Il ritorno della volatilità sullo Yen
Alex Ghibellini - Wealth Planner
22 luglio 2026
"L'ipotesi di una vendita programmata di titoli di Stato americani da parte della Bank of Japan nasce da una lettura errata di un mero appuntamento statistico."
I fatti sono i seguenti: il 24 luglio 2026 alle 8:50 del mattino in Giappone — le 19:50 del 23 luglio sulla costa orientale degli Stati Uniti — il Ministero delle Finanze Giapponese pubblicherà il rapporto settimanale sulle transazioni internazionali in titoli. Il documento riguarderà operazioni già effettuate tra il 12 e il 18 luglio da banche, assicurazioni, società finanziarie e gestori patrimoniali giapponesi. Non si tratta quindi dell’orario fissato per un futuro ordine di vendita, ma del momento in cui verranno diffusi dati retrospettivi aggregati.
Il dato da mille miliardi è stato interpretato al contrario
L’ultimo rapporto disponibile mostra che, nella settimana conclusa l’11 luglio, gli investitori residenti in Giappone hanno acquistato, al netto delle vendite, 1.090,1 miliardi di yen di obbligazioni estere a medio-lungo termine. Quindi un saldo positivo.
Il rapporto, inoltre, non specifica quanta parte degli acquisti riguardi Treasury statunitensi. Comprende titoli emessi da soggetti residenti in numerosi Paesi e riflette le operazioni di una pluralità di investitori istituzionali. Non descrive il portafoglio della Bank of Japan e non annuncia decisioni del governo giapponese.
È quindi probabile che l’allarme sia nato dalla combinazione di tre errori:
- trasformare l’orario di pubblicazione di una statistica nell’orario di esecuzione di un’operazione;
- confondere gli investimenti degli operatori finanziari giapponesi con le riserve ufficiali dello Stato;
- interpretare un valore positivo come vendita, quando nelle statistiche attuali del Ministero indica semplicemente un acquisto netto.
Le dimensioni dell’operazione ipotizzata
Con un cambio di circa 163,15 yen per dollaro, mille miliardi di yen equivalgono a circa 6,1 miliardi di dollari. Il 22 luglio la Bank of Japan rilevava il cambio dollaro-yen intorno a 163, livello vicino ai minimi dello yen degli ultimi quarant’anni.
Se anche un investitore giapponese vendesse effettivamente Treasury per 6,1 miliardi di dollari, l’importo rappresenterebbe:
- circa lo 0,54% dei 1.143 miliardi di dollari di Treasury attribuiti al Giappone nel maggio 2026;
- circa lo 0,02% degli oltre 28.000 miliardi di dollari* di titoli del Tesoro statunitense negoziabili in circolazione.
Un ordine di queste dimensioni potrebbe influenzare temporaneamente prezzi e rendimenti, soprattutto se concentrato su una specifica scadenza o eseguito in condizioni di scarsa liquidità. Non avrebbe però una scala sufficiente per provocare autonomamente un collasso sistemico dei mercati mondiali.
*EDITATO: dato più aggiornato: 31,1 Trillion USD (SIFMA, giugno 2026)
Chi interviene realmente sullo yen
In Giappone le decisioni sugli interventi valutari spettano al ministro delle Finanze. La Bank of Japan esegue materialmente le operazioni come agente del governo e secondo le istruzioni ricevute.
Quando le autorità vogliono sostenere lo yen, utilizzano le disponibilità in dollari del Foreign Exchange Fund Special Account per vendere dollari e acquistare yen. Questo non significa necessariamente che, nello stesso istante, venga liquidato un identico ammontare di Treasury: le riserve comprendono liquidità e attività finanziarie con differenti scadenze, gestite cercando di limitare l’impatto sui mercati.
Tra il 28 aprile e il 27 maggio 2026 il Giappone ha effettuato interventi valutari per 11.734,9 miliardi di yen, quasi dodici volte la cifra indicata nell’allarme. Nel periodo successivo, fino al 26 giugno, il Ministero delle Finanze ha invece comunicato interventi pari a zero.
Alla fine di giugno il Giappone disponeva ancora di riserve ufficiali per circa 1.287 miliardi di dollari. Le autorità possiedono quindi una capacità d’intervento molto ampia, anche se l’efficacia di queste operazioni tende a essere temporanea quando il differenziale dei tassi continua a favorire il dollaro.
Il precedente del 2024
Nell’agosto 2024 il Nikkei perse il 12,4% in una seduta, non il 15% in tre ore. Il movimento non fu provocato da una singola vendita giapponese di obbligazioni americane.
La correzione nacque dalla sovrapposizione di diversi fattori: dati statunitensi più deboli del previsto, timori di recessione, rialzo dei tassi giapponesi, rapido apprezzamento dello yen, posizioni speculative affollate e richieste di margini che costrinsero molti operatori a ridurre contemporaneamente la leva finanziaria.
La Banca dei regolamenti internazionali ha concluso che lo smontaggio delle strategie finanziate in yen amplificò lo shock iniziale, ma non rappresentò l’unica causa. Inoltre, la dimensione complessiva del carry trade non può essere misurata con precisione, perché una parte rilevante delle esposizioni è costruita mediante derivati, contratti forward e swap valutari non facilmente riconducibili a una singola strategia.
Il rischio reale: un movimento improvviso dello Yen
Il carry trade consiste nel finanziarsi in una valuta con tassi relativamente bassi e investire in valute o attività con rendimenti superiori. Il guadagno dipende dal differenziale dei tassi, ma anche dalla stabilità del cambio.
