Il sindaco Cialente e la paura degli autistici
seen from China
seen from United Kingdom

seen from Australia
seen from Hong Kong SAR China
seen from South Africa

seen from Japan
seen from China

seen from Germany

seen from Hong Kong SAR China
seen from Austria
seen from United States
seen from China

seen from United States
seen from United States
seen from Austria

seen from United States
seen from United States
seen from Germany
seen from China
seen from Maldives
Il sindaco Cialente e la paura degli autistici
Terremoto dell'Aquila: arrestati 4 imprenditori e un politico
#Terremoto #l'Aquila: arrestati 4 #imprenditori e un #politico, #ultimaedizioneeu, #news, #cronaca
Operazione dei carabinieri del Noe contro la corruzione legata agli interventi successivi al terremoto dell’Aquila del 2009. Quattro imprenditori, Mauro Pellegrini, Giancarlo Di Persio, Andrea e Maurizio Polisini, arrestati all’ex consigliere comunale Pierluigi Tancredi che aveva ricevuto dal Sindaco Cialente la delega alla messa in sicurezza degli edifici devastati dalle terribili scosse che…
View On WordPress
New Post has been published on Delusi Traditi e Incazzati
New Post has been published on http://delusitraditieincazzati.com/2014/01/16/laquila-le-mani-della-curia-protetta-dai-letta-sui-soldi-della-ricostruzione-clamorosa-denuncia-del-sindaco-dimissionario-cialente/
L’AQUILA: LE MANI DELLA CURIA (PROTETTA DAI LETTA) SUI SOLDI DELLA RICOSTRUZIONE? CLAMOROSA DENUNCIA DEL SINDACO DIMISSIONARIO CIALENTE
L’Aquila, la lettera di Cialente a Napolitano
«Disegno del governo per favorire la Curia»
Spunta una missiva del dicembre scorso: “E’ tutto fermo, città allo stremo”. Stizzita replica della Diocesi
L’AQUILA – Una lettera a Napolitano per dire che la ricostruzione è bloccata, senza fondi, e la città allo stremo. L’ha scritta Massimo Cialente a dicembre scorso, ipotizzando un disegno del governo per favorire la Curia nella ricostruzione.
Ecco il testo integrale:
«Egregio signor Presidente, lo scorso anno mi permisi di scriverLe affinché, attraverso un suo alto intervento, intercedesse perché non venisse trasferito il dottor Fabrizio Magani, direttore regionale Mibac in Abruzzo, ad altra sede. In quell’appello le spiegavo del ruolo insostituibile e delicatissimo che il dottor Magani stava e sta esercitando nel difficilissimo compito di ricostruire uno dei più grandi patrimoni storici e monumentali d’Italia: L’Aquila. Grazie al suo intervento il dottor Magani ha continuato il suo prezioso lavoro, reso più ancor più gravoso dal fatto che il Comune dell’Aquila ha deciso che gli interventi più importanti e complessi vengano affidati, da un lato alla direzione regionale del Mibac, dall’altro al provveditorato interregionale delle opere pubbliche. Ciò a riprova dell’interesse che la classe dirigente aquilana ha di raggiungere gli obiettivi con la massima efficienza, efficacia e trasparenza.
Signor Presidente, la ricostruzione dell’Aquila è una delle prove più pesanti, difficili e complesse poste dinanzi alle forze del Paese, che dovrebbero essere tutte coinvolte e consapevoli. Governo, Parlamento, articolazioni ministeriali, enti ed istituzioni locali. Di fronte alla più grande tragedia degli ultimi cento anni il paese dovrebbe capire che, prioritariamente, solo la creazione di una squadra compatta, affiatata e collaudata può raggiungere l’obiettivo. Alcuni mesi fa, a mio avviso, inspiegabilmente, è stato rimosso il provveditore alle opere pubbliche, ingegner Donato Carlea, oggi viene rimosso Fabrizio Magani. Parlo di rimozioni, perché, come Ella saprà, il dottor Magani viene retrocesso a vice direttore vicario per Pompei (anche con netta riduzione di stipendio).
Il ministro Bray si è giustificato affermando che ha bisogno di una persona di valore, assicurandomi che all’Aquila verrà inviato un dirigente di pari capacità. Non riesco a capire il motivo per il quale, a parità di capacità, debba andare via colui che sta coordinando alcuni dei più complessi interventi della storia del paese della storia del perse degli ultimi decenni. Penso alla basilica di Santa Maria di Collemaggio, alla fortezza spagnola, alla sfida della ricostruzione di tante chiese pressoché distrutte, al grande dibattito culturale sulla rivalutazione di vincoli paesaggistici.
