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CLAMOROSA DENUNCIA DEI 5 STELLE: I PARASSITI STANNO NUOVAMENTE TRAMANDO. IL LORO UNICO PENSIERO? CERCARE DI RUBARE NUOVI SOLDI A TUTTI NOI! LEGGI QUI
QUESTO IL COMUNICATO DEL GRUPPO 5 STELLE AL SENATO
NCD, disposti a tutto per un vitalizio!I coraggiosi senatori di Alfano sono pronti a tutto: dal sostenere Renzi a far cadere il governo per andare ad elezioni anticipate. Basta che vengano corrisposte le anzianità necessarie per ricevere i vitalizi. Valorosi combattenti per il privilegio!
Com’è possibile maturare un vitalizio prima che scadano i cinque anni di legislatura? Chiedendo una “norma straordinaria ed eccezionale“: così i senatori del Nuovo Centro Destra hanno presentato un ordine del giorno al bilancio del Senato che sarà discusso domani. Chiedono che in caso di scioglimento anticipato di questa legislatura sia possibile versare i contributi necessari a maturare il lauto vitalizio.
I topi lasciano la nave che affonda, purché abbiano le tasche piene?
FONTE:
http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2014/09/ncd-disposti-a-tutto-per-un-vitalizio.html
catenaumana
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Com’è possibile maturare un vitalizio prima che scadano i cinque anni di legislatura? Chiedendo una “norma straordinaria ed eccezionale“: così i senatori del Nuovo Centro Destra hanno presentato un ordine del giorno al bilancio del Senato che sarà discusso domani. Chiedono che in caso di scioglimento anticipato di questa legislatura sia possibile versare i contributi necessari a maturare il lauto vitalizio.
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I CLANDESTINI MALATI? LI SPEDISCONO NELLE NOSTRE CITTA’: CLAMOROSA AMMISSIONE DELLE ASL SICILIANE! ECCO IL PERCHE’
Immigrati, la resa delle Asl: “Non possiamo fargli i test” I poliziotti chiedono garanzie: “Ci dobbiamo affidare all’esperienza per vedere se sono malati”
Ragusa – Impossibile fare una diagnosi sulle condizioni degli immigrati appena sbarcati. Lo denuncia un documento dell’Area di Igiene sanità pubblica del presidio di Porto Empedocle (Agrigento), tra le zone siciliane maggiormente flagellate dal continuo flusso migratorio che assalta le nostre coste. A preoccupare le forze dell’ordine è il fatto che stiamo parlando della certificazione di idoneità sanitaria che permette l’immissione degli extracomunitari nei centri di accoglienza.
In pratica un pass senza il quale l’immigrato non può iniziare il suo percorso in Italia, fatto di varie tappe, prima tra tutte proprio l’ospitalità in un centro d’accoglienza.
«Non è possibile raccogliere dati anamnestici in assenza di interprete – si legge nel documento – e non essendo possibile effettuare esami di laboratorio o strumentali non si escludono patologie di carattere trasmissivo o diffusivo che siano in fase di incubazione o quiescenza». La frase successiva, che dovrebbe servire da rassicurazione sull’assenza di malattie nel gruppo di stranieri appena sbarcati e sottoposti a controllo sanitario, desta invece profondo «sconcerto», come evidenzia il segretario generale del Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia), Giuseppe Tiani, il primo ad avere tra le mani il famigerato modulo di certificazione. È stato proprio lui a sollevare la questione, che appare quantomai seria e grave. «Non si rilevano segni o sintomi riferibili a malattie cutanee o diffusive allo stato florido», recita infatti una frase del documento, come se l’unico modo per individuare un’eventuale malattia, fosse il vedere a occhio nudo una bolla, un’irritazione o una pustola.