La strategia entra in difficoltà quando:
- il costo del finanziamento in yen aumenta;
- lo yen si apprezza rapidamente;
- cresce la volatilità;
- aumentano i margini richiesti dagli intermediari;
- gli investitori sono costretti a chiudere posizioni con leva.
In queste condizioni, gli operatori possono (o spesso devono) vendere azioni, obbligazioni, criptovalute o altre attività per acquistare yen e rimborsare i finanziamenti. La pressione può propagarsi perché strategie differenti utilizzano contemporaneamente la stessa valuta di finanziamento.
Non è tuttavia corretto affermare che un unwinding provochi necessariamente un ribasso simultaneo di ogni mercato. Durante una fase di avversione al rischio, per esempio, i Treasury possono beneficiare della domanda di attività considerate più sicure, compensando almeno in parte le vendite effettuate dagli investitori giapponesi.
Perché la situazione attuale merita comunque attenzione
La vulnerabilità oggi è maggiore rispetto a una normale pubblicazione statistica.
Lo yen ha raggiunto livelli superiori a 163 per dollaro, i più deboli dal 1986, e il governo ha dichiarato di essere pronto a intervenire contro movimenti eccessivi.
Contemporaneamente, nel giugno 2026 la Bank of Japan ha portato il tasso overnight intorno all’1% e ha dichiarato che continuerà ad aumentarlo se l’andamento di economia e inflazione risulterà coerente con le proprie previsioni.
La combinazione potenzialmente destabilizzante non è quindi una vendita amministrativa da sei miliardi di dollari. È una sequenza più complessa: un intervento valutario o una decisione monetaria inattesa rafforza rapidamente lo yen; le strategie indebitate in yen subiscono perdite; aumenta la volatilità; scattano stop loss e richieste di margini; gli operatori vendono le attività più liquide; le correlazioni tra mercati aumentano e il movimento iniziale viene amplificato.
La prospettiva più realistica
Lo scenario centrale è che il rapporto del Ministero delle Finanze mostri normali oscillazioni settimanali degli investimenti giapponesi all’estero, senza alcuna conseguenza sistemica.
Uno scenario di maggiore tensione potrebbe derivare da un nuovo intervento a sostegno dello yen. L’effetto iniziale sarebbe probabilmente un apprezzamento della valuta giapponese e un aumento della volatilità, ma la durata dipenderebbe soprattutto dalle aspettative sui tassi della Bank of Japan e della Federal Reserve.
Lo scenario realmente pericoloso richiederebbe la improbabile e nefasta coincidenza di più eventi: rafforzamento improvviso dello yen, ulteriore stretta monetaria giapponese, deterioramento dei dati statunitensi, posizioni speculative molto concentrate e riduzione forzata della leva. È questa combinazione, non una singola voce di calendario economico, che potrebbe riprodurre una fase simile all’agosto 2024.
Articolo originale:
L’ipotesi di una vendita programmata di titoli di Stato americani da parte della Bank of Japan nasce da una lettura errata di un appuntament
Fonti:
1. Ministero delle Finanze giapponese — calendario di pubblicazione delle transazioni internazionali in titoli
https://www.mof.go.jp/english/policy/international_policy/reference/itn_transactions_in_securities/schedule.htm
2. Ministero delle Finanze giapponese — International Transactions in Securities, rapporto settimanale
https://www.mof.go.jp/english/policy/international_policy/reference/itn_transactions_in_securities/week.pdf
3. Bank of Japan — tassi di cambio giornalieri
https://www.boj.or.jp/en/statistics/market/forex/fxdaily/fxlist/index.htm
4. U.S. Treasury — principali detentori esteri di Treasury statunitensi
https://www.treasury.gov/resource-center/data-chart-center/tic/Documents/slt_table5.html
5. Bank of Japan — funzionamento degli interventi valutari
https://www.boj.or.jp/en/intl_finance/outline/expkainyu.htm
6. Bank of Japan — autorità competente per gli interventi valutari
https://www.boj.or.jp/en/about/education/oshiete/intl/g19.htm
7. Ministero delle Finanze giapponese — interventi valutari dal 28 aprile al 27 maggio 2026
https://www.mof.go.jp/english/policy/international_policy/reference/feio/monthly/20260529e.html
8. Ministero delle Finanze giapponese — interventi valutari dal 28 maggio al 26 giugno 2026
https://www.mof.go.jp/english/policy/international_policy/reference/feio/monthly/20260630e.html
9. Ministero delle Finanze giapponese — riserve internazionali al 30 giugno 2026
https://www.mof.go.jp/english/policy/international_policy/reference/official_reserve_assets/e0806.html
10. Bank of Japan — decisione di politica monetaria del 16 giugno 2026
https://www.boj.or.jp/en/mopo/mpmdeci/mpr_2026/k260616a.pdf
11. Reuters — crollo del Nikkei del 5 agosto 2024
https://www.reuters.com/markets/asia/japans-nikkei-sees-biggest-rout-since-1987-black-monday-2024-08-05/
12. Bank for International Settlements — The market turbulence and carry trade unwind of August 2024
https://www.bis.org/publ/bisbull90.pdf
13. Bank for International Settlements — Carry off, carry on
https://www.bis.org/publ/qtrpdf/r_qt2409a.htm
14. Reuters — yen ai minimi da quarant’anni e disponibilità del Giappone a intervenire, 22 luglio 2026
https://www.reuters.com/world/asia-pacific/japan-ready-take-decisive-action-forex-if-needed-finance-minister-says-2026-07-22/





