Il dottor Magani è, in questo momento, l’interlocutore. Cambiare in corso d’opera sarà un’ulteriore battuta di arresto, eguale a quello che, per cause che voglio definire fisiologiche perché legate all’inspiegabile cambio dei vertici, stiamo drammaticamente pagando sugli appalti ed i lavori curati dal provveditore alle Opere pubbliche a partire dal tribunale i cui tempi di ricostruzione si stanno dilatando in modo inaccettabile. Ho proposto che il dottor Magani resti in Abruzzo e, tutt’al più, possa curare l’avvio della nuova struttura di Pompei, ma il Ministro Bray non ne vuole sapere. Mi permetto qualche valutazione politica che vuole essere anche una denuncia di come il governo sta affrontando la situazione aquilana.
Qui all’Aquila siamo convinti che il dottor Magani venga rimosso in quanto ostacolo ad un disegno che si è tentato e si sta tentando di inserire come norma di legge, che vedrebbe la curia, la più grande immobiliarista della città, diventare soggetto attuatore per la ricostruzione di tutti i suoi edifici, compresi i luoghi di culto. Lei comprende che, al fine di evitare ennesime polemiche politiche che coinvolgano questa martoriata città, noi abbiamo proposto di colloquiare con la Curia, la Sovrintendenza e l’ufficio speciale per la ricostruzione, bloccando una scelta che, spinta da tanti interessi, non sarebbe comprensibile. Noi abbiamo fondati sospetti che la rimozione del dottor Magani sia un tassello di un disegno, non considerato pienamente nelle conseguenze, che potrebbe comportare addirittura che i fondi per la ricostruzione privata delle case andranno a ricostruire le chiese. Chi lo spiegherebbe all’Italia?
Altra considerazione politica è ormai l’abbandono totale dell’Aquila da parte del governo. Non vi sono soldi per la ricostruzione pubblica, sono finiti e non si prevedono nuovi finanziamenti. Ricostruzione pubblica vuole dire case dell’edilizia residenziale pubblica, le case popolari non riparate da quasi cinque anni, vuol dire scuole, vuol dire uffici. È tutto fermo. Non vi sono soldi per la ricostruzione privata che si bloccherà nei primi mesi del 2014. I cento milioni che ottenemmo per il rilancio economico e produttivo sono fermi da oltre un anno per le lungaggini burocratiche e i cavilli dei dirigenti ministeriali. Il ministro Trigilia che dovrebbe seguire le problematiche relative alla ricostruzione dei centri del cratere sismico è completamente assente. Signor presidente, la città è allo stremo. Quest’anno lei si è indignato per il mio gesto di rimuovere il Tricolore. se non lo avessi fatto non avrei ottenuto quel miliardo e duecento milioni per l’intero Cratere che ci ha permesso di andare avanti sino ad oggi. Ciò è quanto mi ha detto il presidente del Consiglio Letta. Ma io lo sapevo!
Io, noi, non sappiamo come andare avanti in questa disperata situazione. Molti di noi, impegnati nell’amministrare questa città, vengono da una cultura politica che, del senso delle istituzioni, dell’etica della responsabilità e dell’impegno sociale per i risultati da conquistare, anche con sacrificio personale, hanno fatto una scelta di vita, una scelta etica. Ma proprio a lei, che nei mesi scorsi del sacrifico personale, in nome di questi valori, ha dato dimostrazione accettando la rielezione, rimettiamo una riflessione: questo impegno così gravoso che ci vede ormai così soli ed abbandonati a rappresentare le istituzioni che all’Aquila non ci sono più, ha ancora un senso o diventa un comportamento quasi omertoso? Non sarebbe più giusto riconsegnare il nostro ruolo nelle mani del Prefetto e far venire per un anno qui lo Stato che forse così prenderà finalmente coscienza di cosa è, oggi, una città che non c’è più? Uno Stato che finalmente si renda conto della disperazione di questi italiani abbandonati e che affronti in prima persona le proprie responsabilità senza più il ruolo di cuscinetti che noi stiamo subendo.
