Per non perturbare il grade di reattività (cioè cambiare comportamento/pensiero consapevoli d'essere osservati) del soggetto verso il ricercatore, possono essere utilizzate, nella raccolta dati, tecniche non intrusive (distinguibili in tre categorie: tracce fisiche, osservazione periscopica, uso di archivi).
La garbology, ovvero analisi della spazzatura, consiste nell'analizzare i rifiuti al fine di formulare alcune ipotesi riguardanti gli stili di vita di coloro che li depositano. È un tipo di analisi delle tracce efficace ogniqualvolta si indaghino tematiche sensibili, come il consumo di alcool.
SET, NOÈ, LA CORRUZIONE DEL GENERE UMANO, I GIGANTI E… L’ARCA
GENESI – Capitoli 5 e 6
Il libro della genealogia di Adamo (Capitolo 5) è abbastanza articolato.
La prima cosa che mi ha colpito è in “Genesi 5: 1-2”: “Nel giorno che Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio; li creò maschio e femmina, li benedisse e diede loro il nome di ‘uomo’, nel giorno che furono creati.”
In queste righe con la denominazione di “uomo” si intende quella di “essere umani”, come già ipotizzato altre volte?
Subito dopo, in Genesi 5:3, si spiega che Adamo generò un figlio a sua somiglianza e a sua immagine, che chiamò Set. Questo è già spiegato anche in Genesi 4:25, dove si dice che Eva lo chiamò così perché sostituì il figlio Abele, ucciso da Caino. Da qui in poi si sviluppa una lunga serie di nomi inerenti la genealogia delle persone che si sono succedute nel tempo a partire da Set, fino ad arrivare a Noè, di cui suo padre disse: “Questo ci consolerà della nostra opera e della fatica delle nostre mani a causa del suolo che il SIGNORE ha maledetto” (Genesi 5:29).
In questo capitolo, per i membri della discendenza di Adamo si accenna anche agli anni vissuti da ciascuno di essi e si dice di Enoc che “camminò con Dio” e che poi scomparve perché “Dio lo prese” (Genesi 5:24). Io credo che nulla di ciò che è scritto in questo capitolo sia casuale, quindi se qualcuno conoscesse i significati dei numeri citati lungo la descrizione della stirpe di Set, mi farebbe una grande cortesia. Per quanto riguarda la dicitura “camminò con Dio”, si allude a una vita retta e integra, come si dirà poi di Noè in Genesi 6:9?
Il capitolo 6 inizia così: “Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e furono loro nate delle figlie, avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte”. Qui credo che con “figli di Dio” si intendano gli angeli e, a giudicare dal loro comportamento, non penso siano gli angeli del Cielo, ma quelli caduti (noto anche che il capitolo comincia citando l’umanità non più come “uomo”, ma come “uomini”). In questo modo avvenne la corruzione del genere umano, tanto che il SIGNORE disse in Genesi 6:3, riferito all’uomo: “nel suo traviamento, egli non è che carne”.
In Genesi 6:4 si legge qualcosa di sorprendente: “In quel tempo c’erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli. Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi”.
Qui, al di là della sorpresa riguardo ai giganti, in merito ai quali spesso leggo notizie di ritrovamenti di resti a favore dell’ipotesi della loro esistenza, ciò che mi colpisce è l’abbinamento dell’idea degli uomini potenti e famosi con il fatto che essi derivino dall’unione degli angeli caduti con le donne. In buona sostanza quel che viene detto è che gli uomini potenti e famosi sono il frutto della corruzione del genere umano.
Da qui in poi la storia è nota.
Visto il proliferare della malvagità degli uomini, il Signore si pentì di averli creati e così volle sterminarli tutti, comprese le altre creature della terra. L’unico che trovò grazia agli occhi del Signore fu Noè. “Fu uomo giusto, integro, ai suoi tempi; Noè camminò con Dio” (Genesi 6:9). Egli generò tre figli (Sem, Caf e Iafet). Poiché sulla terra tutti erano diventati corrotti, Dio decretò la fine di ogni essere vivente e diede delle istruzioni a Noè affinché potesse costruire un’arca nella quale entrare con sua moglie, i figli e le mogli dei suoi figli, nonché una coppia di esemplari per ogni essere vivente (maschio e femmina) e tutte le provviste utili al loro nutrimento. Noè fece tutto ciò che Dio gli aveva comandato.
Ogni suggerimento, chiarimento o commento è sempre ben accetto. Grazie!
