Sette giorni per sette guidatori.
Ogni giorno della settimana ha la sua peculiarità e si sa che ognuno ha il suo preferito, così come esistono sette stereotipi di guidatore, che ci aiuteranno a scandire meglio i giorni della settimana.
L’inizio della settimana, la paura di quello che ci aspetta e la consapevolezza che manca ancora tanto al week end ci accompagnano durante tutta questa giornata, insieme ai postumi delle notti brave e degli spritz dell’aperitivo domenicale.
Il guidatore del Lunedì lo si riconosce dall’andamento lento.
Lui è quello che con il limite dei 70 procede tranquillamente ai 55, quello a cui dallo scarico esce sempre fumo di tutti i colori (a seconda del tema del week end), quello che scalda la macchina anche alle sei di sera dopo 10 ore di guida.
Più che tranquillo è rincoglionito, non c’è dunque da meravigliarsi se lo becchiamo con gli specchietti retrovisori chiusi, come i suoi occhi.
_MARTEDì = ETERNO SECONDO.
E’ quello che sta sempre dietro, come Pedrosa nella moto GP.
Per questo è sempre agitato perchè sta proprio lì, ad un passo dalla vittoria ma non arriva mai al traguardo per primo.
Il nostro guidatore procede a zig zag cercando continuamente un varco per passare, da qualunque parte, in qualunque momento; un po’ come gli scooteristi a Milano.
Quando, poi, riescono a spuntarla, tac... Arriva la panda gialla che si lancia dallo stop più vicino e, inevitabilmente gli fa da tappo costringendolo alla resa e costringendolo ancora una volta ad accettare la medaglia d’argento.
Sta lì, sempre lì, li nel mezzo e fin che ce ne hai stai li, stai li.
Non è a più inizio settimana, ma è anche troppo lontano dal desideratissimo Week End.
Il suo guidatore è così: quello che quando hai fretta e vuoi superare, lui viaggia SULLA linea di mezzeria, è quello che nelle corsie di accelerazione corre fino alla fine, ma non si butta...INCHIODA, quello che al casello entra nella corsia del telepass, ma non ce l’ha e usa le monetine da due centesimi. Lui è quello che tra due camion si infila in mezzo e STA LI.
_GIOVEDì = VORREI MA NON POSSO.
Ti senti vicinissimo ai tre giorni più emozionanti della settimana, inizi a pensare a tutte le cose strabilinati che hai da fare, ma...
Ti aspettano ancora due giorni di lavoro.
Il nostro guidatore tipo va a braccetto con lo stereotipo del Camionista.
Quello che aspetta le feste, ma si accorge che non le passerà in famiglia, quello che esce con gli amici, ma ha il coprifuoco perchè il giorno dopo lavora, il single in una uscita tra coppie, quello che rompe le calze cinque minuti prima di uscire, quella a cui viene il ciclo prima di una gita d’amore.
Quello che lava la macchina e piove, quello che corre con un mille aspirato a metano degli anni venti, quello che ha la punto GT, ma il “gt” ce lo ha messo lui con l’attack.
Il camionista che pensa che fra poco ci sarà il week end, ma lui sarà in qualche area di servizio a banchettare con i colleghi con il fornellino da campeggio. Triste.
_ VENERDì = L’ULTIMO SFORZO
L’ultimo sforzo, l’ultimo gradino, la tipica giornata in cui uno si sente come Rocky sulla gradinata... Un eroe.
I guidatori del venerdì sono quelli che corrono ma solo dalle 18 in poi, quelli che è tutta una corsa all’ultimo minuto, quelli con il cellulare sempre in mano “perchè si stanno organizzando per l’ape” (cosa che per noi vecchia scuola, l’ape è il ciclomotore tre ruote), quelli che ti lanciano la sigaretta fuori che inevitabilmente ti finisce sulla mascherina altezza bocchette dell’aria e sembra che la loro sigaretta l’abbia fumata tu.
Ma tra tutti sono i guidatori del venerdì quelli che arrivano sparati da dietro e iniziano a lampeggiare che nemmeno l’ultima delle strobo.
Guai a non farli passare, potrebbero agganciarsi a te e trascinarti a fare “APE”.
Al sabato si sa, tutto è dovuto, ci si sente liberi, invincibili e pronti per affrontare qualunque cosa ci aspetti, non prevedendo le sbornie che ci si porterà dietro la domenica.
Il nostro guidatore è affetto da Saturday night fever, ha una frenesia addosso che nemmeno Tony Manero in pista.
A lui pare che sia tutto dovuto, credono che le frecce si usino solo per fare serata quindi...le usa come e quando vuole, lo specchietto retrovisore diventa lo specchio della toilette, spettatore di tutti ritocchi di tutti i make up possibili. Precedenze, incroci, rotatorie, divieti diventano vecchia storia, meri concetti teorici.
Al nostro guidatore tipo non interessa nulla, di nulla... lui punta all’obiettivo: la serata. Intrepido.
_DOMENICA = SANTA PAZIENZA
Prego, un minuto di silenzio.
Inutili i tentativi, di qualunque tipo, di rianimazione per chi è costretto a lavorare su strada la domenica.
I guidatori tipo della domenica sono come i Minions, sembrano tutti uguali... ma non è così.
I driver si trasformano: c’è chi si porta dietro la festa della sera prima, chi prende la famiglia per una giornata in relax, chi non ha voglia di andare a messa e cerca in tutti i modi di arrivare in ritardo, chi in ritardo lo è davvero e magari per il pranzo della nonna Pia che guai a mancare una delle 27 portate, chi ha la partita a carte in bar.
Tutti però sono accomunati da quella cosa strana che noi lavoratori full time abbiamo solo immaginato: il Relax per il solo fatto che il calendario segna “DO - ME - NI - CA”.
Tutte le imprecazioni trovano spazio dentro all’ abitacolo, purtroppo non sei munito di altoparlante e sirene e quindi non ci sono alternative se non sopportare.
Lo sappiamo, irritante,senza contare che a questi si aggiungono loro: quelli che la macchina la usano SOLO la domenica.
Si ricordano il codice della strada come un teen ager si ricorda il compito in classe, ma quel che peggio è che proprio non si ricordano come si guida.
Fratelli gemelli del vecchio con il cappello...