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finalmente toscana
Eldar - Camminatori sotto le stelle
Tornati da un viaggio non era mai come ce lo si aspettava.
Certo, ci si attendeva di tornare più profondi, più riposati, dimagriti, di cambiare insomma. In effetti qualcosa cambia sempre, anche se è difficile capirlo. Sono mutamenti sottili. Come se un po' di quella strada ti fosse rimasta sulla pelle, come se non riuscissi a lavare del tutto quel sudore e quella terra.
Sembra sempre strano guardare le foto di appena una settimana fa e aver completamente scordato quanto fossimo stanchi quando le avevamo fatte. Sembra sempre stupefacente pensare che per quanta strada si possa aver fatto, per quante vesciche si possano avere ai piedi, con il tempo necessario per riposarsi, si può sempre riprendere a camminare con serenità. Dopo essersi lasciati alle spalle quella salita fangosa che sembrava insuperabile.
Ho sempre creduto, e non sono certo l'unico, che per conoscere davvero qualcuno bisogna camminare insieme a lui. Nel nostro caso non eravamo perfetti sconosciuti, ma la strada ancora una volta ci ha insegnato come sia una presunzione quella di ritenere di conoscere completamente una persona, un amico. Ogni passo può mostrarci un volto inaspettato che ci lascia esterrefatti e pieni di stupore . Un gesto o una parola che mai ci saremmo attesi da quella persona, trincerati nell'idea che ci siamo fatti di lei. Sia nel bene che nel male, intesi eh.
Gli scontri non mancano mai, specialmente quando si è stanchi e meno vigilati. Ma per quanto si possa alzare la voce, quando ci sono affetto e amicizia a saldare un legame si sorvola su tutto. Passatemi il paragone, ma un po' come quando ci si sposa o comunque si è innamorati e per amore di quella persona si accetta di sopportare familiari e amici insostenibili. Si ingoia il rospo senza rancore e magari ci si ride e scherza su.
Non dimentichiamo le “chiacchiere” lungo la strada, fatte di silenzi e di frasi spezzate dal fiato corto, ma che sembrano mostrarti una prospettiva mai vista prima, risolvere problemi che la fatica sembra sciogliere e rendere più comprensibili. Ma al di là di queste considerazioni che possono valere per qualsiasi tipo di cammino penso che alcuni luoghi che abbiamo attraversato ci siano rimasti in testa come un fermo-immagine.
Quello che stupiva maggiormente era essere sulla cima di un monte, avvolti dalla foschia, circondati da colline verdi e sentire comunque il rombo dell'autostrada, come a ricordarci che per quanto possiamo scappare lontano, ritirarci in solitudine, il mondo ci chiama e ci aspetta.
È bastato un breve viaggio in treno perché tutti prendessimo il cellulare e controllassimo quantomeno quello che era successo nel mondo, mentre il nostro microcosmo si esauriva in trenta chilometri da percorrere e in un pasto da organizzare senza troppe pretese.
Senza parlare poi della storia che ogni tanto riemergeva sulla strada quasi come l'incontro di un altro viandante sul cammino. Il tracciato della via Flaminia militare, un tassello di antica civiltà e tecnologia emerso in luoghi in cui non te lo aspetteresti mai, il tracciato della linea gotica, il cimitero tedesco della Futa, i ricordi della Seconda Guerra Mondiale. Ovviamente la natura non può essere lasciata da parte: gli incontri con animali o il segno del loro passaggio (l'erba cipollina divorata dai cinghiali, il fagiano lungo la strada, i bruscandoli), i ragni, le zecche e gli altri insettini fastidiosi.
Infine non possono essere trascurati gli incontri, la cortesia e la disponibilità di chi ci ha ospitati e accolti con un sorriso e spesso un piatto caldo. Spero di non essere stato noioso, ma dovevo mostrarvi questa piccola scheggia che mi è rimasta dentro in un misto di nostalgia e dolcezze e che spero non vada mai via.
1 maggio. E mo’?
La mattina é decisamente inesorabile.
Ci svegliamo e facciamo colazione perché Giulia é gia pronta con lo zaino in spalla. Del té caldo 6 un "a presto" salutano la nostra Eris e subito dopo c’é chi torna a dormire e chi a far balotta, come si dice a Bologna.
Prepariamo gli zaini, laviamo noi stessi e la sede pronti per ricevere Claudia, la disponibile capo del FI19 a cui restituiamo le chiavi insieme a un sentito grazie per l'ospitalita.
Ormai é fatta, ci avviamo verso la stazione Rifredi da dove prendiamo l'intercity diretto a Bologna. E in una sola ora ripercorriamo su rotaie quel percorso fatto in 5 giorni, mentre vediamo il paesaggio cambiare tra la Toscana e I'Emilia proviamo a scrivere gli ultimi articoli per il blog e ripensiamo all’esperienza appena terminata.
L'altoparlante annuncia l'arrivo a Bologna Centrale. Scendiamo dal treno e ci salutiamo, senza troppa foga e tristezza: sappiamo gia che nei prossimi giorni ci ritroveremo per guardare foto e video, e per brindare ancora una volta all'amicizia e alla strada.
E poi oggi è Primo Maggio, abbiamo un concerto a cui andare! (Ci siamo poi ricreduti, causa freddo e interminabilità, ma va bé durante questi giorni abbiamo sicuramente imparato che errare é umano..)
La nostra Via é terminata (*lacrimuccia*).
Rimaniamo comunque a disposizione di chi abbia domande o curiosità, sopratutto visto che siamo stati un po’ più prosastici del previsto nei nostri racconti.