«Quello che leggo è sconcertante – va giù duro Tiani – smentisce quanto affermato dalle autorità sul tema della sicurezza sanitaria legata agli sbarchi umanitari di immigrati. Le nostre preoccupazioni, espresse in più occasioni, in merito alla salute degli operatori delle forze dell’ordine erano più che mai fondate e legittime. Non si possono esporre gli agenti, i volontari, le loro famiglie, il territorio in generale a pericoli di questo tipo». Monta, quindi, la preoccupazione che anche le forze dell’ordine non siano tutelate adeguatamente dal punto di vista sanitario. E ora il timore degli interessati di contrarre malattie, alla luce dei fatti sembra fondato.
Risale solo ad agosto il braccio di ferro tra ministero dell’Interno, per il quale non c’erano poliziotti contagiati e sindacati di polizia, che affermavano invece il contrario. Il Consap denunciava appena pochi giorni fa che 40 agenti erano cutipositivi al test di Mantoux e significa che avevano avuto un contatto pregresso con il microrganismo della Tbc. Assotutela, invece, promuoveva una class action contro il ministero per omessi controlli sanitari.
Poco tempo fa il 90 per cento dei poliziotti assegnati a uno sbarco di 500 immigrati si è dato malato. «I colleghi non si sentono tutelati – aveva spiegato il Consap -. Hanno paura per loro e le famiglie». Ma il ministero della Salute aveva ribattuto puntando sulla validità dei controlli. «Abbiamo attivato da aprile le procedure necessarie in porti e aeroporti per esaminare casi potenzialmente a rischio – replicava il ministro Beatrice Lorenzin -. A terra c’è controllo per individuare persone con sintomi». Ma sono parole che non calmano gli agenti. «I controlli vanno perfezionati – dicono – date le modalità previste nella certificazione di idoneità sanitaria».
Intanto gli sbarchi non concedono sosta. Ieri 879 immigrati sono arrivati a Reggio Calabria a bordo della Aliseo della Marina Militare. A Catania sono giunti in 524 e a Palermo in 105. Al largo delle coste siciliane la Borsini ha invece recuperato 97 immigrati alla deriva e l’Orione 150. In Sicilia è convivenza forzata. C’è ospitalità ma anche insofferenza. Nella notte tra lunedì e martedì è stato incendiato l’ex palazzo Asl destinato a centro di accoglienza. Nei primi di settembre un’auto carica di taniche di benzina è stata lanciata contro l’ex caserma Gasparro a Messina destinata agli stranieri. Cinque spari l’hanno incendiata.
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Il Grande Cocomero
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LA CLAMOROSA CONFESSIONE DI UN CHIRURGO: ABBIAMO UCCISO UNA PAZIENTE! ASCOLTA LE SUE PAROLE, CAPIRAI MOLTO SULLA MALASANITA’ IN ITALIA (VIDEO)
tratto da (http://basilicata.basilicata24.it/)
Dalle registrazioni in nostro possesso emerge un quadro inquietante. Intrecci tra medici, dirigenti e politica. Coperture, ricatti, paura, omertà. Intanto i cittadini pagano, anche con la vita. Nell’audio parlano due medici. Leggete e poi ascoltate.
Il fatto. E’ il 28 maggio del 2013, un martedì come tanti altri, ma non per la signora Elisa. Lei non sa che quel giorno morirà. Non può neanche immaginarlo. Perché nessuno pensa di morire per causa di un semplice intervento chirurgico di routine: la sostituzione di una valvola cardiaca. Elisa viene dalla provincia di Cosenza. Si affida alle cure dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia dell’ospedale San Carlo di Potenza, il cui responsabile (primario) è il dottor Nicola Marraudino, originario di Salandra, molti anni trascorsi al Policlinico di Bari. La signora Elisa, 71 anni, viene portata in sala operatoria. Un intervento durato quasi 8 ore, eppure per prassi ne bastano circa 4. Che cosa è accaduto in tutto quel tempo? Sicuramente un fatto: la signora Elisa è morta. Perché?
Chi c’è in quella sala operatoria? Le nostre fonti ci dicono che l’intervento, così come risulta dal verbale operatorio, è stato eseguito dal dottor Marraudino e dal dottor Michele Cavone. In realtà all’operazione partecipano altri due cardiochirurghi: Matteo Galatti e Fabrizio Tancredi. Il primo non poteva essere lì, perché aveva fatto il turno di notte. Un cardiochirurgo che ha appena smontato dalla notte, regola inviolabile, non può operare. Naturalmente i due “intrusi” non risultano nel verbale operatorio. Qualcuno ha dichiarato il falso?