Kalnaj. Bellissima città. Recentemente distrutta da un brutto terremoto, si trova nel confine nord del Zentre, la regione centrale del Continente, e venne ricostruita seguendo lo stile architettonico di Okre. Siamo arrivati appena dopo l'alba, ed è dove si trova il capolinea del tram: numerosi contadini pendolari prendono il tram per lavorare nei campi. Dopo il Terremoto, è diventata città satellite alla capitale, nonchè punto di partenza delle carovane che trasportano le colture di Okre al nord.
Ci fa accomodare su un carretto, assieme a casse e casse di frutta. "Avete fatto colazione? prendete quello che volete. Ho anche della carne secca per i vostri animali."
Arrangiamo così una colazione con frutti succosi e dolcissimi - non ho mai visto un leone mangiare della frutta. La linko mi pare silenziosa.
"Tutto bene?"
Indica i due gatti.
"Ascolto.."
Non so cosa intenda, e sinceramente dei pazzoidi pensieri di una linko mi importa molto, molto poco.
Il viaggio è calmo e tranquillo. Davanti a noi gli altri carri della spedizione. Il ragazzino parla, di come gli manchi Okre e di come sia impressionante l'economia fiorente che la canalizzazione ha creato.
Forte dolore al braccio- la Linko mi sta conficcando le lunghissime unghie nel braccio. "AH-! cosa fai??"
"dobbiamo andarcene-"
"cosa?"
Ha una mano alla tempia. I due siamesi grattano sul fondo del carro e il leona batte la testa sulla mia coscia tentando di smuoverci.
"Andarcene- Alexander, dobbiamo andarcene"
"Ma di cosa stai parlando--"
"Qualcosa non va, andiamo via, ti prego, andiamocene-"
Uno scossone fa tremare tutto il carro. Il ragazzino sembra piuttosto spaventato. "Una scossa??" I cavalli paiono impazzire. "Rimanete qui!" Grida, buttandosi giù e correndo dagli altri carri. Mi affaccio per vedere la situazione. Siamo su un'altopiano, e a destra v'è un brutto dirupo- Non è un granchè come posto dove fermarci-- qualcosa non va, un gran boato e-
Umido e caldo.
La testa mi fa un male lancinante. Frutta spappolata ovunque. Il leone giace sul fianco, sopra alla Linko, che regge tra le mani il vecchio gatto. I due gattini sono i primi a svegliarsi. Uno dei due mi sta leccando la testa, laddove fiotta del sangue. Mi alzo- Dove siamo, esattamente?
Il carretto si è distrutto in più pezzi nella caduta, i cavalli scappati prima di questa situazione. Smuovo piano la Linko. Non si muove. Il leone riprende coscienza, e si alza per evitare di schiacciare la padrona. Sembra rimanere immobile per qualche tempo, annusando l'aria. Mi afferra per una manica e mi porta via, un passo zoppicante- "cosa?? La tua padrona! Dove mi porti? la lasci qui??" gli domando confuso. Mi ringhia contro con aria scocciata.
Mi guardo attorno. Siamo in un piazzale di erba molto chiara, d'un colore mela acerba. Più avanti, un piccolo laghetto, e una lastra di marmo scritta in una lingua a me sconosciuta.
Il leone- ha una zampa ferita, ecco perchè zoppicava. L'immerge nel lago, che istantaneamente si tinge di rosso. L'acqua prende ad evaporare in uno spettacolo inquietante- il vapore che si leva è rosso, e l'acqua torna della sua trasparenza cristallina originale. Solleva la zampa, perfettamente asciutta, e la ferita evapora con lo stesso vapore.
Mi guarda, gli occhi verdi puntati su di me. Non capisco-
Uno spintone con la testa.
Cado in quel lago-
L'acqua sembra bollente, mi frigge sulla pelle- la testa!! mi sembra debba esplodere-!! E' tutto rosso, sembra un lago di sangue! Riemergo con la testa, disperatamente, per prendere ossigeno- Non so nuotare, e rimanere a galla per me è difficile, non ho mai saputo fare- Una zampata mi afferra per la schiena ritrascinandomi a riva, mentre l'acqua ritorna trasparente, e il vapore si leva dalla mia testa. Appoggiandomi sul bordo per risalire, mi accorgo di come i miei vestiti siano asciutti, e alla stessa maniera i miei capelli. Le cicatrici sulle mie mani sono ancora presenti, quindi dubito che quest'acqua possa sistemare qualsiasi cosa. Vedo anche i due gattini stesi con le zampette a mollo. Il leone mi tira su a forza con le zampe, e torniamo dalla Linko, che sollevo. Guardo il gatto che giace tra le sue braccia- Spero solo che abbia perso i sensi. Immergo la Linko - qual è il suo nome? - e dopo un'altra vampata di vapori rossi, si riprende.
