una qualche sorgente esterna, e che O'Brien fosse l'uomo che poteva stornarlo da quella pena. <<Sei lento nell'apprendere, Winston>> disse O'Brien con dolcezza. <<Ma come posso fare a meno...>> piagnucolò << come posso fare a meno di vedere quello che ho davanti agli occhi? Due più due fa quattro.>> <<A volte, Winston. A Volte fa cinque, a volte tre. A volte fa cinque, quattro e tre contemporaneamente. Devi sforzarti di più. Non è facile diventare sani di mente.>>
1984 - George Orwell
Bipensiero: Sapere e non sapere; credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciavano le menzogne più artefatte; ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si annullavano a vicenda sapendole contraddittorie fra di loro e tuttavia credendo in entrambe, fare uso della logica contro la logica; rinnegare la morale proprio nell'atto di rivendicarla; credere che la democrazia sia impossibile e nello stesso tempo vedere nel Partito l'unico suo garante; dimenticare tutto ciò che era necessario dimenticare ma, all'occorrenza essere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di nuovo. Soprattutto, saper applicare il medesimo procedimento al procedimento stesso. Era questa, la sottigliezza estrema: essere pienamente consapevoli nell'indurre l'inconsapevolezza e diventare poi inconsapevoli della pratica ipnotica che avevate appena posto in atto.
George Orwell - 1984 (Il Bipensiero)