Che cosa succede in quelle ore? A iniziare l’intervento è proprio Galatti, che non doveva essere in sala operatoria, il quale commette un grave errore: rompe la vena cava superiore della paziente. Viene immediatamente chiamato il primario Marraudino. Che fa Marraudino? Invece di riparare la vena, la chiude con un clamp (morsetto chirurgico) per bloccare l’emorragia. Si sa che il clampaggio totale se protratto oltre alcuni minuti causa la morte cerebrale del paziente. Quel clampaggio dura oltre un’ora e mezza. Assurdo. Un cardiochirurgo dovrebbe saperlo. E’ come se un avvocato non sapesse cosa sia la Carta Costituzionale. Infatti, come probabilmente sa Cavone, nessun manuale di cardiochirurgia e nessun protocollo possono mai autorizzare il chirurgo al camplaggio della vena cava. Il primario intanto procede all’inutile intervento di sostituzione della valvola aortica e tenta di riparare alla meglio la vena cava. Ma ormai è troppo tardi, la paziente è morta. Le fonti ci dicono che Marraudino ha operato sulla donna cerebralmente morta come se fosse viva. Perché?
Il trasferimento in terapia intensiva. Si legge nel registro operatorio: “La paziente viene condotta in terapia intensiva post-operatoria, all’arrivo condizioni emodinamiche instabili P.A. 50/20, dopo circa 15 minuti dall’arrivo, arresto cardiocircolatorio irreversibile. Ore 17.00 Exitus.” Perché una donna già morta viene trasferita in terapia intensiva post-operatoria? Qualcuno vuole nascondere “l’omicidio doloso” consumato qualche ora prima? Infatti il dottor Cavone, nell’audio, si dispera, si sente complice di un omicidio, ma poi…Poi con una freddezza disarmante confessa che per questa sua omertà “tiene per le palle il primario”. Povero servizio sanitario! Complicità, coperture, ricatti.
Chi ha saputo del fatto? Del caso della signora Elisa si parla subito, tutti lo sanno. Viene informato il direttore sanitario Bruno Mandarino, viene informato il direttore amministrativo Antonio Pedota. Nelle registrazioni audio in nostro possesso si sente un cardiochirurgo che chiede al direttore sanitario se sia possibile il camplaggio della vena cava. Il direttore fornisce una strana risposta: “La domanda non è formale”. Sia Pedota, sia Mandarino sanno perfettamente di che parla il cardiochirurgo che fa domande. Anche il direttore generale Maruggi è informato. Il presidente della Regione, Marcello Pittella, è informato. Ma tutto sembra coperto sotto un velo di colpevole silenzio. A tutti in un modo o nell’altro conviene mettere a tacere la cosa. Che vuoi che sia un errore medico? Può capitare. Certo! Ma questa volta non funziona la tesi dell’errore o della colpa.
E quindi? E quindi niente. Da quasi un anno è aperta un’indagine affidata al pm Anna Gloria Piccininni. Il magistrato dispone la riesumazione del cadavere di Elisa per la conseguente autopsia, siamo a marzo 2014. Il medico legale incaricato dal pm è il dr. Vinci del Policlinico di Bari, dove fino al febbraio 2013 ha prestato servizio il primario Marraudino. L’autopsia, come tutti sapevano, non avrebbe rivelato nulla di particolare. Il primario intanto non fa mistero delle sue amicizie politiche. E’ fedele a certi ambienti politici poiché da loro è stato nominato, capace o incapace. L’azienda ospedaliera San Carlo, nulla fa, per accertare le cause della morte della povera donna. Sempre nelle clip audio di cui siamo entrati in possesso si sente qualcuno che dice: “ma tanto a che vuoi che serva l’autopsia?” Le indagini della Piccininni sembrano finite nel pantano. Perché?