Signor presidente, non è un sfogo, è una riflessione politica che siamo oggi costretti a condurre e stiamo valutando. Siamo senza parole. Se l’Italia ha due emergenze, Pompei e L’Aquila, perché privilegiare Pompei a discapito dell’Aquila? Pompei è un nostro simbolo, ma i suoi abitanti sono calchi di lava! Qui ci sono, forse pochi, italiani in carne ed ossa, che vorrebbero ritrovare la speranza».
La replica della Curia - La curia ha diffuso una nota per replicare alla lettera di Cialente.
“Spiace dover riconoscere che nella lettera del Sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente, al Presidente Napolitano, in relazione alla cosiddetta richiesta della Curia Aquilana, non ci siano corrette informazioni. Si preferisce in questo momento di grande confusione non entrare in polemiche inutili e sterili. Si tratta di una richiesta fatta da tutti i Vescovi della Conferenza di Abruzzo e Molise (CEAM), che quindi non interessa solo l’Aquila, perché anche in Abruzzo si possa seguire la stessa procedura adottata- per le chiese e gli edifici ecclesiastici – nei terremoti avvenuti in Umbria, nelle Marche e recentemente in Emilia e Lombardia. Il riserbo mantenuto sinora sull’iter della richiesta è dovuto al rispetto delle procedure e per evitare la diffusione di informazioni incomplete sino a quando non si giunga a un accordo conclusivo. Tuttavia, se opportuno, sarà il Presidente della CEAM, Mons. Tommaso Valentinetti, Arcivescovo di Pescara-Penne, a fornire – con un suo comunicato – ogni utile dettaglio circa la proposta di norma. Per il momento, a nome dell’Arcivescovo Petrocchi, si può assicurare che la Curia aquilana intrattiene rapporti di stretta collaborazione con il dr. Magani: di conseguenza viene pienamente condiviso il desiderio dell’on. Cialente, che il dr. Magani continui la sua opera in Abruzzo. Inoltre, lo stesso Mons. Petrocchi si è premurato, negli incontri avuti nelle competenti sedi istituzionali, di far inserire nella proposta di norma cui si fa riferimento, la possibilità di fare convenzioni con altri Enti (Comune, Provveditorato Opere Pubbliche e Direzione Regionale dei Beni Artistici e Ambientali) per affidare ad essi la gestione dei finanziamenti e degli appalti riguadanti le Chiese. Infine, va detto con tutta franchezza, che l’unico intento della Curia aquilana è poter disporre di regole meglio articolate e certe, in grado di determinare con chiarezza modalità, entità e tempi dei finanziamenti per la ricostruzione del patrimonio ecclesiastico, con la motivata volontà di contribuire così alla rinascita spirituale, culturale e sociale della nostra Città”.
———————————————–
MASSIMO CIALENTE, SINDACO DELL’AQUILA, E’ DIMISSIONARIO A CAUSA DELLE NOTE VICENDE DI CORRUZIONE LEGATE AD ALCUNI MEMBRI DELLA SUA GIUNTA.
HA DECISO SENZA ALCUN AVVISO DI GARANZIA NE’ PRESSIONE DA PARTE DELLA POPOLAZIONE DI DIMETTERSI DALLA CARICA. GESTO MOLTO RARO IN ITALIA, AL QUALE VA DATO MERITO. CHI LO HA CONOSCIUTO LO CONSIDERA DEGNO DI CONSIDERAZIONE. INFATTI E’ STATA ORGANIZZATA UNA MANIFESTAZIONE DI SOSTEGNO. QUESTO IL COMUNICATO STAMPA:
COMUNICATO STAMPA
L’Aquila, venerdì 17 gennaio: il gruppo Catena Umana si unisce alla protesta a sostegno del Sindaco Massimo Cialente
In molti pare abbiano dimenticato quando a Roma, durante la protesta degli aquilani, Cialente era in prima linea davanti a tutti a prendersi le botte dai celerini per rivendicare i diritti di una intera cittadinanza distrutta dal sisma”. Con queste parole il leader dell’associazione Catena Umana, Luigi Tenderini ha motivato la discesa del suo gruppo verso L’Aquila, prevista venerdì 17 gennaio per partecipare alla manifestazione a sostegno del sindaco Massimo Cialente affinché ritiri le sue dimissioni.
Catena Umana sarà dunque presente con le sue rappresentanze nel piazzale antistante il castello spagnolo e tale sostegno è derivato dal fatto che Tenderini e i suoi, sono convinti dell’innocenza del Sindaco in tutta la vicenda di corruzione che vede coinvolti alcuni degli amministratori comunali.
