Una crisalide si schiuse liberando nell’aria tersa di primavera una farfalla dalle ali diafane che cominciò a svolazzare allegra da un fiore all’altro senza fermarsi mai. “Posati su un fiore qualsiasi e rimani su di esso. La tua vita sarà breve e non potrai girare il mondo intero. È insensato affaticarsi così tanto”, le dicevano le altre farfalle; ma lei era intenzionata a volare il più possibile: non poteva sprecare la sua esistenza confinata in un singolo fiore, limitandosi a guardare un singolo fazzoletto di cielo; quando esistono, invece, milioni di fiori diversi e un immenso cielo. Così la curiosa farfalla volò, volò e volò finché ne ebbe le forze, e infine si adagiò su un prato; si spense delicatamente come una candela. “Ti avevo avvertita che non saresti riuscita a visitare tutto il mondo, che ti saresti stancata per niente”, avrebbe commentato una sua simile se avesse saputo dei suoi vagabondaggi; ma lei avrebbe prontamente risposto “Gigli, rose, girasoli, margherite, tulipani, viole, dalie, gerani, iris, ninfee, camelie, begonie, crisantemi, papaveri, calendule e narcisi: sono solo alcuni dei fiori che ho annusato. Ho svolazzato fra le foglie di innumerevoli alberi: limoni, ciliegi, aranci, mandorli, pini, susini, olivi, castagni, albicocchi; e ho sorvolato diversi paesaggi: fiumi, campagne, colline, montagne, valli, stagni. Ho visto una moltitudine di colori: giallo canarino e giallo paglierino, cremisi, turchese, arancione, bianco abbacinante, fucsia, oro, argento, rosso corallo, verde smeraldo, verde bosco, ambra, blu notte, indaco, viola, nero pece, rosa confetto, bordeaux, beige, ocra, ciano, magenta, lilla, amaranto, celeste, porpora, lavanda, malva. È vero, non ho visto tutto, ma ho visto tutto ciò che ho potuto.”