Ci pensavo
...e pensavo che mi interesserebbe molto conoscere il motivo di questa comportamento, che si potrebbe anche definire bizzarro, se non fosse così comune e scontato ormai, ai giorni nostri.
Anche se è passato un pò di tempo (non molto in realtà, se ci penso, forse un paio di mesi che, a causa degli stravolgimenti accaduti in questa vita nervosa recentemente, mi sembrano un'eternità) mi è saltata addosso impellente la necessità di sapere. Approfitto di questo momento di stasi prima che inizi la scuola e i problemi dei bambini, decisamente più importanti e impegnativi, mi rapiscano completamente l'empatia, per farmi alcune domande. Per esempio: ma perchè cavolo nel giro di poche ore è cambiato così tutto? ma cos'è successo? nel lungo tempo ci può stare, ma dalla sera alla mattina... le ho pensate tutte, non le elenco perchè alcune sono veramente disgustose. ho anche chiesto eh, con educazione chiaro, ma non sono riuscita a cavare una spiegazione abbastanza convincente. Veniva sempre fuori questa cosa della paura, che potrebbe essere anche plausibile per un ansioso cronico come lui, ma insulsa ai miei occhi.
Adesso sto qui, seduta a guardare dalla finestra le montagne e l'orto perfetto del mio vicino, dall'altra parte dell'Italia, molto più vicina a lui di quanto lo fossi prima e a chiedermi "ma che cazzo è successo?". Lo so che non serve a niente, so che niente cambierà le cose, so di aver fatto benissimo a chiudere ogni tipo di rapporto per non finire sulla graticola come in passato, per non impazzire... il problema vero è questa voglia di capire le cose che accadono intorno a me, non sempre sana. non è necessario razionalizzare tutto per raggiungere una pace apparente, si può lasciare andare qualche volta, come questa volta, lasciarlo andare se era quello che voleva. Adesso devo solo convincere il mio cervello e il mio cuore, ma loro sono abituati ormai a lasciar andare, non sarà una cosa lunga.
in ogni caso, mi devo occupare di bambini che hanno problemi ben più seri di un quindicenne straviziato che potrebbe rimanere traumatizzato nel sapere il padre in una relazione che non sia quella da cui è nato. I miei bambini con la realtà ci devono fare i conti tutti i giorni e non c'è nessuno che li protegga se non io, nel limite delle mie possibilità. Quindi prendiamola per quella che è e accettiamo l'esistenza dell'ennesimo adolescente coglione, che non aspetta altro che diventare un altro adulto inconcludente e privo di ogni traccia di maturità emotiva.
Gli psicologi ti aspettano a braccia aperte, tesoro!
