L’associazione fa inoltre sapere che per via della sua natura totalmente apolitica e apartitica non intende ascoltare contraddittori derivati da motivazioni di quel genere e che ogni attività viene svolta dagli associati di Catena Umana è e sarà sempre al di sopra delle parti in ogni circostanza.
Ufficio Stampa Associazione Catena Umana
ISCRIVITI ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK
https://www.facebook.com/pages/Politici-che-non-hanno-MAI-lavorato-ELENCO-UFFICIALE-MANDIAMOLI-A-CASA/274354875910343
FONTE:
http://www.ilmessaggero.it/ABRUZZO/aquila_cialente_napolitano_curia/notizie/446221.shtml
L’articolo L’AQUILA: LE MANI DELLA CURIA (PROTETTA DAI LETTA) SUI SOLDI DELLA RICOSTRUZIONE? CLAMOROSA DENUNCIA DEL SINDACO DIMISSIONARIO CIALENTE sembra essere il primo su basta casta.
basta casta
New Post has been published on Delusi Traditi e Incazzati
New Post has been published on http://delusitraditieincazzati.com/2014/01/13/tangenti-terremoto-legnini-piena-solidarieta-a-cialente-sindaco-onesto/
Tangenti terremoto, Legnini: piena solidarieta’ a Cialente sindaco onesto
12 GENN – “Piena solidarietà politica e personale a Massimo Cialente, persona e sindaco onesto che ha dato tutto se stesso alla causa della tragedia aquilana ricevendo attacchi ingiustificati. L’Aquila: il terremoto arricchì la cognata di Cialente, 547mila euro di rimborsi Dobbiamo agire perché entro i prossimi 20 giorni sia messo nelle condizioni di riflettere […] Imola Oggi
New Post has been published on Delusi Traditi e Incazzati
New Post has been published on http://delusitraditieincazzati.com/2014/01/12/tangenti-sisma-laquila-sindaco-cialente-pd-si-dimette/
Tangenti sisma l’Aquila, sindaco Cialente (Pd) si dimette
11 genn – “Poco fa mi ha telefonato un alto funzionario per dirmi di non farlo, avete già capito quello che sto per fare”. Nel corso di una conferenza stampa, convocata in fretta nel pomeriggio, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha annunciato le sue dimissioni. “Me ne vado – ha detto – è giusto così. […] Imola Oggi
Dove osa il sindaco.
Oggi a Cialente, sindaco dell’Aquila, è partito un embolo. Giustamente, aggiungerei di mio. Il motivo? Sono 4 anni che all’Aquila è tutto fermo, come sei il tempo si fosse congelato a quel maledetto 6 di aprile. E i politici? Che fanno? Semplice: fanno…
Visualizza articolo
Anche Barca, Chiodi, Cialente e Letta sono stati invitati alla Festa della [non] Ricostruzione di sabato 23 marzo a L'Aquila... verranno???
Quindi la notizia è:
1)7,7mld di Euro per la
ricostruzione ci sono e sono
stati già stanziati.
2)Il Comune dell'Aquila
(Sindaco Cialente, PD)
ne ha utilizzati solo 0,7.
3)Cialente ha sempre
giustificato come causa della
stasi dei lavori la mancanza di
denaro.
4)Sergio Alfonsetti, candidato
nella lista “L’Aquila Città Unita
– Verdi", ha accusato come
unico e vero responsabile dei
ritardi nei pagamenti, tramite
contributo diretto dei lavori
eseguiti dalle imprese, il
Comune de L’Aquila.
Domanda retorica:
Visto che Berlusconi non c'è più
e neanche Sabina Guzzanti ha
qualcosa da dire in merito a
queste pesanti accuse, quando
si capirà che finchè i soldi non
arriveranno direttamente ai
terremotati (vedi Friuli Venezia
Giulia), ci sarà SEMPRE CHI CI
VORRà INZUPPARE IL PANE, DI
QUALUNQUE COLORE ESSO SIA?
Testo da: http://www.primadanoi.it/news/526504/%C2%ABCialente-non-pagava-le-imprese-e-gettava-la-colpa-su-Chiodi%C2%BB.html
Vignetta da:ITALIAOGGI http://edicola.italiaoggi.it/edicola/copertine/57.pdf