"--ah, la testa.." sussurra. Tiene stretto il gatto nonostante fosse svenuta."--g..gattino?" mormora piano, immergendolo nell'acqua. Nessuna risposta.
"Keyron--" balbetta piano "Keyron, cosa--"
"C'è stata una scossa, e siamo stati travolti da qualcosa-.. Cedendo oltre il bordo dell'altopiano.Credo sia una foresta del Norze.
Il leone ha la testa poggiata sulla spalla della rossa.
"No, no, no-! Non è possibile, non ora. Aveva- aveva resisitito così a lungo! Non è giusto, non è giusto!" Si alza di scatto, schizzando acqua ovunque, e regge il - purtroppo - cadavere del gatto. Avanza nell'acqua con una mano tesa in avanti, a cercare qualcosa- la lastra di marmo coperta dall'edere e muschi. Le dita corrono sulle lettere incise.
"Demandi la stelojn kaj ili povus atentu vian preĝo" mormora.
Non parlo le lingue del nord. "cosa?"
Mi zittisce con un verso. Appoggia il gatto, lasciandolo galleggiare nell'acqua.
"Bonvolu, Steloj. Asist lin trovi pacon." è ciò che sussurra.
Faccio un salto dallo spavento quando l'acqua si tinge di nero pece. Delle luci gialle emergono da quel petrolio, circondando il cadavere. Sempre più vicino--
Affonda.
Il nero evapora come il rosso di prima, e la Linko si gira per tornare fuori dall'acqua.
"cos'è successo?"
"Ho chiesto alle Stelle di aiutarlo.."
L'osservo.
"E le stelle ti hanno mai risposto?"
Sorride, con quel ghigno dei Linko.
"A volte, sa, quando sono allineate per il verso giusto, e tutto va bene nel mondo, v'è la possibilità, un briciolo di possibilità, che qualcuno venga ascoltato dalle Stelle-"
"E cosa ti fa credere sia questa, la situazione?"
Le lucette emergono di nuovo dall'acqua. Il gatto- Il gatto di Irina! Fatto di luce, che saltella come al massimo delle forze!
"..Il fatto che quel gatto sia tornato nel mondo dei Vivi.Certo, non è vivo- ma le Stelle non riportano in vita nessuno. Però vogliono contribuire al suo riposo. Vuole la sua padrona, e non può morire senza averla vista un'ultima volta."
"..capisco. Ma non andremo tanto oltre questo bosco- dopo questo spiazzo, sono solo alberi, fittissimi, senza una via d'uscita."
"ahah, voi umani, che bizzarre creature! I vostri marinai non hanno mai seguito le stelle? I nomadi non si aiutano con mappe stellari? Se sei perso, segui le stelle." Ride. Il gatto saltella tra gli alberi, illuminando il percorso. "Alexander, stia tranquillo: sa dove andare.
Sospiro.
Torno indietro, afferrando la mia borsa. Alcuni frutti non sono stati spiaccicati con la caduta, e raccolgo quelli più intatti. Raccolgo anche il sacco di carne secca- I due siamesi ci seguono, credo attirati dal contenuto del sacco.
"Le stelle, eh?"
Camminiamo illuminati da questo gatto di luce. Un fantasma, quasi.
"Si. Non sono loro, le vostre divinità, vero? I templi di Okre sono al Sole, o così mi pare di aver notato.Anche prima, a Kalnaj, tutti quei soli dipinti.."
"Si, lo sono."
"E per i Nani del Sud, non esiste altro che la Luna."
"Esatto."
"Ma per noi, tutto ciò è mosso dalle stelle, inoltre, il Sole stesso è una stella, e la Luna ne riflette la luce."
"Quindi le vostre divinità sono sulle Stelle- e tutto ciò che ne dipende?"
"Molteplici divinità, così come le vostre- tuttavia, il vostro credo, deriva dal nostro. Noi, semplicemente, ne abbracciamo una visione completa."
Silenzio.
Non mi reputo estremamente religioso, ma comprendo il bisogno del mio popolo di avere una fede.
Dopo quella che pare un'infinità di tempo- tuttavia la stanchezza non arriva- apro di nuovo bocca.
"Vi rende migliori di noi, questo credere nelle Stelle?"