Omertà e coperture sono di prassi. Lo dice il dottor Cavone nell’audio: “questi sono protetti dalla politica”. Ma dalle registrazioni audio in nostro possesso emerge un sistema di malaffare, di ricatti, di coperture che coinvolgono la politica con mani e piedi. Fin quando un politico si permetterà il lusso di nominare primari ospedalieri i cittadini sono a rischio. Marraudino si sarebbe vantato di aver ricevuto nel suo reparto il vice ministro Filippo Bubbico. Suo protettore? Sembrerebbe che fino ad oggi Marcello Pittella abbia fatto buon viso a cattivo gioco, e questo per Marraudino è una garanzia. Intanto la gente muore. Muore perché finisce nelle mani di cosiddetti primari.
Omicidio colposo o doloso? A questa domanda deve rispondere il pubblico ministero Anna Gloria Piccininni che ha in mano il fascicolo da un anno. La stessa che ha disposto un’autopsia inutile. Certo è che la vicenda nei suoi dettagli è gravissima. Emergerebbe il dolo. Adesso che la magistratura può ascoltare le nostre registrazioni audio qualcosa potrebbe cambiare. Oltre l’immobilismo esiste una possibilità: agire. Noi vogliamo che si faccia chiarezza. Che non si alimenti il sospetto di omertà e coperture. Chi ha sbagliato paghi. Il primario, per esempio. Ma non basta. I cittadini non possono fidarsi di un direttore sanitario che fa melina. Non possono fidarsi di un direttore generale immobile, di un direttore amministrativo che fa orecchie da mercante. Non possono fidarsi di chi sa e non agisce, governatore Pittella compreso. Non possono fidarsi di quella politica che ha imposto la nomina di un primario. Non possono fidarsi di chi dovrebbe indagare e invece sembra menare il can per l’aia. Molta gente dovrebbe fare i conti con la propria coscienza e ritirarsi a vita privata. In un caso soltanto i cittadini riprenderanno a fidarsi della politica e dell’azienda ospedaliera San Carlo: la rimozione dai loro incarichi di tutti i responsabili, complici omertosi, della morte di Elisa.
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TANGENTI ROSSE: STANNO GIA’ LAVORANDO PER INSABBIARE TUTTO! OGGI AL SENATO I CINQUESTELLE HANNO FATTO UNA SCOPERTA CLAMOROSA
La clamorosa denuncia arriva dal Gruppo del Senato del Movimento Cinquestelle, prontamente pubblicata sul blog di Beppe Grillo. Dalle intercettazioni sulle tangenti Expo era emerso che Primo Greganti, il super tangentista tesserato presso il PD torinese, andasse “a rapporto” ogni mercoledì al Senato. I senatori pentastellati hanno provato a verificare la veridicità di queste intercettazioni, e questo è il clamoroso risultato:
“Ieri è successo un fatto gravissimo ed inaudito. Dopo che un senatore aveva richiesto di conoscere gli accessi di Primo Greganti (il tesserato Pd arrestato per le tangenti dell’Expo 2015) agli uffici del Senato, il sistema informatico si è improvvisamente bloccato ed è rimasto fuori servizio per mezza giornata. Quando ha ripreso a funzionare, non risultavano tracce di ingressi in senato di Primo Greganti. Peccato che la Guardia di Finanza pedinando Greganti, aveva appurato e documentato come ogni mercoledì questi si presentasse in Senato, dove regolarmente accedeva. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle a breve chiederà una inchiesta interna per verificare cosa sia successo nella giornata di ieri e come sia stato possibile che Greganti entrasse in Senato senza che i suoi ingressi venissero registrati oppure come sia stato possibile cancellare la registrazione di questi ingressi (che avrebbero indicato chi andava a incontrare)”. Mario Michele Giarrusso, M5S Senato
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L’articolo TANGENTI ROSSE: STANNO GIA’ LAVORANDO PER INSABBIARE TUTTO! OGGI AL SENATO I CINQUESTELLE HANNO FATTO UNA SCOPERTA CLAMOROSA sembra essere il primo su basta casta.
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