Se non riesci a pensare cammina. Se pensi troppo cammina. Se pensi male cammina ancora.
Buona strada.
Dalla Futa a San Piero a Sieve.
30 aprile. Teerraa!
"Che bel soleee": questa la prima esclamazione sarcastica al nostro risveglio, quando ci siamo trovati circondati da un mare di nebbia. Mentre ci affrettiamo per preparare gli zaini e la colazione, un timido sole ci scalda un po' e asciuga le tende, non abbiamo però tempo da perdere poiché abbiamo un treno da prendere.
La sera precedente, tra un bicchiere di birra e una cheesecake ai frutti di bosco, troppe volte nominata durante il cammino abbiamo scoperto che la stazione Fiesole-Caldine si trova a circa 4km dal suo paese.
Ovviamente in salita.
Ovviamente su asfalto.
Per preservare piedi e conservare sguardi di sorpresa e soddisfazione decidiamo perciò di arrivare fino alla stazione Firenze San Marco. Il traguardo si avvicina. "Guardiamo la cartina?" "Google maps? No, vediamo già sbucare tra i palazzi la Cupola del Brunelleschi, per stavolta ci fidiamo della nostra capacità di orientamento e delle indicazioni dei passanti.
Turisti, carrozze e cavalli non ci impediscono di correre, più o meno, verso il David, punto di arrivo della nostra Via. Facciamo la foto di rito e poi di nuovo in stazione, stavolta direzione Firenze Rifredi, verso la sede scout del Firenze 19, gruppo scout che ci ospita per la notte.
Lasciamo gli zaini e ci rinfreschiamo ma son già le 13 e abbiamo fame. Pochi minuti e siamo già a tavola al ristorante La Spada, ordiniamo le nostre fiorentine e chi s’è visto s’è visto. Per terminare in bellezza ci viene offerto un limoncello e festeggiamo con il cameriere il raggiungimento del nostro traguardo.
15:30, siamo già pronti per la notte bianca ma la pioggia ci fa ricredere e così decidiamo di stare al chiuso per aspettare che smetta. Prendiamo caffè e tè alla libreria Feltrinelli dove rimaniamo, tra uno sbadiglio e l'altro, fino alle 19. Fuori ancora piove e non ci vuole tanto a capire che la notte bianca sarebbe saltata, se non per tutti sicuramente per noi.
Ci dividiamo tra il gruppo "ceno con un panino col lampredotto" e il gruppo "io mangio una zuppa", ritorniamo in sede, stappiamo le bottiglie e iniziamo a ballare sulle note di Britney Spears, 883, Backstreet Boys e chi più ne ha più ne metta. La nostra notte bianca prende il via tra queste quattro mura colorate e aneddoti e risate non tardano ad arrivare, con la pioggia che continua a cadere.
Nonostante oggi non abbiamo camminato, il sonno arriva e così ci prepariamo per la notte, questa volta al caldo.
Buona notte.
percorso Tappa 4 - Let's GOds! La Futa - San Piero a Sieve - San Giacomo, Emilia-Romagna (Italia) Tappa 4 - Let's GOds! La Futa - San Piero a Sieve
29 aprile. Discesa!..?
Questa è quella che passerà alla memoria come la giornata della rovina.
Partenza di buon mattino. Saltata anche questa volta. Dopo un breve pezzo d'asfalto abbiamo imboccato il sentiero 00 Gea.
Salita. Nebbia. Salita.
Nebbia.
Fin quando la croce di monte Gazzaro è apparsa tra le nuvole dandoci speranza che la giornata potesse prendere una piega migliore. Mai speranza fu più vana. Però abbiamo lasciato la nostra traccia sul quaderno di vetta!
Finalmente discesa! I nostri occhi si sono illuminati, si sono anche riempiti di lacrime un attimo dopo. E tra un sentiero per 'Escursionista' e uno per 'Escursionista Esperto' noi abbiamo saggiamente scelto quello per.. Esperti.
Poteva sembrare una scelta ragionata e obiettiva ma così non è stato: il tratto che ci ha portati al Passo dell'Osteria Bruciata era ripido e scivoloso. Se non era una vera e propria ferrata, gli assomigliava abbastanza: uno spirito leggero e un forte senso di aiuto reciproco ci hanno permesso di arrivare alla fine del tratto per esperti, dove si ricongiungeva l'altra opzione possibile (più larga ma anche più ripida).
A questo punto una sosta era più che meritata, ma il tempo stringeva: dopo il mini-traguardo dell'Osteria Bruciata, abbiamo ripreso a camminare in discesa sul sentiero 46 che ci ha portati a Riarsiccio, poi a Fonti per arrivare infine, piú zombie che viaggiatori, a Sant’Agata.
Qui ci ha accolti una bella pausa pranzo a base di panini e affettato. Ripreso fiato, siamo ripartiti alla volta di San Piero a Sieve su un tratto asfaltato ma fortunatamente pianeggiante, accompagnati dal sole che si avviava a tramontare sul lenzuolo verde delle colline toscane.
La giornata di cammino si è chiusa alle 20:05, quando abbiamo varcato i confini del paese, concedendoci una bella birra prima di cenare e andare a coricarci, stanchi ma soddisfatti.
percorso Tappa 3 - LET'S GOds! - Madonna dei Fornelli - La futa - Madonna dei Fornelli, Emilia-Romagna (Italia) Tappa 3 - LET'S GOds! - Madonna dei Fornelli - La futa
Tracciato GPS della terza tappa.